MAGLIA AZZURRA. La rabbia degli ex: «No, torniamo al verde»
| 19/04/2012 | 09:03 «E’ proprio vero, il denaro si sta divorando anche le cose più sacre dello sport. Almeno qui in Italia. Andate a dire ai francesi che la maglia a pois del Tour non significa più niente e vedrete la rivoluzione... francese». Il vicentino Giovanni Battaglin, unico veneto ad avere vinto un Giro d’Italia insieme a Cunego, commenta così il fatto del giorno: la classifica dei migliori scalatori del Giro non regalerà più la maglia verde (verde abete, verde prato, verde natura) ma la maglia azzurra. Azzurro Mediolanum. Lo ha preteso l’uomo con una banca intorno, il padovano (tombolano) Ennio Doris, che quest’anno sponsorizza quella classifica. Io pago, ma il colore dev’essere il mio. E Rcs Organizzazioni Sportive, che sovrintende la corsa rosa, cala le braghe senza batter ciglio. «Ormai le cose vanno così, chi ga i schei se compra anca la storia»,dice l’ottuagenario ora agricoltore Vito Favero, sei tappe in giallo al Tour (e secondo quell’anno, il 1958), che la maglia di miglior scalatore la vinse olo al Giro del Delfinato. E aggiunge: «Doris ci ripensi, non faccia con il ciclismo ciò che i siòri facevano con i poveri veneti, costretti a dire “signorsì sissignor”a chi aveva i soldi. Ma forse è tutto inevitabile.ogni 100 anni si riparte daccapo ciò che sembrava pacifico bisogna riconquistarlo». Se Favero, che ai cento anni è molto vicino – ma la maglia è più giovane, risale al 1974, mentre la classifica dei Gpm fu conquistata la prima volta da Alfredo Binda nel 1933 – la verde non l’ha mai conquistata, il trevigiano Claudio Bortolotto l’ha fatta definitivamente sua nelle edizioni del 1979-80-81. E s’arrabbia: «Doris faccia un passo indietro, se può. Se non quest’anno, il prossimo. I tifosi del ciclismo non la prenderanno per niente bene e potrebbe anche diventare una pubblicità negativa. Personalmente, poi, farò fatica a spiegare ai miei nipoti cos’è quella maglia verde appesa tra i cimeli. E sarà altrettanto difficile, per chi ha vinto la maglia azzurra del Giro, quella riservata alla classifica dei traguardi intermedi, spiegare ai nipoti che il nonno non andava forte in salita ma era un velocista». Grande confusione sotto il cielo, appunto. E tra lo stupore di molti addetti ai lavori, ieri la Gazzetta ha dato la notizia, ma l’ha nascosta sotto il buffissimo titolo “E sul Giro spunta l’azzurro”. Un po’ come titolare, all’elezione di Riina a presidente della Repubblica, con “Un palermitano al Quirinale”. «Non ci voglio credere», dice, alla notizia, Mario Beccia, scalatore di tempi non troppo lontani. Che aggiunge: «I francesi non lo avrebbero mai fatto. Il Giro è storia d’Italia, non puoi venderne e stravolgerne i simboli. Può sembrare un’esagerazione, ma c’è una sacralità anche in queste cose semplicie non va violata. Io la maglia verde non l’ho mai conquistata definitivamente, ma l’ho portata e rincorsa. E poi la maglia azzurra era quella dell’Intergiro, perchè fare questo pasticcio?». Chiude la serie di pareri veneti il campione del mondo di Colorado Springs, il veneziano Moreno Argentin. «A quale scopo vendersi la storia? Un contratto decennale con la Mediolanum? Una maglia che invece di costare 100 viene pagata 500? Qualsiasi sia la giustificazione, nonostante i tempi economicamente grami, non dovevano vendersi la storia. Quando fai così, mi aspetto che il prossimo anno, se a pagare sarà la Coca Cola, la maglia diventi rossa. E un altro anno Lilla come la cioccolata. Il ciclismo è della gente, nemmeno dei corridori, figurarsi degli sponsor: la gente sulle salite attenderà la maglia verde, come sempre. E alla maglia azzurra nessuno farà caso. Doris paga e chiede, non è lui il problema. Chi ha ceduto, invece, ha finito con l’impoverire il prodotto»
Questo è il nuovo corso di Acquarone. Come dice il nome fa acqua da tutte le parti ma alla RCS non importa come non gli importa la tradizione di questo sport o i sacrifici che fanno certe squadre per continuare.
