GIRO D'ITALIA. Milano perde un Giro di 2 milioni di euro

| 02/10/2012 | 16:14
Milano tira i remi in barca e, dopo essersi fatta soffiare la tappa finale del Giro d'Italia da Brescia (che ha messo sul piatto 700mila euro), spiega le sue motivazioni. «La nostra è solo una rinuncia momentanea - spiegano all'assessorato allo Sport - a fronte di un prezzo triplicato per ospitare l'evento». Milano si tiene in tasca i 100mila che aveva proposto per accaparrarsi, senza troppa convinzione, la corsa rosa ma non rinuncia al sogno e pensa in grande. Dopo la batosta di quest'anno, punta ad ospitare le tappe finali del 2014 e del 2015, per lanciare degnamente Expo e per chiudere in grande stile il primo mese della manifestazione, quando la città sarà piena di turisti da tutto il mondo e la vetrina sarà internazionale. Una scelta lungimirante, senza dubbio, ma c'è chi avrebbe preferito fare affari adesso anziché aspettare ancora due anni. Sono i ristoratori, gli albergatori e i commercianti che faticano a chiudere i bilanci in attivo e che non hanno preso bene la notizia che il Giro non arriverà in città. «Tutto ciò che si fa in meno in un momento come questo è un grosso danno» commenta lapidario Giorgio Montingelli a nome dei commercianti parlando di un'occasione mancata.È vero che l'investimento iniziale per ospitare il Giro è elevato ma gli sponsor non mancano ed è altrettanto vero che gli introiti sono succulenti: si calcola che una tappa in un grande centro porti a oltre un milione di fatturato. E che gli introiti siano tra il 3 e il 10% dell'investimento di partenza. Una città di tappa del Giro d'Italia mediamente può contare su un fatturato, generato dall'evento, pari a 620mila euro. Il gran finale almeno 2 milioni. In base a una ricerca condotta da Nielsen Media, Roma nel 2009, quando ospitò il rush finale, generò introiti per 4,1 milioni di euro. Venezia, che invece scandì la partenza, 4,2 milioni. Lo sforzo di Brescia quindi verrà ampiamente ripagato. Tra l'altro pochi giorni prima della corsa rosa, la città si troverà ad ospitare la Mille Miglia e intercetterà il turismo legato alle auto d'epoca. Il sindaco Adriano Paroli è già al lavoro per preparare Brescia ad ospitare l'evento ciclistico del 26 maggio, ben consapevole della boccata d'ossigeno in arrivo: per gli alberghi, per i locali, per i negozi. Il Comune bresciano, che sentiva di avere la vittoria in tasca già da un pezzo, ha già preso contatti con la società Brescia tourism per studiare un pacchetto di iniziative speciali. Tra queste una card per visitare i musei e per avere sconti nei ristoranti durante la settimana clou, quella che comincerà con la Mille Miglia e si concluderà con il Giro. Gli autobus urbani saranno gratuiti e si sta pensando di coinvolgere anche le scuole nei preparativi. La Leonessa d'Italia cerca il suo riscatto rispetto al 1983, quando fu costretta a rinunciare alla partenza del Giro a causa di uno sciopero. «Il riconoscimento di quest'anno premia il passato ciclistico di Brescia. Faremo 5-6 giri di un circuito nel centro storico comprendendo il Castello - spiega il primo cittadino Adriano Paroli immaginando il tracciato della 21esima tappa -. L'arrivo sarà in via San Faustino o in via Gramsci, le premiazioni in piazza della Loggia». A breve partiranno i sopralluoghi per valutare eventuali interventi sulle strade e sull'asfalto. Ma fin d'ora il sindaco bresciano promette: «Non faremo pagare nessuna tassa per l'occupazione del suolo pubblico». L'anno scorso invece, dopo il super finale in piazza Duomo a Milano, gli organizzatori si erano visti arrivare il conto, inaspettato, della tassa comunale. Stavolta niente sorprese: «Saremo il più ospitali possibili - assicura il primo cittadino di Brescia - Saremo in diretta mondiale e vorremmo svelare le bellezze della nostra città e il suo patrimonio artistico». Milano, a questo turno, resterà a guardare.

da «Il Giornale» del 2 ottobre 2012 a firma Maria Sorbi
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COMMENTI
Nessun intento di risparmio ma solo le solite manovre politiche.
2 ottobre 2012 16:46 Bartoli64
Visto?
Non c’era alcun intento di (serio) risparmio: Al Sindaco Pisapia e alla sua Giunta interessava solo non far irritare il sempre ampio bacino di voti rappresentato dal potentato automobilastri.

Quello che le imprese private cittadine però perdono in termini di guadagni in concomitanza dell’arrivo del Giro d’Italia è stato dettagliatamente enunciato nell’articolo qui sopra, e Brescia lo ha capito bene allargando sapientemente i cordoni della borsa.

Com’è che dice ora l’assessore allo sport meneghino? Vogliono ospitare le tappe finali del 2014 e 2015 per lanciare in grande stile la loro “orgia cementificatoria” chiamata Expo?

Fossi la RCS – visto al Comune di Milano ragionano così in grande e con cotale lungimiranza – gli TRIPLICHEREI I COSTI per poter avere il Giro d’Italia in città.
D’altronde (e lo dicono loro) l’Expo porterà in città milioni e milioni di turisti.

CHE PAGHINO ALLORA! Perché di soldi al Comune di Milano ne entreranno dunque parecchi, e questi politici di “m” non devono farsi belli (ad anni alterni) con un autentico monumento dello sport mondiale nato nella città che, disgraziatamente, li ha eletti come loro amministratori.

Bartoli64

SCELTA INFELICE
2 ottobre 2012 19:08 stargate
Fossi milanese, non sarei stato elettore di Pisapia, però devo dire che la scelta mi ha sorpreso, considerato il "background" culturale di cui il sindaco e la sua giunta si ammantano. Ospitare il Giro sarebbe stato, ancora una volta, un bellissimo spot per la bicicletta, in tutte le sue declinazioni (uso sportivo, turistico, urbano), oltre che, naturalmente, andando a questioni forse meno "nobili" ma più pratiche, un investimento i cui frutti sarebbero ricaduti sulla città. Purtroppo, non è andata così, e la città, al pari di mille altre, pagherà per le scelte miopi dei suoi amministratori, i quali avrebbero fatto una miglior figura rifiutando direttamente, con le proprie motivazioni, l'ospitalità invece di nascondersi dietro il paravento di un'offerta che sa di elemosina. Chissà che gli organizzatori non se la leghino davvero al dito e per il 2014 e 2015 non chiedano somme notevolmente maggiorate... ci spero, anche se non ci credo. (Alberto Pionca - Cagliari)

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