LUTTO. È MORTO ATTILIO PAVESI

| 03/08/2011 | 10:47
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Il ciclismo e l'intera famiglia dello sport olimpico sono in lutto: si è spento, inatti, all'età di 101 anni Attilio Pavesi.
Attilio Pavesi (Caorso, 1º ottobre 1910) è un ex ciclista su strada e pistard italiano naturalizzato argentino. Fu campione olimpico nel 1932 nella prova a cronometro e in quella a squadre.
Attilio Pavesi si mise in luce già tra i cadetti, con diverse vittorie che gli valsero l'ingaggio nella Cesare Battisti di Milano, principale società dilettantistica di quel periodo. Dopo le vittorie di Coppa Caldirola, Gran Premio Aquilano e Coppa Bendoni, la carriera fu temporaneamente interrotta dal servizio di leva. Ritornò in attività con il trasferimento al Centro militare di educazione fisica della Farnesina. Nel 1932 partecipò alla gara preolimpica di San Vito al Tagliamento che terminò al quinto posto e fu convocato per i Giochi della X Olimpiade a Los Angeles.
Arrivò negli Stati Uniti con il ruolo di riserva ma, visti i buoni allenamenti e la scarsa forma del titolare Zaramella, fu promosso tra i titolari per la prova su strada a cronometro individuale su 100 chilometri che riuscì ad aggiudicarsi terminando in 2.28'05", alla media oraria di 40,514. Successivamente vinse anche l'oro nella classifica a squadre con Giuseppe Olmo e Guglielmo Segato. E fu protagonista di una love story con una diva del cinema dell’epoca, una vicenda che sicuramente avrebbe fatto la fortuna dei periodici gossippari di oggi.
Da professionista non ottenne risultati importanti, al di fuori di una vittoria di tappa al Giro di Toscana. Quando scoppiò la Seconda guerra mondiale si trovava in Argentina, dove aveva partecipato alla Sei giorni di Buenos Aires. Così, mancando navi passeggeri per tornare in Italia, decise di stabilirsi nella città di Sáenz Peña, dove aprì un negozio di biciclette e divenne organizzatore di corse ciclistiche. A 93 anni, nel 2003, è tornato a Caorso, il suo paese natale, poi è rientrato in Argentina, ma è sempre rimasto in contatto - grazie a Claudio Santi e alla Sei Giorni delle Rose - con la sua terra. Fiorenzuola gli ha intitolato il suo velodromo e gli ha dedicato anche un museo nel quale sono raccolte tutte le testimonianze della sua vita avventurosa.
Descanze en paz, campeon.
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COMMENTI
Mi dispiace!
3 agosto 2011 11:08 The rider
Purtroppo un'altro GIGANTE del Ciclismo che ci lascia.
Sentite condoglianze alla famiglia e agli amici più cari.
Personalmente ho avuto l'onore di pedalare sul velodromo che porta il suo nome e di visitare il suo museo, il quale è davvero interessante, pieno di foto e di cimeli.

Ponti M.

un grande
3 agosto 2011 14:29 steber
Se n'è andato un grande del nostro sport. Sono onorato di averlo conosciuto di persona.

3 agosto 2011 19:45 excalibur
ciao campione. lassù ora puoi pedalare felice. e ti canteranno quel motivetto "girardengo, meazza, pavesi e poi più..."

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