BERRUTI. "Le indecenti parole del campione andato fuori pista"

| 06/05/2011 | 15:31
Domani scatta il Giro d'Italia dalla meravigliosa Reggia Reale di Venaria, una scelta ad hoc nel centocinquantenario dell'Unità d'Italia. L'edizione n.94 della Grande Corsa si annuncia particolarmente spettacolare ed entusiasmante. Tutto bene? No. Perchè a rovinare la vigilia ci ha pensato Livio Berruti, 72 anni, campione olimpico dei 200 metri piani alle XVII Olimpiadi di Roma 1960, peraltro l'unica grande vittoria ottenuta in una competizione internazionale ai massimi livelli, nell'arco di una carriera che avrebbe poi visto il velocista deludere sia ai Giochi di Tokyo '64 sia a quelli di Città di Messico '68. In un'intervista rilasciata ieri a Tuttosport, a firma Paolo Viberti, Berruti ha testualmente affermato:
 Qual è la peculiarità del ciclismo?«L’assoluta unicità nel rispetto delle diversità di ognuno»."Peccato per il doping...«Mi dà fastidio, lo confesso. E non tollero che siano stati esaltaticampioni che non meritavano un’eco assoluta».Ci può fare un esempio, per cortesia?«Pantani è stato un eroe negativo, perché interpretò male i valori delciclismo. E mi dispiace che anche il Piemonte gli abbia dedicato unmonumento, quello in vetta al Colle della Fauniera.Ma in fin dei conti non è mai stato trovato positivo...«E’ vero, ma certe sue performances sono state eccessive. Mi ricordo quando vinse a Oropa dopo aver avuto un incidente meccanico. Seppe recuperare tutto il gruppo a velocità doppia, staccando ogni avversario nonostante quel grave contrattempo. Secondo me era impossibile andare così forte senza un aiuto».Non teme di essere un po’ troppo duro con il Pirata?«No, perché oltretutto non sopportavo la sua tendenza a criticare glialtri. Troppo presupponente, anche se ovviamente mi dispiace che abbiafatto quella brutta fine, ma questo è un altro discorso».E di Ivan Basso pentito e redento che cosa ci dice?«Molto meglio lui di Pantani, su questo non ho dubbi. Errare humanum est,ma se non altro il varesino ha avuto il coraggio di confessare, quindi diricominciare in un modo del tutto diverso».
Le parole di Berruti su Pantani sono indecenti, intollerabili, inaccettabili, oltre che rivoltanti perchè pronunciate nei confronti di uomo scomparso il 14 febbraio 2004 e che, evidentemente, non può spazzare via questa immondizia. restituendola al mittente.
A parte il fatto che l'ex velocista farebbe meglio a ficcarsi bene in testa una verità incontestabile e cioè che mai e poi mai Pantani è stato trovato positivo a un controllo antidoping nell'arco della sua carriera.
A parte il fatto che, se Berruti, a proposito  dell'exploit di Marco ad Oropa, afferma "secondo me era impossibile andare così forte senza un aiuto" o prova le sue insinuazioni  o farebbe meglio a stare zitto. E siccome non le ha provate, stia zitto.
A parte il fatto che Berruti o non sa e se non lo sa, s'informi, sorvola sul fatto che l'ematocrito ballerino di Campiglio ballerino è rimasto a distanza di dodici anni, pur essendo stato privato Pantani di un trionfo meritato al Giro d'Italia e pur avendo scontato Pantani la pena che gli venne inflitta dalla giustizia sportiva del ciclismo, prima di venire stritolato da un'infame campagna di disinformazione scandalistica che l'ha portato dritto dritto nel tunnel della depressione.
A parte tutto questo, non possiamo che rendere onore ancora una volta alla grandezza di Pantani, straordinario interprete dei valori del ciclismo, Re delle Montagne, fuoriclasse mondiale sempre amatissimo in tutto il mondo, nonostante siano trascorsi sette anni dalla sua scomparsa. A Marco, del resto, Berruti non avrebbe potuto manco cambiare una ruota.
Il Piemonte ha fatto benissimo a dedicare un monumento a Pantani sul Colle della Fauniera. A proposito, nota per Berruti: il 19 giugno sul Galibier, a quota 2.645, ne verrà inaugurato un altro, splendido, fortemente voluto dalla gente dell'Alta Savoia. Il 21 e 22 luglio, il Tour de France renderà omaggio per due volte a Marco, nel centenario del primo passaggio della Grande Boucle sul Colle più alto della corsa. Queol Colle che Pantani rese immortale con la straordinaria vittoria nella tappa Grenoble-Les Deux Alpes, il 27 luglio 1998. Il successo spianò la strada a Marco per trionfare a Parigi, trentadue anni dopo Felice Gimondi e nello stesso anno in cui il romagnolo vinse il Giro d'Italia. Quando Berruti ha un attimo di tempo, clicchi qui http://www.youtube.com/watch?v=63JkaXvDnl4e si rinfreschi la memoria.
Incidentalmente, il 19 giugno Quotidiano.net sarà sul Galibier per rendere omaggio a Pantani insieme con i suoi genitori e con i suoi tifosi. Promettiamo a Berruti che, in loco, condurremo un sondaggio volante. La domanda sarà una sola: nello storia dello sport è stato più grande Pantani o Berruti? La prima risposta è la nostra: Pantani. Non c'è corsa.

