FIGURE E FIGURINE. Il dissociato

| 24/05/2011 | 17:42
di ANGELO COSTA    -
 
C’è una figura che accompagna il Giro quotidianamente: il dissociato. Personaggio che ha molte facce e una capacità unica: riesce a vedere la corsa da un’altra angolazione, regolarmente diversa da quella altrui. La sua. Talmente personale da risultare lontana da tutti e da tutto: anche dalla realtà. Il dissociato è come un virus: entra nel Giro e va subito in circolazione. E’ difficile da combattere, perché si moltiplica in fretta e si annida ovunque trovi terreno fertile: nei giornali, nelle tv, nelle ammiraglie, tra i corridori, persino tra gli addetti alle transenne e gli animatori della carovana pubblicitaria. Ha una capacità unica di sorprendere: essendo sempre in agguato, entra in azione quando meno te lo aspetti. Un esempio? Contador nei tre tapponi di montagna guadagna tutti i giorni: è evidente che abbia blindato il Giro. Per il dissociato no: si aggrappa all’unico momento in cui la maglia rosa tira il fiato dopo sette ore e mezza in bici su e giù per le Dolomiti, cioè all’arrivo, e dice che è in difficoltà. Un fenomeno (il dissociato, non solo lo spagnolo): se mai capiterà che in una tappa di pianura Contador socchiuda un occhio, per il riflesso del sole o per via di un moscerino, il dissociato ne denuncerà subito la crisi. Parlando di colpo di sonno.
Diciamolo: con questo genere di figura (il dissociato, non Contador) non ci si annoia mai. Anche perché l’occhio non lo tiene solo sulla corsa: la sua è una visione globale, a trecentosessanta gradi. Un altro esempio? Il Giro è un bagno di folla quotidiano, che sulle salite raggiunge la sua apoteosi: fra tifosi pieni di birra e profumi di grigliata, fra appassionati saliti con la bici o arrivati in camper già dal giorno prima, ai ciclisti non tocca solo la fatica della scalata, ma anche quella di dover fendere il muro umano. Ma al dissociato non basta: a lui è sufficiente fermarsi a far pipì in mezzo a un bosco a centocinquanta chilometri dall’arrivo oppure raggiungere un ritrovo di partenza percorrendo l’autostrada per trarre una conclusione definitiva: «Non c’è nessuno a veder la corsa». La sua, invece, si vede benissimo: assomiglia a quella di Contador. Solitaria.

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COMMENTI
25 maggio 2011 11:58 azalai
mi dissocio da Angelo Costa. no,scherzo!! :-)bello, mi piace questo articolo

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