| 13/07/2012 | 20:34 E' sempre più il Tour di Gran Bretagna. Dopo le vittorie di Cavendish e Froome, la maglia gialla ben salda sulle spalle del Baronetto Wiggins, ecco la quarta vittoria made in Uk, a firma David Millar. Per il grande pentito del doping mondiale è un intersecarsi di emozioni e di ricorrenze. “Il 13 luglio di 45 anni fa è morto sulle strade del Tour un grande inglese, Tom Simpson, e il mio primo pensiero va a lui. Quasi dieci anni fa (allora era il 20 luglio) ho vinto a Beziers, ma a me sembra passata una vita. Da allora sono un uomo e un corridore nuovo. Non si può dimenticare il passato e bisogna lanciare messaggi puliti e speranzosi da un grande palcoscenico come questo. A differenza di allora posso dire con orgoglio che ho vinto pulito”: Ma al Tour di Gran Bretagna non si può fare a meno di parlare della nuova nazione dominatrice del ciclismo mondiale, e qui Millar si scioglie. “Se mi aveste detto dieci anni fa che saremmo stati così forti in così poco tempo vi avrei preso per matti. Wiggins, Cavendish e Froome sono solo le punte di un movimento in grande crescita e che a questo punto non si pone più limiti”: L'unica vincente non inglese al traguardo oggi è la squadra di Millar, l'americana Garmin-Sharp. “Io ammiro molto Dave Brailsford, il grande lavoro che sta facendo con Sky e molti fra i corridori sono miei amici, ma anche il mio è un grande team con un messaggio forte da portare avanti (la lotta anti-doping) ed io mi accontento di correre con loro Olimpiadi e Mondiali”: Poco distante la maglia gialla, che sta commentando l'ennesima giornata “tesa, ma controllata alla grande dai miei compagni”, si lascia trascinare dal patriottismo. “Sono felice per David, è un grande corridore e un grande uomo, e si meritava questa gioia. Poi credo che in questi giorni si sentisse un po' trascurato, con tutto quel che stiamo combinando noi di Sky... Scherzi a parte, siamo una nazionale molto unita e alle Olimpiadi sulla carta saremo i più forti, non vedo l'ora”.
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