LA STORIA. Rowsell, la campionessa che si mostra così come è

| 05/04/2012 | 13:28
Se state seguendo in tv i Campionati del Mondo in corso a Melbourne l'avrete notata anche voi. Stiamo parlando di Joanna Rowsell, una delle tre ragazze inglesi che oggi hanno vinto la prova iridata dell'inseguimento a squadre femminile e segnato il nuovo record del mondo di specialità (3'16'850).
Avrete notato questa ragazza d'oro perché festeggiando il successo con le compagne ha tolto il caschetto mostrando una testa quasi del tutto pelata. Nella vita di tutti i giorni usa una parrucca, ma oggi anche sul podio è salita così com'è per mandare un messaggio di speranza a chi come lei soffre di alopecia, condizione in cui il sistema immunitario attacca i follicoli dei capelli portando alla diminuzione del colore/spessore e della quantità del cuoio capelluto, spesso alla calvizie vera e propria.
Il coraggio di questa giovane campionessa, ha solo ventitré anni, è diventato fonte di ispirazione per molti.
Joanna ha trascorso anni nascondendo la perdita di capelli usando delle parrucche («la prima a 20 anni, lunga nera riccia; ora ne ho tre, tra cui una lunga bionda. Indossarle è un esperimento divertente» racconta, ndr), ma grazie anche agli ottimi risultati che ha saputo conquistare sulla sua bicicletta, ha trovato in sé la fiducia di mostrare la sua condizione senza sentirsi a disagio. Anzi attribuisce addirittura all'alopecia il merito della donna determinata e tenace che oggi è.
Al quotidiano inglese dailymail ha infatti dichiarato: «Non posso immaginare la mia vita se non avessi avuto l'alopecia. Non so quale sarebbe stata la mia strada senza questa malattia, mi spaventa pensare che non avrei avuto l'occasione di praticare ciclismo. L'alopecia mi ha inizialmente reso timida e insicura, ma allo stesso tempo mi ha insegnato a concentrami sempre appieno in quello che faccio: lavorare sodo è stata l'unica cosa che mi ha impedito di preoccuparmi del futuro, sul fatto che avrei fatto fatica a trovare un fidanzato o a integrarmi al lavoro in un gruppo di estranei. Poi è arrivato questo sport, a cui mi sono dedicata anima e corpo. Ho dimenticato tutte le preoccupazioni che riguardavano i miei capelli e mi sono concentrata solo sugli allenamenti e le gare».
Joanna con coraggio ha raccontato la sua storia. Partendo dall'inizio, da quando un giorno di quattordici anni fa da una delle sue sopracciglia ha iniziato ad assottigliarsi. «In pochi mesi, persi le ciglia e inizia ad avere la testa a chiazze. La presi malissimo. Amavo avere i capelli lunghi, di solito portavo le trecce. Ricordo una notte passata a piangere coi miei genitori, chiedevo loro: "perché mi sta capitando tutto questo?". Loro mi ripetevano che avrebbero trovato qualcuno o qualcosa per risolvere il problema, ma nonostante negli anni mi abbiano visitato tanti medici, l'alopecia purtroppo è incurabile».
Il ciclismo è stato fondamentale per aumentare la sua fiducia in sé stessa: «A 15 anni fui notata dai responsabili della nazionale britannica, in visita alla mia scuola a Sutton, nel Surrey. All'epoca non sapevo neanche cosa fosse il ciclismo, possedevo solo una vecchia bicicletta arrugginita dei miei. Videro in me un talento grezzo e mi dettero fiducia così cominciai ad allenarmi. Chi l'avrebbe detto allora che un giorno mi sarei ritrovata con al collo una medaglia d'oro e indosso una maglia iridata?».
Non solo, oggi Joanna è diventata un modello, un esempio, un bellissimo simbolo: «Anche questo è accaduto abbastanza per caso. A una prova di Coppa del Mondo non ho avuto tempo di mettermi la parrucca che uso di solito per le premiazioni. Ebbi solo il tempo di asciugarmi il sudore e salire sul podio. Se non avessi avuto così fretta mi sarei messa una delle mie parrucche, a tutti piace apparire al meglio… Ma sono contenta di aver imparato a farne a meno».
Questa piccola grande ragazza oggi dal gradino più alto del podio iridato esprime il suo sogno per il futuro e dà a tutti una lezione: «Nella vita accadono cose ben peggiori rispetto al perdere i capelli. Io sono felice e sana. E voglio concentrarmi sulle cose che contano, come ottenere la medaglia d'oro alle Olimpiadi».

Giulia De Maio
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COMMENTI
Ciao Joanna
5 aprile 2012 15:49 Fra74
..tu rappresenti il vero ESEMPIO dell'essere DONNA, grazie per la tua preziosissima testimonianza....Buon Mondiale..e Buona Pasqua...
Francesco Conti.

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