TACCONE. Quella statua sulle montagne d'Abruzzo...
| 18/10/2012 | 08:59 Vito Taccone. Il compianto “camoscio d’Abruzzo”, corridore e personaggio di particolare popolarità prematuramente scomparso nel 2007, è stato ricordato e celebrato nella sua Avezzano sabato 13 ottobre. Dapprima una partecipata cerimonia religiosa e quindi un affollato convegno che ha ricordato la carriera e la personalità dell’agguerrito scalatore marsicano alla presenza di autorità civili e religiose con l’intervento ed il ricordo di amici e giornalisti fra i quali Sergio Neri, Giorgio Martino, Tony Lo Schiavo e una testimonianza scritta di Sergio Zavoli, impossibilitato ad intervenire, che ebbe Taccone, con la sua straordinaria verve e sciolta parlantina – diretta, senza perifrasi – fra i protagonisti di spicco del Processo alla Tappa. Renato Di Rocco, presidente FCI, che ha ricordato il suo legame con la terra d’Abruzzo. Il figlio di Vito, Cristiano, affettuoso e premuroso custode del ricordo del padre insieme alla mamma, si è poi intrattenuto con gli amici di vari periodi di Vito e, fra questi, Franco Bitossi, Bruno Mealli, Enrico Paolini, Renato Laghi, Gigi Sgarbozza ed Enzo Ricciarini. Numerosa e qualificata la rappresentanza abruzzese con i Masciarelli, Danilo Di Luca, “Rambo” Rabottini e molti altri “ex” e corridori in attività. Infine è stata inaugurata, al valico di Monte Salviano, sopra Avezzano, a ovest, località che offre uno splendido colpo d’occhio sul capoluogo della Marsica, una statua in bronzo dello scultore Bruno Morelli che fissa la grinta e la forza di Vito Taccone, in bicicletta, sul suo terreno preferito: la salita. Un ricordo e una testimonianza d’affetto, un affetto che continua anche dopo la scomparsa, per un corridore, un personaggio, vero, diretto, sanguigno, piccolo per statura ma grande per coraggio e determinazione.
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