GIROBIO. Corridori e ds in coro: il futuro comincia da qui

| 19/06/2011 | 16:23
Ieri, durante l’ottava tappa del Girobio, corridori e direttori sportivi hanno consegnato all’organizzazione due documenti, entrambi sottoscritti.
Vi proponiamo quello redatto dai corridori, informandovi che quello dei direttori spèortivi è pressoché identico.

Non siamo al Giro Bio solo per fare una corsa: siamo al Giro Bio perché vogliamo fortemente questo Giro Bio e ci crediamo. Crediamo in un ciclismo pulito e lo vogliamo fortemente, che non si riempia di parole la bocca ma sfoderi fatti concreti, come quelli che abbiamo visto coi nostri occhi in questi tre anni.
Vogliamo che qui non si bleffi: le regole d’ingaggio sono chiare, condivise, applicate. La convivenza quotidiana tra noi ragazzi non è solo una particolarità logistica: garantisce la trasparenza, perché non c’è modo di custodire eventuali segreti. Crediamo nella serietà degli organizzatori: chi ha sbagliato è sempre andato a casa, non si sono mai fatti sconti. È un prezzo da pagare per la nostra credibilità: lo paghiamo volentieri.

Crediamo nelle capacità di tutela sanitaria dello staff medico del Giro Bio, al quale affidiamo per dieci giorni la nostra salute: sappiamo di metterci in buone mani. Crediamo nella sportività: quante volte succede, in una gara di vertice, che un direttore sportivo intervenga per aiutare l’avversario più pericoloso del suo pupillo, cambiandogli la ruota forata a giochi della crono ancora aperti? Beh, ad Alba Adriatica è accaduto e ne siamo orgogliosi.

Crediamo nella sorveglianza discreta e operosa dello staff: sappiamo che controlli antidoping e valori del passaporto biologico non competono agli organizzatori, ma siamo accanto a loro negli sforzi che prodigano per dare credibilità al nostro sport. E quando arrivano gli ispettori dell’antidoping siamo contenti: contenti di poter dimostrare che le nostre corse, le nostre imprese, le nostre vittorie e sconfitte sono autentiche, trasparenti. Sono il frutto di impegno, sacrificio, voglia di lottare: sono frutto del nostro sudore e non dei farmaci.
Il ciclismo deve cambiare, deve sapersi rinnovare ritrovando le sue vecchie radici. Dobbiamo ridare credibilità a questo sport, alle nostre “gesta”. Dobbiamo riuscire a riempire di nuovo le strade di spettatori, come accadeva nel dopoguerra, in un Paese distrutto che vedeva nel ciclismo un movimento di rinascita e di riscatto sociale.

Il Giro Bio, con le sue regole, la sua impostazione e l’organizzazione, e anche con la sua “maglia etica”, ci ha dato l’input, lo stampo per ripartire, per farci capire e far capire che un ciclismo diverso, pulito, etico, è possibile. Ne va di noi, del nostro futuro, del futuro del ciclismo. Il Giro Bio ci ha insegnato ad andare in bici senza “ruotine”: adesso sta a noi levarle.

Noi ragazzi siamo contenti che l’organizzazione del Giro Bio (assistenza, trasferimenti, alloggi, ristorazione...) sia decisamente migliorata. Al contrario, a dimostrazione della nostra buona fede e voglia di pulizia, ci lamentiamo dei pochi controlli nelle nostre corse e del loro calo rispetto agli scorsi anni. Chiediamo più controlli, in ogni senso: dall’antidoping vero e proprio alla vigilanza stretta, in modo che nessuno possa sgarrare alle regole d’ingaggio. Tanti di noi hanno detto: «Inutile fare i trasferimenti in pullman se poi non ci sono i controlli».

L’organizzazione del Giro Bio dovrebbe fortemente appoggiare la nascita e il riconoscimento, da parte della Federazione italiana, di una lega di squadre (come già proposto) che si autofinanzi per un rigido passaporto biologico.
Allo stesso tempo, vorremmo che gli organizzatori delle manifestazioni, soprattutto quelle di maggior rilievo, accettassero esclusivamente le iscrizioni dei team e degli atleti che hanno aderito a questa lega.

Crediamo nel Giro Bio e invitiamo gli scettici a seguirlo da vicino. Scopriranno che, certo, non è perfetto: però è roba preziosa, non bigiotteria.
I corridori del GiroBio
Copyright © TBW
COMMENTI
E' L'ORA DELLA SVOLTA?
19 giugno 2011 22:04 falco
Se è tutto vero, se hanno firmato tutti i ragazzi e tutti i D.S., compresi quelli fino ad ora chiacchierati, forse è arrivato il momento della svolta. Allora, grazie ragazzi ma anche grazie D.S.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Come la notizia dell'uomo che morde il cane: arrivo in montagna e non vince Vingegaard. Cos'è, fa il giorno di chiusura come i parrucchieri? Niente, nessun clamore: non è un vero arrivo in salita. Lui non si spreca per così...


In mano il disco di Pokemon, che gli aveva dato il figlio. Michael Valgren lo sventola in tutti i modi negli ultimi 50 metri, lo fa vedere perché la famiglia è stata fondamentale per ritrovare le motivazioni. Il danese della...


Che giornata per Damiano Caruso! A 38 anni, il ragusano della Bahrain Victorious va in fuga, è terzo all’arrivo, alla partenza era 13° in classifica a 13’47” da Vingegaard e oggi è nono a 8’34” alle spalle di Piganzoli, che...


Sventola la bandiera della Danimarca sul Giro: dopo il poker di Vingeaard (arrivato al quarto giorno in rosa), ecco il successo di Valgren. Il padrone del Giro, Jonas Vingegaard, applaude l’impresa del suo connazionale: “Sono davvero felice per lui, è...


Che spettacolo la 17^ tappa del Giro d'Italia! A vincere la Cassano d'Adda - Andalo da 202 chilometri è Michael Valgren (Education First) con lo scatto decisivo alla flamme rouge. Decimo successo in carriera per lui, già vincitore quest'anno della quinta...


Nato nel 2024,   il Trofeo A&J NEXT GEN è già diventato un classico appountamento di inizio estate per i più giovani appassionati delle due ruote. Organizzata da Alex & Johnny Carera, in collaborazione con S.C. Gazzanighese e il patrocinio...


«È un po’ deprimente che nessuno provi comunque a resistere a Vingegaard» (Silvio Martinello, opinionista Rai, non si è accorto che di marziani in Giro ce n’è solo uno). Il ministero dei Trasporti svizzero precisa che il continuo passaggio dei...


Un episodio sfortunato in allenamento che costa la partecipazione all'appuntamento clou dell'anno. In chiave Giro Next Gen, il Team Biesse Carrera Premac - formazione Continental bresciana - perde Michele Bicelli, vittima domenica di una caduta durante un'uscita di allenamento durante...


il Friuli Venezia Giulia sta aspettando l'appuntamento con il Giro d'Italia proponendo una lunga serie di iniziative e di appuntamenti che hanno nella bicicletta il loro filo conduttore. Uno dei più attesi dai tifosi è quello di domani sera (giovedì...


La terza edizione del Tour of Lithuania si apre nel segno di Alexander Konychev. Mettendo in mostra non solo grandi gambe ma anche una brillante lettura tattica della corsa, l’azzurro (l’unico presente in gara) del China Anta-Mentech Cycling Team...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024