TOUR. Tre diapositive da Carmaux

| 12/07/2011 | 19:03
Prima diapositiva dalla Aurillac-Carmaux, decima tappa del Tour: ecco Andrè Greipel che si lascia andare in un urlo liberatorio dopo aver battuto il suo arci nemico Mark Cavendish con una grande rimonta.
Seconda diapositiva: l’abbraccio commosso fra il vincitore di giornata e il suo compagno Philippe Gilbert, all’attacco anche oggi, che ha avuto il merito di sfiancare Cavendish e la HTC.
Terza diapositiva: la smorfia di felicità di Marco Marcato sul palco, mentre viene premiato con il numero rosso destinato al corridore più combattivo di giornata.

Andrè Greipel, tedescone di 28 anni, ha vissuto gli ultimi tre nell’ombra di Cav, suo compagno e velocista principe nella squadra. E mentre l’inglese correva da protagonista Giri d’Italia e Tour de France, il  tedesco faceva man bassa di vittorie in Australia e in Austria, in Polonia e in Baviera, nel Benelux e in Turchia. Fino al grande salto di quest’inverno quando è passato alla OmegaPharma di Gilbert e Van Den Broeck dove arriva come punta per le volate, con tanti saluti a Cav e all’HTC.
“E’ un giorno fantastico, il più bello della mia carriera- esulta Greipel dopo l’arrivo- Finalmente quest’anno ho potuto correre il Tour ed ecco arrivare subito la vittoria nella corsa più importante al mondo. Stamattina con la squadra siamo andati a trovare Van Den Broeck in ospedale, e lui mi ha detto che oggi sarebbe stato il mio giorno: devo ringraziare di cuore lui e tutto il team perché è grazie a loro che adesso posso essere qui. Dopo la volata di Chateauroux, dove ho provato ad anticipare Cavendish e mi è andata male, oggi ho cambiato tattica e l’ho passato in progressione negli ultimi cinquanta metri”.
Cav oggi non sta per cav-ernicolo, ma piuttosto per cav-aliere. “Sono dispiaciuto, ho sbagliato la volata e Andrè è stato più bravo di me, sono contento per lui che ha raggiunto il suo obiettivo di vincere una tappa. Io sono uscito dalla ruota di Oss (poi sesto all’arrivo) ai 250 dalla linea, ma non mi sono fidato di accelerare subito. Quegli attimi di indecisione alla fine mi sono stati fatali. In più ho speso molto per recuperare le prime posizioni del gruppo dopo l’azione di Gilbert sullo strappo a 15 km dal traguardo”.
Poco più in là ecco sbucare un sorriso fiero e modesto: è di Marco Marcato, che torna dalla premiazione. “Che grande momento salire sul podio del Tour, e chi se lo aspettava? Adesso spero tanto sia stata solo la prima volta di una serie…”.

da Carmaux, Francesco Cerruti
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