OSCAR TUTTOBICI. Aru, un sardo sul trono degli Under

| 07/11/2011 | 08:54
Al termine di un’appassionante sfida con Enrico Battaglin Fabio Aru può dire di aver conquistato l’ambito Oscar tuttoBICI Under 23 Gran Premio EUROMOBIL. Il ventunenne cagliaritano, stella della Palazzago MCipollini Elledent, in questa stagione ha ottenuto sette vittorie, tra le quali spiccano il Giro della Valle d’Aosta e il Giro delle Valli Cuneesi. Secondo al Campionato Italiano strada e al Toscana - Terre di Ciclismo in maglia azzurra, ha dimostrato di essere l’atleta più costante del 2011. Dalla Sardegna al Veneto dovrà affrontare un bel viaggetto per ritirare il suo primo Oscar, ma ne vale la pena: «Eccome. Sono tornato a casa solo da una ventina di giorni dopo un anno sempre in giro a correre, ma ho sempre ammirato questa classifica e sono felicissimo di averla fatta mia quest’anno. Torno su per la premiazione molto volentieri, anche perché è un’occasione imperdibile per conoscere uno dei miei idoli: Michele Scarponi (vincitore dell’Oscar tuttoBICI Professionisti, ndr). Sono un suo grande tifoso da sempre: lo apprezzo molto perché oltre a essere forte, è umile e simpatico».

Hai scoperto il ciclismo pochi anni fa...
«Mi è sempre piaciuto, ma non l’ho mai praticato fino a quando ho compiuto i quindici anni. Da quando ne avevo sei mi sono dilettato contemporaneamente nel calcio e nel tennis, quest’ultimo sport grande passione di papà. Il ciclismo all’epoca lo seguivo, ma non avevo mai avuto l’opportunità di correre. Ho iniziato a prendere parte a qualche gara di MTB in Sardegna, poi mi sono dato al ciclocross che mi ha lanciato nel panorama nazionale, quando da Junior ho avuto modo di prendere parte ai Campionati Europei, Mondiali e ad alcune prove di Coppa del Mondo. Tre anni fa Olivano Locatelli, direttore sportivo della Palazzago, mi ha proposto di cimentarmi anche in strada, terreno su cui già altri mi avevano detto mi avrebbero visto bene. Praticamente le mie prime gare con la bici da corsa risalgono al 1° anno da Under 23. Da quando sono dilettante sono quasi tutto l’anno in ritiro a Palazzago (BG), in Sardegna ci torno per delle toccate e fuga e nei mesi di gennaio e febbraio, in cui c’è il clima ideale per allenarsi».

Possiamo dire che per te il 2011 è stato l’anno della svolta?
«Sì, sono molto soddisfatto di questa stagione perché sono riuscito a essere continuo tutto l’anno, senza soffrire cali soprattutto di testa. Le vittorie sono arrivate da luglio in poi, le più importanti senz’altro sono state il Val d’Aosta e l’aver vestito la maglia azzurra. Gli anni scorsi, come si suol dire, ero sempre lì, quest’anno ho iniziato a raccogliere dei risultati concreti. Non correndo da tantissimo su strada rispetto alla maggior parte dei miei avversari mi manca un po’ di esperienza. Mi è capitato più di una volta di partire dopo 50 km dal via, di “andare a tutta” e di arrivare agli ultimi 10 km a secco di energie. Da quest’anno, finalmente, ho iniziato a capire qual è il momento giusto per attaccare (sorride, ndr)».

Insomma, nei prossimi anni puoi solo andare in crescendo...
«Speriamo! L‘impegno e l’umiltà di certo non mi mancano. Comunque andrà in futuro resterò il ragazzo tranquillo di sempre, a cui piace frequentare gli amici, navigare su internet e tenersi informato su tutto; appassionato di motori, diplomato al Liceo Classico, che vorrebbe un giorno anche iscriversi all’università, magari in Scienze Motorie. Quest’anno è andato bene, ma sono consapevole che di strada da fare ce n’è ancora tanta. Metto in tasca i complimenti che ricevo, mi dico “bravo” per quello che sono riuscito a fare e riparto da zero per una nuova stagione in cui ancora una volta bisognerà dimostrare quanto si vale».

Una stagione che inizia già col piede giusto: il contratto con un team World Tour importante.
«Già. Ho firmato un contratto con l’Astana e da luglio 2012 potrò fare qualche esperienza nella massima categoria guidato da Beppe Martinelli. D’accordo con la squadra ho preferito disputare almeno un’altra mezza stagione tra gli Under 23 per maturare ancora un po’ tra i dilettanti, per crescere e accumulare ancora un po’ di quell’esperienza che mi serve per esser pronto al grande salto. Colgo l’occasione per ringraziare questa prestigiosa formazione che mi ha dato fiducia e per dire grazie ai miei genitori, a mamma Antonella e papà Alessandro, che da quando ero più piccolo mi hanno sempre aiutato a seguire la mia passione. Se sto riuscendo a far diventare il ciclismo la mia professione è anche merito loro e dei sacrifici che hanno affrontato per farmi correre nel nord Italia».
Cosa sogni per il futuro?
«Come tutti i corridori della mia età desideravo passare professionista, ora che ho firmato il contratto con l’Astana sogno di maturare nel migliore dei modi per fare del mio meglio e di poter partecipare alle grandi corse a tappe. Prendere un giorno il via al Tour de France, la corsa più importare al mondo, sarebbe il massimo».

Giulia De Maio
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COMMENTI
Forza Fabio
7 novembre 2011 11:37 extremo1
La stoffa per diventare un campione tra i prof. ci sta, spero solo che rimane sempre lo stesso ragazzo.
Auguri e in bocca al lupo.Crepi

bravo
7 novembre 2011 20:22 prcorsomisto
fabio continua così pietra dopo pietra sasso dopo sasso vedrai che alla fine qualcosa esce.

FUTURO ASSICURATO
8 novembre 2011 10:10 falco
Questo ragazzo è forte.

Una questione di atteggiamento
8 novembre 2011 19:36 TorrazzaForever
In tutte le cose della vita fa la differenza l'atteggiamento. L'anno scorso al Piccolo Giro di Lombardia se n'è andato sul Ghisallo da solo e per trenta chilometri ha tenuto il gruppo a quaranta secondi. Solo contro il resto del mondo.
Non aveva combinato nulla all'arrivo, ma aveva dimostrato di avere gli attributi.

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