di Xavier Jacobelli
da qn.quotidiano.net
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COMMENTI
Berruti chi è?
6 maggio 2011 16:00 dinross
Il sig. Berruti, avrebbe fatto bene a tenersi la lingua in bocca e non sparlare del caro Marco.
Berruti è ricordato per 11-12 secondi,Pantani è ricordato per le vittorie al Giro al Tour, per le salite che solo lui riusciva fare volando, entusiasmando milioni di persone.
...grazie Marco

6 maggio 2011 16:24 froome
Se Berruti insinua che Pantani deve aver usato un aiuto ad Oropa per andare così forte, io mi chiedo cosa ha preso Berruti quando ha vinto le Olimpiadi.
Ettore Guatelli

Sentenza Conconi
6 maggio 2011 18:28 dany74
Purtroppo per Jacobelli c'é una sentenza del tribunale di Ferrara nel processo Conconi che afferma che ai ciclisti della squadra Carrera, compreso Pantani,e a molti altri ciclisti e fondisti, per tutti i primi anni '90 è stata somministrata EPO.

Forse chiedere a un giornalista di informarsi prima di scrivere certe cose sarebbe troppo.

Almeno Berruti non è un ipocrita

GRANDE XAVIER
6 maggio 2011 18:45 ewiwa
Grande Xavier questo vuol dire dirle in faccia ad un poeraccio in preda all'arteriosclerosi.Si può dire tutto ma sola una cosa è importante e basilare su Pantani: in salira stracciava tutti sin da bambino!!!!!!quindi a quel tizio che "a cavolo" su questo sito parla di sentenze forse su quel verdetto c'era per caso anche scritto che il doping Pantani lo faceva già nella culla......Vergognati!!!!!!unsieme all'arrogante Berruti

