TERRE DI TOSCANA. Slovenia appiedata da un nuovo furto di bici

| 21/04/2012 | 13:33
La settimana del “Toscana Terra di Ciclismo” valida come prova di Coppa delle Nazioni giunge oggi a conclusione. E per non perdere l’abitudine, ironicamente parlando, a salutare il gruppo alla partenza ancora una volta c’è stata la pioggia. Ormai però i “superstiti” sono stati temprati dalla tappa da lupi di ieri con pioggia e grandine. Ora fortunatamente è tornato il sole ma l’insidia di oggi non è nascosta e si chiama “strada bianca”. Da Greve in Chianti a Bonconvento, 167 km con 6 settori di strade bianche che, parola di patron Giancarlo Brocci, sono nelle condizioni giuste per essere affrontate. «Nei giorni scorsi è piovuto e questo ha portato i tratti bianchi ad essere nelle condizioni ottimali per la gara perché sono fortemente drenanti e soprattutto si sono stabiizzate e daranno la giusta aderenza alle ruote, evitando anche il grande fastidio della polvere sollevata al transito. Le abbiamo controllate – ha spiegato appena dopo un piccolo meeting con i ragazzi della nazionale italiana –ci siamo parlati e hanno visionato i tratti…sono i miei figlioli…».
E ai mezzi dell’Italia, nonostante la normale tensione di chi ha un leader di classifica generale, si sdrammatizzava con l’ilarità che riescono ad avere questi giovani di poco più di 20 anni, tutti però rigorosamente muniti di preziose indicazioni cartecee per affrontare la corsa: chi (Barbin) ha scelto di mettere la cartina sulla canna della bici assicurandola “con 4 giri di scotch perché sicuramente piove”, chi invece (Bongiorno) la assicura nel pantaloncino “con km, punti difficoltosi tattica”. Fabio Aru che veste la maglia da leader con 9” sul belga Wellens e 19” sul compagno Bongiorno, è come sempre silenzioso mentre è il compagno Daniele Dall’Oste che alla partenza spiega: «Siamo tutti per Aru. Dobbiamo difendere la maglia. Dovremmo stare uniti e non sarà una giornata facile. L’inizio di tappa sarà certamente complicato per via dei probabili scatti dal gruppo e sarà nostro compito arrivare compatti fino al 1° tratto di strade bianche perché sarà lì che si spaccherà la corsa. Aru è un buon crossista. Io e Barbin, pure».
Dei 146 partenti della prima tappa, oggi al via ve n’erano soltanto una settantina, decimati soprattutto ieri con ben 38 ritiri e 4 che stamani sono stati impossibilitati a partire. Si tratta della nazionale slovena che anch’essa dopo la nazionale polacca, è stata “alleggerita” delle bici. «Confermo la notizia – ha detto Brocci – ci auguriamo che con la sorveglianza e le telecamere poste all’interno del camping Girasole dove alloggiavamo tutti a Figline Valdarno si riesca a risalire a chi ha fatto sparire le biciclette».

da Gaiole in Chianti, Laura Guerra
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