SCORTE TECNICHE. Nuovo disciplinare, come sarà applicato?
| 18/04/2012 | 08:59 Mancano 23 giorni all’applicazione del nuovo disciplinare delle scorte tecniche alle gare ciclistiche, ma dal Ministero dell’Interno e dalla FCI nessuna notizia di come questo sarà applicato. La prima conseguenza possibile è che saranno rinviati tutti gli esami di scorta tecnica che i Compartimenti di Polizia Stradale avevano programmato oltre il 12 maggio. Da quella data infatti i candidati per essere ammessi all’esame dovranno vantare anche il requisito della tessera di moto staffetta rilasciata dalla FCI, che però non si sa entro quando riuscirà ad organizzare i relativi corsi di abilitazione. Dopo il 12 maggio saranno annullati anche tutti i corsi ASA programmati dagli Enti di promozione sportiva, che non potranno più farli, mentre la FCI, unica titolata a poterli svolgere, dovrà decidere se avocare la formazione unicamente alle proprie strutture, oppure lasciare come adesso che i corsi di abilitazione siano tenuti anche delle società affiliate, previa autorizzazione dei propri Comitati Regionali. Una scelta che la FCI adotterà in assoluta autonomia senza doverla concordare con il Ministero dell’Interno, il quale, come nelle occasioni precedenti, si limiterà ad una circolare indirizzata ai Prefetti ed ai Compartimenti di Polizia Stradale per dare conto delle novità e delle sue modalità di applicazione. Tra le quali è sperabile venga precisato l’obbligo della tessera di moto staffetta FCI solo per coloro che dovranno ottenere il rilascio o il rinnovo dell’abilitazione a scorta tecnica, con esclusione di tutti gli altri, per evitare un calo drastico degli attuali 2.000 abilitati, che potrebbe compromettere lo svolgimento di numerose gare. Nei prossimi giorni, la FCI dovrà pure decidere se estendere la copertura assicurativa della propria tessera di moto staffetta anche alle gare degli altri Enti, o se invece si orienterà diversamente. Intanto nell’ambiente sportivo cresce lo stupore per un provvedimento di modifica del disciplinare delle scorte tecniche maturato in gran silenzio; dell’assenza di informazioni nonostante la FCI sapesse da tempo e del fatto che il provvedimento debba trovare applicazione in soli 30 giorni. E cresce anche il numero di coloro che ritengono che in questa vicenda i Ministeri dell’Interno e dei Trasporti abbiano agito condizionati da volontà esterne piuttosto che nell’alveo di quell’equilibrio, di quella misura e di quella sensibilità, che invece li aveva contraddistinti dal 2002 ad oggi. Fa discutere infatti che lo Stato possa, per un attività di diritto pubblico, imporre il requisito di un attestato rilasciato da un unico Ente privato, con danno del pluralismo associativo e della concorrenza economica. Tanto discutere che già alcuni Enti di promozione sportiva stanno esaminando coi propri legali la possibilità di chiedere l’annullamento del provvedimento ministeriale presentando ricorso al TAR.
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