El Diablo fa 50. Tanti auguri Claudio

COMPLEANNO | 28/02/2013 | 10:51
Il diavolo è in paradiso: sole, pace e mare per festeggiare i suoi primi cinquant’anni. Claudio Chiappucci, “el diablo” del ciclismo italiano degli anni Novanta,  taglia il traguardo dell’età di mezzo, lui che in verità è sempre stato o di qua o di là. «Difatti, io non mi sento assolutamente il prototipo del cinqunat’enne – ci dice dalla Gran Canaria -, io mi sento ancora un ragazzino, che ha voglia di fare, sognare e amare».

Claudio è a Las Palmas con il suo gruppo di cicloamatori. È qui da dieci giorni e ci resterà ancora una settimana. Oggi grande festa, dopo la quotidiana pedalata. Al suo fianco una nuova fiamma, Clementine, 25 anni, francese di Lille, laureata in web-marketing. «È una storia che mi ha stravolto piacevolmente la vita – dice -. Viviamo assieme da un po’ a Uboldo (Varese), nella mia villa e abbiamo tanti progetti in cantiere da realizzare».

Pedala e gioca a golf Claudio Chiappucci «sono anche bravino, con 7 di handicap», dice orgoglioso come pochi. Ma nel ciclismo, per il momento fa poco.
«Aspetto che cambi il vento, anche se la vedo dura, perché per ilmomento il  movimento è gestito da autentici incapaci».

Non le manda a dire, come è solito fare. Ha sempre usato più la clava del fioretto, Claudio Chiappucci. «Ma lo sapete o no che vogliono far diventare CT della nazionale Maximilian Sciandri? Nulla contro di lui, ma che uomo carismatico è?...». E se gli si chiede se sarebbe disposto a farlo lui il CT, scontata è la risposta: «Certo che si, mi piacerebbe un sacco». Se poi gli si chiede se c’è un corridore italiano  in particolare che lo entusiasmi, le sue parole sono dure come pietre. «Nessuno. È un ciclismo di ragionieri, privo di fantasia e coraggio. Mancano le imprese, regna la mediocrità». E della vicenda Armstrong? «È una brutta storia, che però qualcuno ha permesso e favorito: chi ha fatto finta di niente?».

Guai però tirarlo per la giacchetta, quando gli si dice che il suo ciclismo non era poi tanto diverso da quello di Armstrong. «Il nostro era più istintivo, più semplice, meno organizzato. Armstrong ha portato la scienza e la tecnologia, noi correvamo alla pari, il texano no e mi chiedo come i suoi avversari abbiano potuto accettare cose simili».

Si addolcisce solo quando gli chiediamo un giudizio su Contador, Gilbert e Cancellara… «Hai fatto tre nomi di tre grandissimi corridori. Loro sono davvero tre giganti, in mezzo a tanti nani». E dopo avergli fatto tre nomi, gli chiediamo tre momenti della sua carriera che lui ritiene manifesto di tutta la sua stagione di corridore. «La prima maglia gialla al Tour (tre podi), la tappa al Sestriere sempre alla Grande Boucle e la Sanremo del ’91, un vero capolavoro: via lungo la discesa del Turchino, e chi si è visto si è visto».

Un regalo per i primi cinquant’anni… «Sentirò i miei ragazzi, Samantha che ha 20 anni e studia giurisprudenza, e Samuele che di anni ne ha 18 è gioca nella Beretti del Como. Poi un bel giro in bici con la mia Clementine, sereni e felici come due ragazzini che hanno tanti progetti in comune, e molti sogni da realizzare. Perché il bello deve ancora venire: per me e non solo per me... ». Anche per il ciclismo?... «Se mi chiamano, di sicuro qualcosa di bello posso ancora fare per questo sport che sprizza tristezza. Ad ogni modo auguri!». Auguri anche a te Claudio. Auguri da tutti noi.

Pier Augusto Stagi, direttore di tuttoBICI e tuttobiciweb.it
Copyright © TBW
COMMENTI
alla pari
28 febbraio 2013 12:37 true
"Noi correvamo alla pari". Noi chi? I clienti di Conconi?

http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Conconi


x true
28 febbraio 2013 21:57 cervo2
Sono perfettamente d'accordo.. Bisogna dire che allora i nostri erano forse realmente all'avanguardia.. Basta vedere i nomi pesantissimi nelle liste, non estranei a dichiarazioni del genere del resto.. Sui loro valori di ematocrito invece meglio tacere o fare a finta di niente, tanto finché vincevamo noi andava sempre bene, inchieste e domande sempre dopo.

1 marzo 2013 08:01 lele
Ct della Nazionale???
Un minimo di pudore..nooo!
Chissa' quanto ringraziera' quella coca cola sul Sestriere!!

povero diablo
1 marzo 2013 09:00 cimo
noto cliente conconiano....50 anni, pensavo 15........

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Addio a Dino Bruni, ex professionista dal palmares di grande valore. Nato a Portomaggiore, in provincia di Ferrara, il 13 aprile 1932 Bruni ha vinto la medaglia d'argento olimpica nella prova a squadre di Helsinki 1952, poi ha corso tra i professionisti dal...


Bere e non sprecare una sola goccia di pipì: questa è l’indicazione, la disposizione, l’imperativo categorico. A dirlo è la scienza, quindi gli staff dei team più attrezzati che stanno correndo il Tour de France. «L’antidoping non c’entra: scrive Marco...


Lo scrive su Repubblica oggi Cosimo Cito: in casa Pogacar ci sono diverse novità e vengono tutte dal futuro. Il caldo asfissiante è una realtà, ma in casa Uae Emirates anche le soluzioni sono a portata di mano, o di...


Dopo tre stagioni le strade della Red Bull BORA hansgrohe e di Primož Roglič sono destinate a separarsi. Il 36enne atleta sloveno, fresco vincitore del titolo di campione nazionale della cronometro, è in scadenza di contratto e l’accordo che lo...


In questi primi giorni di Tour lo abbiamo visto in fuga, lo abbiamo visto in maglia a pois e purtroppo ieri lo abbiamo visto cadere a cinque chilometri dal traguardo: quella caduta ha lasciato un segno importante per Alex Molenaar....


Una garanzia di spettacolo e ben di più che un fugace spauracchio per i corridori, il Tourmalet diventa per Gazzetta dello Sport “Gigante per Giganti”. Ciro Scognamiglio ci ricorda che “la Grande Bou­cle alza improv­vi­sa­mente l’asti­cella e porta il gruppo...


Mentre l’Europa è impegnata nel Tour de France, la Cina si prepara a mettere in scena la venticinquesima edizione del Tour of Magnificent Qinghai in programma dal 11 al 18 luglio. Corsa affascinante e dal sapore unico, anno dopo anno...


La tremenda caduta al Giro di Polonia dello scorso anno, le fratture e il coma, la lunga riabilitazione, il rientro in gruppo a marzo e poi, con una precisione diabolica, la sfortuna è tornata a colpire Filippo Baroncini costringendolo...


«Super hard, but not so dangerous...» Così Afonso Eulalio, con un sorriso dalla piega più imbarazzata che sbarazzina, ma soprattutto con quell'onestà che abbiamo imparato a conoscere durante i 9 giorni in maglia rosa al Giro d'Italia culminati con la...


Il gravel è cambiato e a testimoniarlo sono The Traka e la più recente Unbound, gare che mettono in risalto bici sempre più aerodinamiche e performanti. A rendere queste performance più concrete concorrono cerchi ad alto profilo, pneumatici più veloci...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra