Giusto così, nella storia dello sport tutte le strisce sono naturalmente destinate ad interrompersi… E giusto così, al Campania 1976 - mezzo secolo fa, 50 anni prima della nuova edizione annunciata per settembre - passa primo per la prima volta uno straniero.
E primo allo sprint, di primo aprile 1976 - quanto esubero di primi - sul traguardo dell’Arenaccia sfreccia Rik Van Linden, il talento belga importato dalla Bianchi, che brucia con un rush devastante Marino Basso (Furzi) e l’altro fiammingo d’autore Roger De Vlaeminck (Brooklyn).
Vince Van Linden, dopo i secondi posti nell’albo d’ oro della nostra corsa di Hoevenaers, Anquetil, Sercu, ed è una vittoria di rango assoluto, che qualifica ulteriormente la bacheca del Campania, in quella che fu la sua 44a edizione. In un ordine di arrivo da grande classica in linea, che declina pure Bitossi, Gavazzi e Moser ai bordi del podio, Van Linden esalta a Napoli quella qualità di sprinter ruggente che aveva annunciato negli anni precedenti, sul palcoscenico internazionale, conquistando la Parigi - Tours, recital tradizionale dei massimi velocisti, nel 1971 e nel 1973. Nel primo caso, precedendo da ragazzo esordiente, lui era solo del ‘49, lo ricordiamo ancora in foto, due rapaci del traguardo come Marino Basso e Gerben Karstens.
Van Linden, dunque, che ancora nel ‘75 aveva vinto la classifica a punti al Tour, il Campania lo conquistava dopo un paio di mesi di convalescenza per la caduta patita in una Sei Giorni, a Milano. E lui che era il Rik III nella agiografia dei fiamminghi per cui il ciclismo è religione - dopo il Rik I (Van Steenbergen) e il Rik II ( Van Looy) - vinceva con pieno merito una corsa peraltro monotona, come sottolineava sul Roma Adriano Cisternino, a causa di un percorso troppo poco selettivo.
L’abituale Agerola, infatti, in questa occasione distava ben 80 chilometri dal traguardo: non si puntava da Castellammare diretti su Napoli, ma ci si impigriva dopo la discesa in uno stucchevole peregrinare per l’hinterland fra Sarno, Nola e Pomigliano che rendeva improbabile ogni tentativo, e preannunciava un finale da gruppo compatto… Rik Van Linden, per precisare il concetto, sull’Agerola era staccato di un minuto e mezzo dai primi, ma nel lungo tracciato di pianura riusciva tranquillamente a rientrare sul gruppo di testa: con l’aiuto prezioso nell’inseguimento, lo ricordava dopo lo sprint, del fratello Alex e di Giacinto Santambrogio, compagni di squadra. Unico assolo della gara, a sfogliare la cronaca, restava quello romantico di Pasquale Pugliese, il ragazzo irpino della Zonca, dorsale ‘83’, che dal gruppo e con la sua licenza era evaso soltanto per passare primo al suo paese, Prata di Principato Ultra: e meritare un applauso in esclusiva. Diversamente primo, Rik Van Linden. Rik I almeno, per quel 1 aprile 1976 e per la storia orgogliosa del Campania. Quanti primi, più dei secondi, a raccontare il ciclismo. Specialmente mezzo secolo dopo.
(Abstract dal progetto editoriale ‘La storia del Giro di Campania’ di Gian Paolo PORRECA, LeVarie editore. In occasione del ritorno della corsa, dopo 25 anni di sospensione, previsto per domenica 20 settembre)
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