| 14/05/2011 | 09:45 L'eco della pubblicazione delle liste Uci pre-Tour 2010 continua a farsi sentire. Tra i più decisi nel chiedere chiarezza e giustizia c'è David Millar che a L'Equipe ha detto: «Questa lista non avrebbe mai dovuto essere resa pubblica. E in seno all'Uci qualche testa deve cadere... Non sarebbe dovuta uscire una lista che non ha una base scientifica e che può essere male interpretata da chiunque. E che non si capisce bene su cosa sia fondata. Io posso solo pensare che il mio indice sia 4 a causa del mio passato, perché sono più pulito di un bambino, i miei compagni altrettanto e ho il 100% di fiducia nel lavoro che svolgiamo. Quel che è successo è scandaloso...». Di rilievo anche il pensiero di Christian Prudhomme: «Non ci sono liste segrete, ma una valutazione operativa fatta da una delle sole tre federazioni al mondo che hanno adottato il passaporto biologico, uno strumento operativo per chi deve e vuol continuare a lottare contro il doping. Il ciclismo ancora una volta precorre i tempi e segna la strada, anche attraverso quella che è una lista di lavoro. Solo chi ha il passaporto biologico, può avere un alista di questo genere, non dimentichiamolo».
«Non ci sono liste segrete, ma una valutazione operativa fatta da una delle sole tre federazioni al mondo che hanno adottato il passaporto biologico, uno strumento operativo per chi deve e vuol continuare a lottare contro il doping. Il ciclismo ancora una volta precorre i tempi e segna la strada, anche attraverso quella che è una lista di lavoro. Solo chi ha il passaporto biologico, può avere un alista di questo genere, non dimentichiamolo».
Ma non vi sfiora neanche per un momento l'idea che le altre federazioni non abbiano il passaporto biologico, e quindi questa preziosa lista, perché non può loro fregare di meno? Ve lo immaginate un ranking dei calciatori in base al grado di sospetto?
Sicuramente è bene che il ciclismo segni la strada. Ma per se stesso. Sul resto del mondo dello sport ho perso le speranze.
x foxmulder
14 maggio 2011 11:24limatore
non si mette in discussione la lista, ma il fatto che sia stata divulgata. Tutti sappiamo chi sono a rischio più o meno. Quanti di noi che seguiamo il ciclismo da anni, vedendo un certo personaggio, che da marzo vola su tutte le salite,nemmeno fosse un'aquila, pensa che sia solo farina del suo sacco? scommetto pochi, ma non per questo una federazione gli deve attaccare un bollo sulla schiena, rischio 5 o 6 o 10.
Siamo alla FOLLIA!!!!
14 maggio 2011 14:46valentissimo
Una volta esisteva la privacy come elemento fondamentale sul quale si basava la vita di una società civile, ora tutto questo è spazzato via dalla insensata ragione della stampa e dall'avidità di corrotti che potenzialmente sono capaci di tutto per il loro personale tornaconto. Spero solo che qualcuno paghi e per una volta, ................non devono essere i ciclisti!!!!!
E' Sempre il primo a parlare
14 maggio 2011 20:33jaguar
Come si parla di doping ovvero nascono dubbi il primo a parlare è sempre sto Millar che per quello che ha fatto dovrebbe strare zitto ancora per almeno una vita.Sono daccordo su quanto detto su sto fenomeno che da Marzo vola e vince....proprio come Di Luca dei bei tempi....poi abbiamo capito perchè volava!!!!!! Ma i giornalisti tutti ad incensare e mai una parola di dubbio ovvero di denuncia.
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