LETTERA APERTA. Ancora sul "Caso Lunigiana"

| 12/09/2011 | 14:21
Il Fair play in campo agonistico è una grossa bischerata, che piace solo a chi deve fare audience, poiché può essere prevista al limite solo come appendice post gara: nessun  regolamento sportivo infatti potrebbe mai contemplarla come norma agonistica all’interno di una “gara”. Questo per sgomberare ogni dubbio in merito al mio pensiero.

Lo stesso Coppola afferma che nessuna colpa è attribuibile all’organizzazione, poiché le decisioni sono state assunte da altri. Questo dimostra che nessuno deve discutere sul fatto che BETTIOL potesse meritare di vincere il Lunigiana 2011 per quello che sin lì aveva dimostrato: però solo fin lì, e non sino sulla linea d’arrivo dell’ultima tappa, che per discutibili decisioni di altri non è stata superata.

La storia del ciclismo è piena di “vincitori perdenti”: quante volte nelle volate un corridore alza le mani e viene battuto; oppure vince un mondiale (come Fondriest in Belgio - che comunque nulla ha rubato perché è arrivato primo sulla linea d’arrivo senza creare danni agli avversari).

Negli ultimi anni sovente penso al ciclismo ed a quella famosa notte/alba di Madonna di Campiglio e ciò che provocò nella vita di “quell’Uomo” e indirettamente anche nel mondo del ciclismo.
Ed allora penso che se la norma UCI e questo invocato e finto fair-play fossero stati in auge anche allora, oggi fra di noi ci sarebbe ancora quell’Uomo (poi travolto, purtroppo, dalle conseguenze di quel fatto da mille altri fattori).

Se Gotti, che quella mattina nella tappa Madonna di Campiglio/Bormio partì senza maglia rosa, sul Gavia fosse stato fermato per protesta dai tifosi di Pantani imbufaliti (come tutti quel giorno peraltro temevamo) non ci saremmo, penso, mai trovati a dover a commentare quella tragica fine che poi seguì (di un corridore escluso dal Giro non per doping), ma forse dovremmo parlare della vittoria di quell’Uomo.

Ma allora (ed anche al Lunigiana) ciò non sarebbe potuto accadere, perché Pantani quella mattina venne escluso dal Giro per le regole sulla “tutela della salute” e, quindi, non era possibile in nessun caso tornare alla classifica del giorno prima: ed allora perché al Lunigiana dopo che la corsa era partita ed il leader si era ritirato, si vuole tornare al giorno prima e poi cercare una giustificazione a tale decisione?

Ma vi rendete conto di che pericoloso precedente avete creato?
E questa provocazione dovrebbe far ragionare coloro che hanno le responsabilità istituzionali del mondo ciclistico nazionale, e che oggi si astengono dal commentare l’aberrante decisione presa al Lunigiana.

Quindi nessuno deve discutere partendo solamente dal presupposto merito di Bettiol di vincere il Lunigiana (merito che non contesto per quello che aveva sin a quel momento dimostrato), ma si deve ragionare sulla base della semplice applicazione dei regolamenti: e questi in nessun caso prevedono una soluzione come quella applicata al Lunigiana, che crea un gravissimo e pericoloso precedente in tal senso.

Ed il connubio professionismo/Juniores è da me volutamente cercato perché in campo internazionale il regolamento tecnico è identico per tutte le categorie: questo vuole essere un messaggio diretto al Presidente della Commissione Nazionale Giudici di gara della FCI che so appassionato lettore sulle vostre pagine.

Infine condivido in particolare una particolare provocazione di Perego: chi vuole commentare abbia il coraggio di firmarsi con nome e cognome e non con pseudonimi.

Angelo Francini
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COMMENTI
FRANCESCO CONTI - JESI (AN)
12 settembre 2011 14:57 Fra74
Un dubbio atroce, mi sorge: ma invece di scrivere tutte queste lettere, il buon PEREGO, avesse proposto immediatamente reclamo scritto, forse avremmo potuto cambiare questo finale del Giro?!? Non lo so, può darsi pure che il Sig. PEREGO l'abbia proposto e sia stato respinto, ma dal tenore della sua lettera, non mi pare...perciò...ora, allorchè la frittata ormai è stata fatta...si fanno tante parole...

Per precisione
12 settembre 2011 19:16 filos71
Per precisione di cronaca la maglia rosa alla partenza di di campiglio spettava a savoldelli in quanto secondo nella generale.Il falco per non la porto',gotti la prese alla fine di quella infausta giornata

LUNIGIANA
12 settembre 2011 19:27 Cavoli
Sicuramente ha dimostrato di essere il più forte nelle tappe precedenti, e di meritare ampiamente la vittoria finale, MA NON COSI..., SE E ANDATO IN OSPEDALE PRIMA CHE DICHIARASSERO L'ANNULLAMENTO DELLA GARA... LUI E FUORI E NON CI STANNO SANTI.... PARDON IN ITALIA CI SONO. DAI SIAMO ONESTI E SCANDALOSISSIMO

GRAVI RESPONSABILITA' DI PEREGO
12 settembre 2011 22:21 GiacoloRed
Fabio Perego ha delle gravissime responsabilità verso il SUO COMITATO, ed i ragazzi che erano al Lunigiana per rappresentare la Lombardia. Infatti non facendo immediatamente reclamo scritto come previsto dal regolamento, Perego è venuto meno al suo dovere di responsabile della delegazione della Lombardia, non tutelando i suoi atleti difronte a scelta che, a suo parere, erano sbagliate!!
Questa è una responsabilità grave e credo che il buon Perego debba prendersela tutta sulle sue spalle e lasciare la guida della rappresentativa lombarda!!

Politica
14 settembre 2011 13:39 Filippo63
Purtroppo credo che in Italia ci sia uno sport troppo politicizzato dove persone come il Sig Perego e altri che avevano tutti i diritti per esporre un reclamo ufficiale, siano stati stoppati non solo lai tentacoli della politica ma anche dalle conseguenze che potevano riperquotersi sulla stessa organizzazione del Lunigiana.
Purtroppo in quella tappa probabilmente la situazione è sfuggita di mani alla direzione gara e la giuris come troppe volte fà, prende decisioni al posto altrui e a volte combina pasticci e quel giorno uno solo non bastava...
Bisognerà attendere sulle possibili azioni dell' Organizzazione.

Saluti Filippo Borrione

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