WORLD TOUR. 68 corridori italiani, nessuno come noi

| 15/01/2012 | 17:01
Nessuna nazione è rappresentata nel Wolrd Tour come l'Italia. il nostro paese, infatti, può contare su 68 corridori ai quali si aggiungerò dal 1° agosto Fabio Aru. Alle spalle dell'Italia, ci sono Spagna e Belgio.

Ecco la classifica completa
1. Italia 68 corridori (+ Aru dal 1° agosto)
2. Spagna 61 corridori
3. Belgio 52 corridori (+ Wellens dal 1° agosto)
   Francia 52 corridori
5. Olanda 39 corridori
6. Australia 33 corridori
7. Stati Uniti 19 corridori
8. Germania 18 corridori
   Russia 18 corridori
10. Gran Bretagna 14 corridori
    Danimarca 14 corridori
12. Kazakhstan 12 corridori
13. Svizzera 11 corridori
14. Polonia 10 corridori
15. Ucraina 6 corridori
    Nuova Zelanda 6 corridori
    Slovenia 6 corridori
18. Portogallo 5 corridori

da velo-club
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COMMENTI
nessuno come noi?
16 gennaio 2012 00:47 true
Sarebbe interessante conoscere: a) andamento di questi indici negli ultimi 5 anni (per capire se essere felici o disperati per avere 68 professionisti in gruppo), b) numero di corridori rispetto al numero di tesserati, c) numero di corridori per punti totalizzati (cioe' pesare i risultati...).

Fateci sapere :-)

Leggere/interpretare le classifiche...
16 gennaio 2012 06:28 true
Sul sito cqranking.com (http://www.cqranking.com/men/asp/gen/cqRankingCountry.asp?current=0&year=2011) c’e’ la classifica di rendimento per nazioni, che riporta il totale dei punti fatti dai vari ciclisti di ogni nazione.
Dal punto di vista dei risultati, la Spagna e’ prima con oltre 11mila punti, l’Italia seconda con 10mila, poi Belgio 9mila, ecc... fino al decimo posto della Svizzera con poco meno di 4mila punti.
Se si dividono i punti per il numero di corridori World Tour riportati nell’articolo, ecco cosa si ottiene: prima Gran Bretagna con 479 punti per corridore, seconda Germania con 413 punti per corridore, terza Svizzera con 352 punti per corridore. In questa classifica, l’Italia e’ undicesima con 153 punti per corridore.

Ovviamente questi calcoli son “imperfetti” (punti fatti nel 2011, corridori per la stagione 2012), ma visto che le condizioni son uguali per tutte le nazioni... credo si possano considerare con interesse i risultati.

Conclusione: nessuno come noi, ma dieci nazioni son meglio di noi.

Le classifiche del presente le ombre sul futuro
16 gennaio 2012 10:20 Bartoli64
Personalmente non metterei la questione su un piano di aride classifiche (anche perché nello sport esistono dei cicli di alti e bassi), ma proverei a fare un ragionamento che investa il ciclismo italiano sul medio e sul lungo termine.

Sul medio termine credo che l’Italia possa guardare con grande fiducia al futuro prossimo. La ns. cosiddetta “linea verde” - a detta di molti campioni e tecnici del settore - è probabilmente la migliore che si stia affacciando sullo scenario ciclistico mondiale.

Ciò vuol dire che, oltre alla “quantità” di corridori, l’Italia entro pochi anni caratterizzerà questo sport anche con la “qualità” delle vittorie conseguite ma è sul lungo termine che, purtroppo, si profilano nubi non proprio rassicuranti.

Il costo sempre più elevato dei materiali e dei carburanti, il divario sempre più evidente tra le società giovanili del nord rispetto a quelle del centro-sud, la pericolosità delle strade e la loro manutenzione, sono solo alcuni dei molti aspetti che scoraggiano i ragazzi (e le loro famiglie) nell’avvicinarsi al ciclismo agonistico.

Io stesso spero che i miei figli scelgano altri sport per sfogare le loro velleità….. sarà perché in tanti anni ne ho davvero viste di tutti i colori e perché, probabilmente, chissà quante ancora ne devo vedere?

E che dire, poi, delle politiche della Federazione? Sempre pronta a cavalcare l’onda del momento ma poi incapace di attuare politiche che tutelino il futuro di questo sport.

Leggo che nella mia regione si è da poco affacciata una nuova compagine di juniores, ma non so se esserne contento e se provare una sincera preoccupazione, mista a compassione, per il loro futuro.

Quando correvo io nella categoria c’era una gara ogni domenica (da marzo a ottobre compresi) e quando si partiva in pochi si era almeno in 70.

Oggi gli junior della mia regione, messi tutti insieme, non arriveranno a 40/50 unità e per correre hai voglia ad “emigrare” in altre regioni perché di gare, ormai, se ne organizzano solo 4 o 5 in una stagione.

Il problema è che lo stesso stato di cose si vive anche in regioni ciclisticamente importanti come la Toscana, dove trovare giovani Under 23 italiani sta cominciando a diventare un problema.

Soddisfazione, dunque, per i ben 68 prof. italiani che corrono attualmente nel World Tour, ma per quanto ancora l’Italia riuscirà a mantenere il suo ruolo di primo piano sulla scena del ciclismo?

Bartoli64

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