INIZIATIVE. Radiocorsa, un servizio da migliorare ancora

| 12/04/2012 | 15:19
Per avere una adeguata sicurezza in gara, la prima condizione è quella di poter disporre di un adeguato servizio di radio-informazione.
Di questo ne sono profondamente convinte le motostaffette del G.S. Progetti Scorta, che il giorno 11 aprile, in occasione del loro aggiornamento, hanno chiamato a relazione sull’argomento due dei massimi esperti del settore: Virgilio Rossi, voce e coordinatore del servizio radio-informazione della Lega Professionisti, ed Olivo Neri, responsabile del Team Anna Neri. Il primo per illustrare con quali mezzi e con quali modalità il servizio viene svolto nelle gare professionistiche, il secondo per tracciare uno spaccato di quel che viene fatto nelle gare dilettantistiche.
Nel caso delle gare professionistiche, i mezzi, le risorse e le competenze di cui dispone la Lega, sono tali da qualificare il servizio di radio informazione come un fiore all’occhiello del nostro ciclismo nazionale, in particolare, per essere svolto esclusivamente a beneficio di chi deve gestire ed interpretare la gara, dando armonia e spazio alle esigenze dei vari attori della competizione, evitando nel contempo quella cronaca spicciola che potrebbe portare sola confusione e nulla più.
Un modello quindi da copiare, che può supplire al fatto che la FCI non ha mai pensato ad istituire né una scuola, né corsi di perfezionamento per questo importante servizio.
Molto diversa invece la situazione nelle gare dilettantistiche, dove possiamo trovare di tutto di più: dalla qualità di alcuni team che operano con apparecchiature efficienti e con frequenze regolarmente concessionate, a molti altri invece che operano nel più assoluto abusivismo, con apparecchiature alterate, con frequenze “rubate” ad altri e con rimborsi privi della dovuta documentazione fiscale.
C’è un problema di contenimento dei costi, ma chi guarda alla qualità e alla efficienza non può far finta di non vedere.
Così come è insopportabile che per un servizio così fondamentale, che riguarda la sicurezza degli atleti e di quanti incrociano casualmente una gara, i dirigenti del movimento ciclistico non si siano mai impegnati per ottenere dal Ministero delle Comunicazioni frequenze specifiche, a costi agevolati, a disposizione degli operatori certificati.
Ma oltre a questo, nelle gare dilettantistiche il vero problema è che il servizio informazione viene frequentemente stravolto a favore di una presunta cronaca sportiva che non lascia spazio sulla “canaletta” né per gli interventi di assistenza, né per la selezione delle priorità, né, infine, per una tempestiva e corretta movimentazione dei veicoli al seguito. Con la compiacenza degli stessi  organizzatori, per molti dei quali, se non fai “cronaca” non ti ingaggiano neppure.
Nel settore dilettantistico quindi c’è molto da correggere. Radio-corsa deve essere soprattutto un servizio dedicato alla sicurezza e alla gestione della corsa, con rispetto degli stessi motociclisti addetti a questo servizio, ai quali spesso viene inopportunamente chiesto di parlare mentre si va giù per discese pericolose, oppure di ripetere i numeri solo perché qualcuno si è distratto. Per non parlare dei tanti casi in cui i messaggi di radio-corsa vengono mortificati dalla sovramodulazione di chi chiama le ammiraglie senza attendere che ci sia spazio sulla “canaletta”, oppure dei tanti che si inseriscono nonostante il regolamento tecnico preveda il semplice ascolto. Per non dire, infine, anche di quelle moto-TV che si gettano intempestivamente sui corridori facendo da schermo al motociclista che sta comunicando i numeri dorsali dei fuggitivi.
Non sarebbe male quindi che in futuro questo servizio di radio-informazione fosse sempre più oggetto di valutazione congiunta tra FCI, organizzatori, direttori di corsa, direttori sportivi, giudici ed operatori del settore, in modo che lo si possa fare evolvere verso modalità più appropriate, con più rispetto delle regole, maggiore qualità e giusta sicurezza.
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COMMENTI
per puntualizzare
12 aprile 2012 17:31 tralepieghe
se le moto Tv si gettano intempestivamente sui corridori, che dire di quelle moto che stazionano perennemente in testa al gruppo per esibirsi in una radiocronaca , oppure leggono numeri di fughe con 5 metri di vantaggio....
mi fermo qui per non infierire troppo su un servizio con non sempre rispetta le regole per cui è nato.

Da che pulpito
12 aprile 2012 19:31 sargusti
"...oppure di ripetere i numeri solo perché qualcuno si è distratto" Si, ma se scrivete queste cose significa che di radiocorsa ne capite proprio poco.Se vi lamentate perchè vi chiedono di ripetere i dorsali o imparate l'abc di radioinformazioni o continuate a fermare con la paletta la signora Adalgisa che esce da messa.
Ma ragazzi ma da dove venite? E fate i congressi per dire ste scemenze?

Radiocorsa
12 aprile 2012 20:54 Per89
Ma radiocorsa oltre a garantire la sicurezza dei corridori deve comunque garantire un minimo di cronaca, perchè il povero direttore sportivo che ha l'ammiraglia 20, che ricordo che per regolamento non può effettuare taglia vari (nelle gare regionali perdonano, nelle internazionali un po' meno), cosa fa sta tutta gara dietro a vedere il baule dell'ammiraglia che ha davanti... Sulla lettura dei numeri dorsali tante volte radiocorsa li legge talmente in fretta che non si riescono nemmeno a scrivere e da qui nasce la richiesta di ripetere i dorsali... Il problema a mio parere di radiocorsa sono le chiamate che spesso tardano ad arrivare, nonostante si vede il corridore con il braccio alzato da qualche minuto (compito della giuria) e sopratutto la chiamata delle forature con il numero del corridore che non avviene quasi mai.....

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