SICUREZZA. Scorte tecniche e Asa, tutto il potere alla FCI

| 14/04/2012 | 12:18
Con il nuovo disciplinare tecnico pubblicato sulla G.U. n. 85 dell’11 aprile 2012, cambia in modo significativo la normativa per lo svolgimento dei servizi di scorta tecnica e dei corsi per addetti alle segnalazioni aggiuntive.
Un provvedimento atteso dopo quanto stabilito nel protocollo di collaborazione tra il Capo della Polizia Manganelli e il presidente federale Di Rocco, firmato il 9 novembre scorso.
Dalle parole ai fatti, e con il beneplacito del Coni,  il nuovo provvedimento del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, assegna competenze straordinarie alla FCI, con esclusione degli Enti di promozione sportiva da qualsiasi attività formativa e abilitativa.
La novità più rilevante è che, appunto, per poter svolgere il servizio di scorta tecnica non sarà più sufficiente avere l’abilitazione rilasciata dal Ministero dell’Interno, ma sarà necessario possedere anche  «un attestato di formazione, in corso di validità, rilasciato dalla FCI».
In pratica, è passato il principio che per gli addetti alla scorta tecnica, se vorranno esercitare, dovranno essere tesserati anche come moto staffette (o tessera equipollente) della FCI, per qualsiasi competizione, anche quelle degli Enti di promozione sportiva. Requisito che deve essere posseduto anche per la semplice ammissione all’esame di scorta tecnica.
Le Commissioni d’esame disposte dai Compartimenti di Polizia Stradale restano composte di tre membri, ma sono modificate nella composizione: un solo funzionario di polizia, con compiti di presidente, e due rappresentanti della FCI nominati dal CONI.
Le sessioni d’ esame non saranno più quattro all’anno, ma verranno indette in base all’andamento delle domande e di comune accordo con le direzioni regionali del CONI e della FCI.
Per i rinnovi delle abilitazioni a scorta tecnica sono aboliti gli esami presso la Polizia Stradale, e in alternativa vengono  introdotti  corsi di aggiornamento obbligatori di almeno 12 ore, organizzati dalla Federazione Ciclistica Italiana.
I corsi ASA, sia per il rilascio che per il rinnovo delle abilitazioni, potranno essere organizzati  soltanto ed esclusivamente dalla Federazione Ciclistica Italiana.
Cambia qualcosina anche nell’equipaggiamento dei motociclisti, per i quali  è soppresso l’obbligo di apporre nel casco la scritta scorta tecnica.  
Le novità entreranno in vigore dal 12 maggio 2012, ovvero 30 giorni dopo l’avvenuta pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.
Si tratta di modifiche piuttosto rilevanti, che non mancheranno di suscitare perplessità e anche  dissensi, che necessiterebbero pure di qualche correzione, come la pretesa assurda di 12 ore di corso per il semplice rinnovo delle abilitazioni.
E’ ragionevole che il Coni e il Ministero dell’Interno abbiano voluto assegnare  un ruolo di guida alla FCI, soprattutto per ciò che questa ha saputo autonomamente e autorevolmente costruire sul fronte della sicurezza delle gare ciclistiche.
Che però, anche gli Enti di promozione sportiva, per le loro gare debbano avvalersi elusivamente di motociclisti tesserati come moto staffette alla FCI, oppure,  che gli stessi non possano più tenere corsi ASA ai propri volontari, beh, non dovremo stupirci se qualcuno la giudicherà una autentica forzatura.
Senza dire degli interrogativi che possono sorgere nel pensare a come, nei prossimi 30 giorni, la FCI potrà effettivamente rispondere alla potenziale richiesta di abilitazione da parte delle circa  1.300 scorte tecniche che non appartengono alla sua area di influenza, oppure, come durante l’anno riuscirà ad organizzare i corsi ASA dei tanti volontari che operano presso gli Enti di promozione sportiva, che registrano una crescita di almeno di  1.500 unità a stagione.
Visto il ruolo che la FCI ha tenacemente rivendicato per sé, c’è da supporre che stia già alacremente lavorando per definire in che modo vorrà disciplinare tutto questo, senza mettere in difficoltà gli organizzatori, gli Enti di Promozione e quanti singolarmente si dedicano alle attività di scorta.
Molto dipenderà da come la FCI vorrà gestire la formazione: se riservarla alle sole strutture territoriali o anche alle società, come avviene oggi per i corsi ASA, secondo una logica di  decentramento  e di valorizzazione di tutte le risorse disponibili alla causa della sicurezza.
Staremo a vedere qual che accadrà nei prossimi giorni.
In ogni caso si dovrà agire in fretta, perché ogni ritardo che la FCI dovesse segnare rispetto alla gestione delle prerogative che le sono state attribuite, potrebbe portare ad una caduta verticale degli addetti ai servizi di scorta con il contemporaneo aumento dei costi che gli organizzatori dovranno sopportare pur di avere, nelle loro corse, il personale abilitato e tesserato imposto dal nuovo disciplinare.

Silvano Antonelli
Presidente del G.S. Progetti Scorta

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