| 09/09/2011 | 15:28 Scrittore e "raccoglitore" di storie di ciclismo, pedalatore appassionato e soprattutto innamorato della bicicletta, Carlo Delfino scrive a tuttobiciweb per schierarsi al favore del Giro di Padania.
Caro direttore ho visto decine di cartelli e tuttologi affermare che ( e si può essere più o meno daccordo): LA PADANIA NON ESISTE... ebbene io aggiungo: MA IL GIRO DELLA PADANIA SI! Vorrei che il mondo del ciclismo scendesse in campo compatto per prendere le difese di una CORSA VERA. Percorsi bellissimi, grandi squadre, campioni e giovani speranze, una discreta organizzazione che tuttavia può migliorare per alcuni aspetti. Mi auguro anche che gli organizzatori non si facciano scoraggiare da un gruppo di ignoranti (sportivamente si intende...) e facinorosi "casinisti" ma portino avanti il loro proggetto sportivo che tutti noi amanti del ciclsimo condividiamo. Trota o non trota...
Signor Delfino, lei scrive delle belle parole per difendere il Giro di Padania, però forse esagera un pochino:
“Percorsi Bellissimi”. Io ho visto 3 arrivi in volata (con gli stessi 3 atleti sul podio tutti i giorni) ed un GPM su un ponte (1° Oss).
“Grandi squadre”. Liquigas, Lampre e Astana con Tiralongo capitano(con tutto il dovuto rispetto).
Fine squadre World Tour. Magari qualcosina di meglio c’era. O no?
“Campioni e giovani speranze”. Certo, Basso, Modolo e Viviani. Ma forse non ho notato Hushovd Cavendish, Freire ed i fratelli Schleck che si nascondono nel gruppo e controllano Contador.
Inoltre le chiederei, se vuole, di spiegarmi perché chi afferma che la Padania non esiste è un tuttologo e perché chi non condivide il progetto degli organizzatori non è amante del ciclismo.
Ha letto cosa ha dichiarato Bugno in proposito?
E’ un nemico del ciclismo anche lui?
Cyrano
P.S. “non trota”. Ho vinto?
Breve dissertazione
9 settembre 2011 18:42emmemme53
Il primo utilizzo socioeconomico del termine PADANIA si trova nel volume "La Padania, una regione Italiana in Europa" redatto da vari accademici nel 1992 per conto della Fondazione Agnelli. In tale studio. oltre ad analizzare le caratteristiche socioculturali ed economiche che contraddistinguono la Padania viene auspicata la formazione di uno spazio politico Padano capace di rappresentare direttamente il proprio territorio in Europa.
Questo è solo un piccolo resoconto dei tanti che si possono trovare consultando specifiche ricerche. Mi sorge a questo punto un dubbio: ma allora la Padania era ben nota tanti anni fa'. perchè contestare ora? W il ciclismo qualunque fonte esso abbia.
Ah! Signor Delfino.
9 settembre 2011 19:02Bartoli64
Egregio Sig. Delfino,
Lei sarà certamente un ottimo scrittore ed un altrettanto ottimo “raccoglitore” di storie di ciclismo ma la capacità di analisi, ovvero di cercare quantomeno di capire come mai una compagine politica si sia così tanto impegnata per portare avanti questo “progetto sportivo” (come Lei stesso lo definisce), Le fa proprio difetto.
Lei davvero crede che i politici siano così magnanimi e disposti a regalare uno spettacolo al pubblico senza ottenere qualcosa indietro?
Liberissimo di crederlo, oppure, Le fa più piacere (o forse comodo) vedere solo il lato romantico (quello più bello e anche più facile da “raccontare”) dello sport?
Non aggiungo altro, anche perchè il primo blogger che mi ha preceduto ha già ribattuto con puntualità ed efficacia alle Sue valutazioni – oltremodo entusiastiche – a riguardo di una corsa che, tecnicamente parlando, è risultata piuttosto modesta.
Bartoli64
P.S. Lei è così sicuro che TUTTI gli amanti del ciclismo condividano questo “progetto sportivo”?
A me così non sembra, almeno a giudicare dalle decine e decine di post che tanti amanti della bici (e NON attivisti di sinistra) hanno fatto arrivare alla Redazione di Tuttobici.web perchè stufi di turarsi il naso dinnanzi all’ennesima quanto bassa strumentalizzazione politica che si è fatta sullo sport.
Provi a documentarsi su quanto diceva in merito quel grandissimo Presidente del CONI che fu Giulio Onesti.
Progetto sportivo........ ma pensa te...... e lasci stare il “trota” che, davvero, non ne imbrocca una!
x Bartoli64 - Complimenti -
9 settembre 2011 19:55emmemme53
Quando lei scrive: crede davvero che i politici siano magnanimi e disposti a regalare uno spettacolo al pubblico senza ottenere qualcosa indietro? Obbiettivo centrato, infatti sono solo quelli di sinistra ed "extraparlamentari" dei centri sociali che cercano di far parlare di loro REGALANDO spettacoli indecorosi. Ieri alla Partenza di Lonate Pozzolo tali loschi figuri hanno messo due bambini, che avranno avuto al massimo 5/6 anni, davanti davanti a loro (come cuscinetti) per dissuadere ulteriormente l'intervento della Pubblica Sicurezz. Il Ciclismo, qualsiasi colore abbia (verde, nero bianco, rosso ecc.ecc.)deve essere rispettato e non vilipeso da contestatori nullafacenti aventi il solo scopo di REGALARSI attimi di notorietà che nessuno concederebbe loro. W il Ciclismo
I complimenti? Sono tutti per Lei emmemme53!
