TOUR. A Luz Ardiden è festa per Spagna, Francia e Italia...

| 14/07/2011 | 19:02
Un salto nel passato, porta per un futuro che può essere roseo, o meglio azzurro. Dopo dieci anni, era il 2001, una maglia arancione dell’Euskaltel ha vinto a Luz Ardiden. Allora Roberto Laiseka aveva fatto esultare per la prima volta al Tour de France la squadra basca, neofita della Grande Boucle; oggi Samuel Sanchez, l’uomo simbolo di uno dei team più anziani in gruppo, è arrivato a braccia alzate staccando nel finale il compagno di fuga Vanendert, resistendo al ritorno di Frank Schleck, conquistando la maglia a pois e rilanciandosi in classifica generale.
«Non ci credo ancora - esulta Sanchez dopo l’arrivo -. Vincere al Tour è il sogno di ogni corridore, farlo sui Pirenei, a Luz Ardiden, il sogno di ogni corridore dell’Euskaltel. Non speravo di vincere, ma ce l’ho messa tutta e mi è andata bene. Adesso per me inizia un altro Tour: ho recuperato in classifica e la strada dirà dove posso arrivare».

Dopo sette anni, era il 2004, un francese dormirà la notte del 14 luglio, l’anniversario della presa della Bastiglia, con la maglia gialla ai piedi del letto. Allora era il giovane Thomas Voeckler, piacevole sorpresa di quel Tour de France; oggi sarà l’esperto Thomas Voeckler, il corridore di punta del movimento francese che sulla salita che porta a Luz Ardiden ha combattuto ad armi pari con i big della classifica.
«Sono sorpreso di avere tenuto la maglia, ma me la tengo volentieri - festeggia felice il francese -. Oggi per me non è stata una grande giornata, ma è stata straordinaria la squadra: sono fiero di essere il simbolo di un gruppo così unito e forte. Già domani sarà dura confermarmi in giallo, ma ce la metteremo tutta».

Dopo dodici anni, era il 1999, ci sono due italiani che hanno buone possibilità di arrivare nei primi dieci alla Grande Boucle. Allora nella top ten di Parigi c’erano Daniele Nardello settimo, Wladimir Belli nono e Andrea Peron decimo; oggi c’è una grande prova di Ivan Basso e Damiano Cunego, quarto e settimo all’arrivo, quinto e sesto in classifica.
«Abbiamo fatto una grande corsa. Sono molto contento di avere una squadra forte al mio fianco e di essere andato così bene nel finale. Giorno dopo giorno miglioriamo e guardiamo avanti con fiducia», il commento di Ivan Basso. Anche per Cunego è una giornata speciale. «Sono felicemente sorpreso di essere rimasto attaccato ai migliori e contento di aver preso, all’inizio del Tour, la decisione di provare a fare classifica fin quando dura il mio ottimo stato di forma».

da Luz Ardiden, Francesco Cerruti
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