VIGORELLI. Senza pista, il "Vigo" diventerà una arena

| 21/04/2012 | 09:14
Quell’impianto è impresso nel suo stesso Dna, nel mito di monumento alla velocità che ancora lo accompagna. Eppure, nel futuro del Vigorelli potrebbe non esserci più la pista di ciclismo. Almeno per l’assessore allo Sport Chiara Bisconti, che sogna per il vecchio velodromo un destino diverso: «Io prediligo un uso dell’impianto che potrebbe rinascere come la seconda arena di Milano, un luogo aperto alla città tutto l’anno, pronto a ospitare diversi sport, eventi culturali o altre manifestazioni».

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Sarà una seconda vita, quella che attende il Vigorelli. Un rinnovamento grazie anche ai fondi (circa 10 milioni di euro) che arrivano dagli oneri di urbanizzazione pagati da Citylife all’amministrazione. Ma è proprio adesso che il velodromo si avvia verso l’attesa riqualificazione, che sembra destinato a perdere il suo tratto distintivo: la pista. Un circuito delicato e sofisticato che, in ogni caso, così come è oggi (dopo il crollo del tetto nell’85 e il parziale restauro) non è utilizzabile.
Per il recupero servono dai 700mila euro a 1 milione. Troppo costoso ripristinarlo e poi mantenerlo secondo l’amministrazione, a maggior ragione per una disciplina diventata di nicchia. Certo, gli appassionati ci sono e, non più tardi dello scorso novembre, hanno organizzato una sorta di girotondo in bici attorno al velodromo per denunciarne l’incuria. Ma il Comune pensa ad aprirlo maggiormente alla città.

Il nuovo disegno potrebbe comprendere solo tribune e un grande prato, sul modello, appunto, dell’Arena civica Brera. Perché lo spazio che si ricaverebbe cancellando il circuito per le due ruote sarebbe maggiore. «La pista un po’ inibisce altre discipline. Con le dimensioni adeguate potremmo utilizzarlo per il rugby, il football americano, l’hockey su prato, il calcio. Ma anche per concerti, per i giochi estivi delle scuole», dice Chiara Bisconti. A decidere cosa fare all’interno del Vigorelli, sarà anche il quartiere. «Faremo un sondaggio tra gli abitanti della zona — continua l’assessore — discuteremo con le federazioni, il Coni, che potrebbe aiutarci a ottimizzare gli spazi. Il nodo della pista è l’ultima decisione da prendere». Anche se il sogno degli appassionati di tornare a sfrecciare al Vigorelli sembra allontanarsi sempre di più. In realtà, il ciclismo continuerebbe ad accompagnarlo. Come storia, con un museo dedicato a questa disciplina, e con attività di avviamento alle due ruote.

Ma non ci sono soltanto i grandi impianti a cui pensare. Ieri, durante una tavola rotonda organizzata con Nba Italia, da Palazzo Marino è partito un appello ai privati per “adottare”, in tempi di fondi pubblici ridotti all’osso, anche piccoli campi o strutture di periferia. Proprio la sezione italiana della federazione di basket americana potrebbe pensare a ristrutturare qualche playground o a sponsorizzare iniziative. «Istituzioni bancarie e grandi aziende — spiega ancora Bisconti — si stanno offrendo. Ci sono più di 100 realtà di quartiere, che vengono utilizzare dai cittadini». Oltre ai luoghi storici: dalla piscina Botta, agli spazi verdi attorno al Lido da far vivere fino alle piscine all’aperto come l’Argelati «che in autunno e in primavera potrebbero essere aperte agli skater o alle sfilate di moda».

di Alessia Gallione, da Repubblica.it
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COMMENTI
Milano
21 aprile 2012 15:42 ale63
una citta' come Milano senza un velodromo, una vergogna nazionale!! Ale

Museo???
21 aprile 2012 16:30 magico47
Potresti andarci Voi tutti al Museo,politici,intrallazzatori,persone poco oneste,siete la vergogna della Nazione,avete solo ambizioni personali,tutti dico tutti Voi che ricoprite cariche al di sopra della vostra piccola intelligenza.

Ho praticato il Vigorelli nei primi anni '70 quando Vanni Pettenella ci allenava su quella Gloriosa pista,indossavo con onore i colori della Soc. Cic. Alfredo Binda di Varese.

Siete persone che volete affonadare questa discliplina sportiva,speriamo che gli abitanti a cui verrà sottoposto il referendum siamo molto più INTELLIGENTI di Voi, negandovi questa presa di posizione.

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Loriano Gragnoli Dir. di corsa Internaz. da 42 anni nel CICLISMO

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