9 settembre 2011 20:43Bartoli64
Egregio emmemme53,
forse non ha capito...... lo sport NON deve avere NESSUN colore - ma proprio NESSUNO - altrimenti NON è sport ma solo una sporca accozzaglia nella quale si mischiano interessi di tutti i tipi (riparati dietro il muro offerto dalla passione e dalla creduloneria della gente)!
Poi, se a Lei va bene che lo sport possa anche avere un colore (specialmente se tendente al verde) sono problemi suoi, però non è così che DEVE essere.
Si rilegga il mio post, specialmente di quando parlo di Giulio Onesti, chissà..... magari riesce a vedere un palmo più in là di un gruppo di corrridori che passa e se ne va.
Buona serata.
Bartoli64
x Bartoli64 Ribattere i complimenti
9 settembre 2011 23:41emmemme53
Forse è Lei che non ha capito. Io quando dico ciclismo che può essere bianco, rosso, verde, giallo, arancio, marrone ......... sono distante anni luce dal colore verde che Lei mi ha affibbiato e mi creda sono estremamente sincero. Ma non sono talmente cieco, come lei afferma che io sia non vedendo un palmo oltre il mio naso, per non capire RIBADISCO CAPIRE che la vera strumentalizzazione politica è quella attuata in modo dittatoriale da chi non vuol vedere una competizione ciclistica: E lasciamo stare Onesti per cortesia il quale si rivolterà nella tomba vedendo chi impedisce di fare sport. W il ciclismo, anche turchese, zaffiro, rubino e tutti i colori che vuole perchè è importante che ci siano i corridori con le loro maglie multicolori sulle strade d'Italia e del mondo.
salviamo lo sport dai facinorosi
10 settembre 2011 08:47bestviolet
Troppi con la politica sugli occhi!
Il giro di padania è una gara regolarmente autorizzata e ha tutto il diritto ad essere svolto, chi al contrario la contesta, senza alcuna autorizzazione (per gli assembramenti in luogo pubblico serve), anche usando la violenza, infrange la legge. Basterebbe, in un paese civile, questa breve affermazione per capire da che parte sta la ragione, ma evidentemente in Italia così non è, visto che leggo commenti aberranti. Capisco la passione politica, ma chi vuole contestare "politicamente" la gara può liberamente farlo, non deve però intromettersi nella sua (parlo della gara)"vita sportiva", quella è sacra per chi ama lo sport. I vari attori di questa manifestazione (atleti, ds meccanici, organizzatori, staffette etc) hanno il sacrosanto diritto di lavorare in serenità. Mi spiace poi constatare come a molti risulti impossibile condannare i contestatori.............. ragazzi quelli andavamo messi in galera, il problema che in Italia quando sei all'ombra di una bandiera politica (senza distinzione) tutto ti è permesso, da sfondare le vetrine dei negozi a prendere a schiaffi un corridore...........
L'ultima parola
10 settembre 2011 13:43Bartoli64
Egregio Sig. emmemme53,
vuole l’ultima parola? Se la prenda!
Però, prima, mi lasci spiegare alcune cose che Lei non sa o, più probabilmente, Le fa comodo travisare impegnato com è nel far risaltare la Sua figura di apppasionato “puro” e di strenuo “difensore” del ciclismo.
La prima è sul termine “strumentalizzare” con il quale - nell’accezione corretta del termine - si intende l’utilizzare o alterare (per propri fini ovviamente) scritti, parole, circostanze ed eventi che, però, hanno tutt’altro significato, valenza e/o natura.
Vale a dire, esattamente, ciò che si sta facendo attualmente con il giro di padania!
E perchè, poi, bisognerebbe lasciar stare Giulio Onesti? Il suo pensiero in merito alle commistioni (bast**de) fra politica e sport erano ben note a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscere quel grandissimo quanto illuminato Dirigente dello sport italiano e, ringraziando il Cielo, c’è ancora qualcuno che ne ricorda sia la figura, sia il pensiero.
Lei dice che si starà rivoltando nella tomba, e non faccio fatica a crederLe, anche se non credo affatto che quei sussulti derivino dalle azioni di poche decine di manifestanti quanto da chi – per meri fini di propaganda politica – ha letteralmente contrabbandato una corsa ciclistica.
Come vede, tra Lei e me, c’è un vero e proprio abisso e non credo che potrà mai confutare con efficacia quanto affermo nei precedenti paragrafi (si tratta di lingua italiana e di storia sportiva del ns. Paese) anche se, ovviamente, si può dire ciò che si vuole, anche a costo di sprofondare nel ridicolo.
Ora, come detto, Le lascio l’ultima parola perchè quanto avevo da chiarire l’ho chiarito e perchè tanto Le dovevo.
Mi stia bene.
Bartoli64
P.S. Salvare lo sport dai facinorosi? (come scrive il blogger bestviolet) giusto. Però prima bisognerebbe salvare lo sport stesso da questa classe politica che tutto e tutti asserve ai suoi fini ed ai suoi giochi di potere.
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