| 15/12/2012 | 09:02 Andrea Bartali, il figlio del grande campione fiorentino è un fiume in piena, non è amareggiato e deluso, è soprattutto disgustato dalla mancata assegnazione a Firenze della partenza del Tour 2014. «Erano sette anni che cullavo questo sogno, che avevo lanciato la proposta, poi ripresa e portata avanti con forza anche dal sindaco di Firenze Matteo Renzi e dal vice Dario Nardella». Hanno deciso i soldi. «Noi quello che ci era stato chiesto in pratica lo avevamo garantito, e si trattava di impiegare capitali privati e non pubblici, tenuto conto del contenimento delle spese cui sono chiamati i comuni e le istituzioni in genere. Poi c’è stato un rilancio e Firenze non poteva starci a questo gioco». I valori, la storia dei nostri campioni che hanno valorizzato anche il Tour nemmeno considerati. «In pratica questi campioni come papà, come Gastone Nencini, Fiorenzo Magni, Fausto Coppi e tanti altri sono stati messi all’asta, quasi un disprezzo, e non è giusto questo modo di agire». Sul piano morale ed etico gli organizzatori francesi sono mancati. «Mi chiedo come si possa chiedere di dare il buon esempio ai corridori, ai tanti addetti ai lavori quando poi chi per primo dovrebbe farlo si comporta così. Non è assolutamente morale tutto questo». Sappiamo che si è fatto sentire anche Gianni Letta. «E’ stato gentile, mi ha telefonato e lo ringrazio anche perché era amico di mio padre, conosceva la vicenda e l’ha seguita. Si è detto dispiaciuto ed amareggiato della conclusione». Non solo Firenze delusa a questo punto, ma anche altre località toscane che erano state coinvolte. «Sì perché si erano fatti avanti città come Pisa, Livorno, Forte dei Marmi, interessate a una delle prime tappe del Tour qualora fosse partito da Firenze». E’ stata persa una grande occasione. «Penso proprio di sì, il Granducato era pronto ad offrire la passione, l’entusiasmo che la gente ha per il ciclismo, ma anche le sue bellezze, è un giorno triste per lo sport del pedale». Mancherà il Tour ma i 100 anni dalla nascita di Gino Bartali vanno festeggiati. «L’idea c’è, ed è quella di chiedere la partenza del Giro d’Italia 2014 da Firenze. Sarebbe una bella risposta e mi attiverò fino da domani perchè questo obbiettivo possa essere raggiunto».
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