EROICA. Le strade bianche raccontate da un eroico

| 10/10/2012 | 11:28
Anche la XVI edizione dell’Eroica di Gaiole in Chianti è ormai in archivio. A pedali fermi, abbiamo individuato un “Eroico” tra gli Eroici 5479 partecipanti che ci ha raccontato con insospettabile entusiasmo la sua fatica. Il randonneur in questione è il 46enne Fabrizio Sansòttera, commercialista varesino e quindi conterraneo del Premier Mario Monti, che per la prima volta si è cimentato sulle famigerate Strade Bianche scegliendo il percorso lungo di 135 km. insieme all’amico Roberto, anche lui varesino, 31enne grafico pubblicitario di casa al Giro d’Italia. Le sue considerazioni sono degne di attenzione poiché abbiamo di fronte un ex-ciclista, oggi agguerrito cicloamatore, che ha corso tra i dilettanti (ultima gara disputata il Lombardia vinto da Fondriest nel 1985) ed è presidente del Fans Club unificato dedicato all’australiano di…Varese Michael Rogers, ovviamente il suo idolo.
FIORI.Ci puoi raccontare la tua, anzi vostra, giornata?
SANS. Ci siamo gettati in questa avventura senza avere provato prima né le bici né il percorso. Il via alle 6 e mezzo, con il fanalino anteriore acceso poiché era buio e dopo avere trangugiato, in fretta e furia, soltanto un caffè. Io ho utilizzato una vecchia bici marcata Poretti, un ex-ciclista di Legnano poi diventato costruttore di biciclette, con 6 rapporti. La figlia di Poretti mi ha addirittura regalato una maglia di lana della squadra sponsorizzata da suo padre, che ho indossato qui a Gaiole.
F: Con tutto ciò, è infine arrivato l’agognato diploma di Eroico?
S: Sì, siamo riusciti a rientrare nei parametri previsti, relativi alla bici e al vestiario e così io e Roberto – in completa tenuta Peugeot anni’60 - abbiamo vissuto questo momento indimenticabile, che ci ha ripagato della fatica e dei sacrifici sostenuti.
F: Che rapporti hai usato?
S: Davanti, col doppio plateau, ho messo il 52x42. Poi, a Castiglion Fiorentino, la città di Daniele Bennati, ho avuto la fortuna di incontrare un vecchio meccanico che mi ha montato il 28. Dietro ho usato un 14 con una scaletta fino al 28 e con 6 rapporti. Davanti però ci sarebbe voluto un 34 o un 36.
F: Quali sono stati i momenti più critici?
S: Soprattutto le discese, con il ghiaino assai insidioso che è stato causa di diverse cadute. Per difenderci dalle forature abbiamo montato i copertoncini ed è andata bene, poiché io ho forato soltanto una volta e Roberto addirittura nessuna. Nella prima ora abbiamo percorso circa 23 km e tutto è filato liscio fino alla zona di Vescovado, dove abbiamo trovato delle pendenze molto impegnative che mi hanno provocato dei crampi, fortunatamente superati in 10 minuti dopo avere bevuto tutta l’acqua che avevo portato e un po’ di sali minerali.
F: E le bellezze paesaggistiche del Chianti e delle Crete Senesi?
S: L’area attorno ad Asciano, dove ci sono le salite più dure, è uno spettacolo eccezionale. Veniva voglia di fermarsi per ammirare quei paesaggi mozzafiato. Il tutto è stato reso ancora più accattivante dagli splendidi e abbondanti rifornimenti gestiti da persone simpaticissime e molto ospitali. Ad Asciano, il feeding point numero uno secondo la nostra classifica personale, mi sono addirittura bevuto un uovo fresco, cosa che non facevo più da tempo immemorabile…
F: 5479 partenti: forse troppi e organizzazione all’altezza?
S: Con le partenze alla francese non c’è stato nessun problema dovuto al….sovraffollamento. Brocci, Marinangeli e gli altri organizzatori sono stati fantastici, sembravano avere il dono dell’ubiquità ed erano veramente dappertutto. Mi dispiace molto per il tragico evento che ha funestato questa edizione dell’Eroica, ma sono cose che purtroppo possono succedere, anche quando uno si allena per proprio conto. Questa non è una manifestazione competitiva, serve per propagandare il territorio e le bellezze davvero uniche di queste zone che conoscevamo poco, perciò non ci dovrebbe mai essere dello stress da gara.
F: Ci puoi riepilogare il bilancio della vostra prima Eroica?
S: Ho percorso i 135 km. in 8 ore e 1 minuto, alla media di 16,800. Roberto ha invece impiegato 7 ore e 37 minuti alla media di 17,700. Insomma, siamo veramente soddisfatti e l’anno prossimo ritorneremo, con Roberto che vuole cimentarsi sul percorso di 205 chilometri. Ma lui è più giovane ed ha più tempo per allenarsi rispetto al sottoscritto.
F: Il tuo commento conclusivo?
S: Tutto bellissimo, un’esperienza memorabile in una delle zone più belle d’Italia da consigliare a tutti, con l’ineguagliabile opportunità di fraternizzare con ciclisti provenienti da ogni parte del globo terracqueo.

Stefano Fiori
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