ADDIO MAGNI. Martini: «Fiorenzo è stato un grande uomo»
| 19/10/2012 | 12:59 «Quando si parla di una persona che ci ha lasciati per sempre, a volte, non sai nemmeno che parole adoperare. Posso solo dire che Fiorenzo Magni è stato un uomo coraggioso, dotato di grande personalità, intelligente, tenace e lo ha dimostrato in alcune disavventure della propria vita».
È il ricordo di Alfredo Martini, quasi coetaneo (classe 1920 Fiorenzo, ’21 Alfredo), amico, rivale e - come Magni - figura storica del ciclismo mondiale. Il dolore dell'ex ct azzurro si mischia con gli innumerevoli ricordi di tante battaglie vissute sulle strade di tutto il mondo, nella polvere come nel fango, nel gelo o sotto il sole cocente di un Tour ancora tutto da pedalare.
«È sconvolgente quando arriva il momento in cui vai in 'fuga, per semprè - spiega Martini, che è nato a Firenze -: Magni questa “fuga” l'ha intrapresa nel momento in cui non doveva, una settimana dopo avere presentato il libro che rappresentava il bilancio di una vita».
Una vita passata a combattere con due assi del pedale come Bartali e Coppi. «Magni - aggiunge Martini - aveva la capacità di vincere le gare a lui meno adatte e dove non riuscivano i suoi avversari. Il grande Girardengo, che nel 1938 lo andò ad osservare in una gara per dilettanti, disse: 'Se questo non diventa un campione, si vede che sto invecchiando...'. I suoi tre Giri d'Italia, i tre campionati italiani, i tre Giri delle Fiandre e quel laccio stretto fra i denti per alleviare il dolore e portare a termine una tappa del Giro, dopo una frattura alla spalla, sono una grande dimostrazione di carattere».
«Terzo uomo? Per me è stato un grande uomo, un combattente - conclude Martini - con una grande forza d'animo. Il ciclismo è uno sport che insegna a sopportare la fatica e una persona come Magni è stata la testimonianza palpabile di una disciplina che, sebbene stia attraversando l'ennesima bufera, resta una grande scuola di vita. Non si affrontano 21 tappe in 23 giorni se non si è preparati sotto ogni punto di vista».
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