Se non ci sarà più il ciclismo non importa, loro dirotteranno gli sponsor in altri sport.
Contano i soldi e se Acquarone con le sue scelte gli porta soldi va bene tutto, forse potrebbe diventare rossa o blu anche la nostra cara maglia rosa. Mah....
direi.........
19 aprile 2012 10:1653x13
......vergogna a chi ha permesso questo!!!!
nessun problema
19 aprile 2012 11:22tralepieghe
cambia solo il colore di una maglia, mica quello della bandiera italiana.
il titolo di miglior scalatore serve anche per raccimolare soldini, provate ad organizzare senza risorse, con dalla vostra solo tradizione e storia.
VERGOGNA RCS E AQUARONE!!!!
19 aprile 2012 11:48VDBZ
STRUMENTALIZZARE I SIMBOLI E LA STORIA DEL GIRO SOLO PER DENARO...
DOPO LA NETAPP ANCHE QUESTA PAGLIACCIATA DEL CAMBIO COLORE DELLA MAGLIA GPM.
STATE ROVINANDO IL GIRO SOLO PER DENARO... E POI CARA MEDIOLANUM MAGARI CON UN PO' DI RISPETTO POTEVA LASCIARE IL COLORE ALLA STORIA E NON ALLA BANCA!
Meglio Mediolunamo sul verde
19 aprile 2012 12:20superandy
Cambiare il colore della maglia da VERDE ad azzurra perde di prestigio e cosi di conseguenza anche il nome degli sponsor scritti sopra.
Ha sicuramente più effetto MEDIOLANUM su una maglia di valore come quella verde che su una maglia anonima azzurra.
Pensateci bene!!
Mi sembra un poco eccessivo...
19 aprile 2012 16:30Fra74
..nel senso, che tutta questa indignazione, non mi pare di averla letta in occasione della MAGLIA NERA dell'ultimo che è stata tolta...e che fece grande MALABROCCA!!!!
Francesco Conti.
MEDIOLANUM
19 aprile 2012 17:51velo
il colore è stato sempre il verde vedi gli ex al giro d'italia sponsorizzati dalla banca, chiediamo all'organizzatore il perchè di questo cambio!!!!!!! Non vorrei che ci fosse lo zampino del cavaliere che ama l'azzurro!
Protesta
19 aprile 2012 22:00warrior
Tutti quelli che amano il ciclismo ed hanno un conto mediolanum lo chiudano subito per protesta così capiranno quanto hanno oltraggiato la Storia.
20 aprile 2012 09:45marcog
Posso fare una domanda a quanti criticano la decisione di RCS? Quanti di voi organizzano una gara ciclistica?
Io non voglio e non so fare i conti in tasca a RCS ma so, facendo parte di una società che organizza una gara internazionale Under 23 (1.2U del calendario UCI)quanto costa organizzarla e quanto sia difficile se non praticamente impossibile reperire le risorse per farlo. Noi ogni anno cambiamo percorso sollevando malumori popolari (se non delle proprie rivoluzioni)solo per correre dietro ai soldi.... brutto da dire ma se vogliamo salvare la corsa dobbiamo fare così. Io vi dico che se suonasse il campanello di casa nostra il sig. Doris e ci proponesse di sponsorizzare la nostra gara (ce ne sono solo 5 in Italia di questo livello) purchè pitturassiomo di azzurro i corridori penso che la proposta verrebbe vagliata attentamente prima di essere scartata.
Paradossi a parte oggi è difficile fa quadrare i conti e ben vengano gli sponsor disposti ad aprire il portafogli; un domani se le cose andranno meglio, se l'economia riprenderà a girare e se arriveranno più sponsor si potrà pensare di tornare all'antico.
Mi fatte ridere !!!!
20 aprile 2012 20:32Francoss
Vergogna protesta ecc ecc .
Ma siete proprio ridicoli o ci fatte ma come la vergogna non e questo e un altra .
Il campione Italiano su strada professionista da POZZATO a oggi Visconti non Si vede la bandiera italiana niente ogni corsa nel Nord almeno fino a Ora Si vedeva piu la bandiera Della la Padania che quello italiana ma che cose state dicendo ma dai andatte a mangiare una pizza e basta con la vostra morale che FA ridere il mondo intero non siete credibile non avete Capito .
Bye bye
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