FIGURE E FIGURINE. Visconti dimezzato

| 13/05/2011 | 16:54
di ANGELO COSTA  -

E all’improvviso si (ri)alza la bandiera: pronti via, e va all’assalto come un garibaldino Giovanni Visconti, il nostro campione nazionale. Uscita che non può passare inosservata: il ragazzo fasciato dal tricolore più di ogni altro simboleggia questo Giro dell’Unità d’Italia. Per il vestito che indossa, ma soprattutto per ciò che rappresenta: è nato a Torino, ha la mamma di Napoli, è cresciuto a Palermo e vive in Toscana, a San Baronto di Pistoia. Nessuno più di lui sintetizza la spedizione dei Mille per unificare il nostro Paese: non a caso, gli hanno dato apposta il numero 150, lo stesso della ricorrenza nazionale. Purtroppo per lui, si è rivelato anche premonitore: 150 sono i chilometri che è riuscito a percorrere prima che cominciassero i guai.
Già dal secondo giorno, infatti, Visconti ha la bua al ginocchio. E’ il brutto ricordo del più assurdo degli incidenti che possa capitare ad un ciclista: un mese fa, durante l’Amstel, quando ancora mancavano più di 150 chilometri all’arrivo, gli è arrivato sulla rotula il tappo di una borraccia esplosa in terra dopo esser stata schiacciata da un’altra bici. Dolore fortissimo, di quelli subdoli, che passano quasi subito e poi si ripresentano: ovviamente, quando non dovrebbero. A lui succede in avvio di Giro: 150 sono così gli accidenti che tira quando capisce di non essere il miglior Visconti. Preoccupato (per il ginocchio, non per gli accidenti) è il suo diesse Luca Scinto: ‘Speriamo di limitare i danni’, dice nei primi giorni l’unico tecnico al quale hanno messo il nome sulla portiera dell’ammiraglia, forse per ricordargli da che parte sta il volante.
Così, quando Visconti con altri quattro coraggiosi parte all’attacco fin da Maddaloni, sul Giro spira aria di Risorgimento: per la gioia dei suoi 150 tifosi, la bandiera d’Italia finalmente sventola davanti al gruppo. Magari non sono momenti di alto ciclismo, ma il pubblico coglie la solennità di un tricolore che apre la corsa. E quando chiude la sua avventura sulla salita finale, ci sta che accompagni lo sconforto con un bel numero di vaffa. Almeno 150.

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COMMENTI
14 maggio 2011 13:34 marcosas
Articoli come questo non meritano di essere commentati...penso ci dovrebbe essere più rispetto per corridori come Giovanni Visconti e per tecnici come Luca Scinto...

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