FIGURE E FIGURINE. La rabbia e l'orgoglio

| 10/05/2011 | 17:12
Angelo Costa  -
 
Non solo furbi, non solo malandrini che frequentano le farmacie probite: il ciclismo è anche sentimento spontaneo, il più sincero. Mai come in questa giornata a parlare sono i silenzi: tacciono i ciclisti mentre sfilano verso il palco della firma, tacciono gli altoparlanti del villaggio pubblicitario, tace l’intera carovana. Tacciono anche gli appassionati  che invadono anche questa partenza triste, battendo le mani in modo contenuto per non far troppo rumore. Sembra tacere anche lo speaker Bertolotti, mentre sussurra i nomi dei ciclisti che stanno per prendere il via: è la dimostrazione che non serve fermarsi quando si è capaci di andare avanti con la giusta dignità.
Che bello il ciclismo quando mostra il suo lato vero: per quanto bistrattato, nei momenti che contano questo sport sa tirar fuori la parte migliore di sé. Non c’è esibizione, non c’è platealità o voglia di sottolineare le emozioni: c’è solo un modo naturale di rispettare l’amico che non c’è più. Al punto che diventa tacito anche l’accordo su come interpretare la tappa: il primo che lo ha proposto con le parole ha scoperto che quasi tutti gli altri ci avevano già pensato. Si va avanti, ma non ci può esser corsa nel giorno del ricordo: tutti insieme verso Livorno, perché la morte separa, ma sa anche unire.
Che belli il ciclismo e la gente del ciclismo, questa folla di appassionati che si accalca per vedere i corridori e ne condivide il dramma: anche uno meno conosciuto come Weylandt diventa una perdita per tutti. E’ una qualità che solo il popolo del Giro sembra avere: ognuno ha il suo ciclista preferito, ma tifa per tutti. Per questo è facile capire il dolore della gente sulla strada: il povero belga era uno di noi semplicemente perché era uno del Giro.  ‘Questo è il ciclismo, lo sport in cui la caduta non è per simulazione’, recita il cartello che un appassionato alza sotto il palco. Prendano nota coloro che propongono di fermare il ciclismo, gli stessi che davanti a spettacoli ben più indecenti tirano dritto.
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COMMENTI
dolore e orgoglio
10 maggio 2011 18:42 gdm
Oggi, come mai, sono triste ma orgogliosissima del "mio", del "nostro" ciclismo!
Giulia De Maio

10 maggio 2011 19:43 foxmulder
Penso che ogni tanto accada che una forza più grande di noi decida di stroncare delle giovani vite in diretta TV affinché tutti noi possiamo capire meglio e mettere in ordine le cose. In tempi meno "evoluti" il "popolo" si "accontentava" della parola dei profeti. In tempi barbari come il nostro il messaggio deve essere necessariamente più potente, per zittire le grida e riportarci al silenzio rispettoso che si deve a chi non c'è più.
Oggi è stata una grande giornata di sport. Credo la più grande giornata di sport degli ultimi anni. Lo sport è portatore di valori e oggi si sono visti tutti quelli veramente importanti.
Addio Wouter.

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