quando una persona e' prescritta non vuol dire che e' innocente!
6 maggio 2011 19:35 kbs
dal nostro inviato FERRARA L' insabbiamento è compiuto. Il processo Conconi - il più grande procedimento per doping della storia dello sport italiano - si è chiuso ieri alle 17.46. I tre imputati, il prof. Francesco Conconi, Rettore Magnifico dell' università di Ferrara, e i suoi collaboratori Ilario Casoni e Giovanni Grazzi hanno ottenuto il proscioglimento per prescrizione dall' imputazione di frode sportiva. Il giudice monocratico Franca Oliva ha respinto la prima richiesta della difesa di Conconi: il proscioglimento con formula piena «per la non configurabilità del reato contestato». Secondo il difensore, professor Stortoni: «Se per la vecchia legge è non illecito all' atleta doparsi, non può essere reato la pretesa agevolazione a qualcosa che è lecito». Il giudice ha bocciato la tesi. Ma ha accolto la seconda richiesta della difesa, avanzata anche dal p.m. Nicola Proto: «Proscioglimento per intervenuta prescrizione». Ecco il testo della sentenza, pronunciata dal giudice a porte chiuse: «Dichiara di non doversi procedere nei confronti degli imputati essendo il reato estinto per prescrizione in relazione ai fatti contestati fino al 9 agosto 1995. Assolve gli imputati perché il fatto non sussiste in relazione ai fatti contestati agli imputati dopo il 9 agosto». Insomma la prescrizione scatta per la parte della vicenda legata al Dblab, la prova più rilevante del doping, e agli altri documenti informatici. L' assoluzione riguarda i fatti successivi: l' incidente di Pantani del 18 ottobre ' 95 e le dichiarazioni di Chiappucci, rilasciate il 14 giugno ' 97 al procuratore Vincenzo Scolastico della Pretura Circondariale di Arezzo. Fatti definiti, nella memoria difensiva del 28 ottobre, «nulla di minimamente rilevante». Il p.m. Proto in mattinata aveva chiesto il proscioglimento per prescrizione per i fatti fino al 9 agosto ' 95, e l' assoluzione per insufficienza di prove per quelli successivi. Dopo la sentenza ha dichiarato: «E' una decisione importante perché viene confermata la sussistenza del fatto contestato. Per dare la prescrizione bisogna prima dire che il fatto c' è e poi che il reato è estinto per decorrenza dei termini. La prova del doping e della frode sportiva c' è: è il file Dblab». Per Stortoni, invece, «il proscioglimento può prevalere sul merito», cioè la prescrizione non comporta necessariamente il riconoscimento della frode sportiva. La questione sarà risolta quando saranno depositate le motivazioni della sentenza. Entro 90 giorni. Un ulteriore strascico del processo viene praticamente escluso da Stortoni: «La sentenza non è appellabile. Si può solo ricorrere in Cassazione». «La storia è finita. Questo incubo, questa montatura è crollata». Non è, purtroppo, una montatura. Coinvolge in pieno atleti come Albarello, Berzin, Bugno, Chiappucci, De Zolt, Maurizio Damilano, la Di Centa, Fauner, Fondriest, Gotti, Pantani, Roche, Ugrumov... Basta leggere alcuni stralci della sentenza di rinvio a giudizio del giudice Piero Messini D' Agostini, che pure ha disboscato le ipotesi di reato: «Chiaramente a Bontempi era somministrata eritropoietina, circostanza nota a Conconi», «i valori di Chiappucci schizzano a 52,9 e 5,20 e sono indice manifesto del trattamento con Epo», «le variazioni di ematocrito erano necessariamente causate dall' intervento di un fattore esterno non fisiologico», «nessun dubbio può esservi sul fatto che il fattore esterno noto, non fisiologico, altro non fosse che l' assunzione di eritropoietina», «il file Dblab contiene valori (anche) di ematocrito che di regola debbono essere ritenuti del tutto attendibili», «Anche per i ciclisti seguiti dal professor Conconi e dai suoi collaboratori vi sono dati univoci e coerenti in ordine sia al grado di attendibilità dei valori di ematocrito presenti nel file Dblab, sintomatici del trattamento con Epo, sia alla conoscenza di detta condizione da parte di chi seguiva gli atleti». I lettori giudichino. «Io ho agevolato lo sport, non gli atleti dopati», ha dichiarato Conconi, in viaggio per Roma per il summit dei rettori. Per lo sport è stata una pagina nera. Claudio Gregori LE TAPPE PROCEDIMENTO AVVIATO NEL 2000 21/5/1996: Blitz della Finanza al ritorno in Italia del Giro, partito da Atene. 25/10/2000: Il sostituto procuratore Soprani chiede il rinvio a giudizio di Conconi e altri 7 imputati (ipotesi di reato: associazione a delinquere, peculato, falso, truffa...): 63 atleti coinvolti. 14/2/2002: All' udienza preliminare una superperizia prova la validità del Dblab e smantella la tesi difensiva. 18/4: Il pm Proto chiede il rinvio a giudizio di Conconi e altri 6 imputati. Gli atleti scendono a 52. 23/5: Rinvio a giudizio di Conconi, Casoni e Grazzi solo per frode sportiva. Atleti ridotti a 33. 5/12: Il giudice Tecilla dichiara nullo il rinvio a giudizio e rimanda il fascicolo al gup. 25/3/2003: Il gup Migliori riconsegna gli atti al pm Proto e si riparte dalla indagini preliminari, ma con un solo capo d' imputazione. Proto chiede la citazione diretta, il Tribunale fissa il giudizio. 28/10: Il giudice monocratico Oliva decide per il rito abbreviato a porte chiuse. Ieri: la sentenza. LA SCHEDA STUDIO' L' EPO E I SUOI EFFETTI Francesco Conconi è nato a Como il 19 aprile 1935 e si è laureato in Medicina a Modena nel 1959. LA CARRIERA Dal 1978 è presidente del comitato provinciale del Coni di Ferrara e nei primi anni ' 80 ha fondato il centro di studi biomedici applicati allo sport. A fine anni ' 80 si mise a studiare gli effetti dell' uso dell' Epo sugli atleti; dal 1980 al 1985 ha praticato l' autoemotrasfusione su molti campioni di punta (Cova, Moser e Franceschi). In seguito entrò nella commissione medica del Cio, in quella della Federciclismo internazionale di cui è stato presidente e nella commissione scientifica del Coni, da cui fu escluso a fine ' 96. Dal 1° novembre 1998 è rettore dell' Università di Ferrara.

6 maggio 2011 19:47 dellaMancha
Sì, in quella sentenza e in quel file di Conconi c'era per esempio, anche la Di Centa. Nominata, a fine carriera, con una carica importantissima al Coni e poi deputata. Due pesi e due misure? Guardati l'elenco di nomi di quel file e la carriera che hanno fatto dopo, tutti esempi morali tranne Pantani? Non ti sembrfa che qualcosa non torni? L'ostentata obiettività che nasconde l'aggressione a un morto, ha le gambe corte.

con i se e con i ma non si va da nessuna parte!ma se lo avessero squalificato un anno prima ?
6 maggio 2011 20:21 kbs
Pantani dopato anche al Giro del '98?

In una lettera aperta Ivano Fanini, presidente dell'Amore & Vita, cita testimoni e precisa i retroscena dello scambio di provette che salvò Pantani in rosa a danno del gregario Forconi - La piaga delle "cure" di epo che uccidono i corridori

Il tricolore e i 5 cerchi olimpici del Coni: ai mondiali di Varese alzabandiera con vergogna?
Giovedì, 25 Settembre 2008
“Sono Ivano Fanini, presidente della squadra ciclistica Amore & Vita-Mc Donald's, e a ulteriore precisazione della mia intervista, a firma Paolo Ziliani, pubblicata su La Stampa di martedì 23 settembre, desidero fare alcune considerazioni. A coloro che mi criticano e minacciano denunce e querele voglio solo dire: fareste correre i vostri figli nel ciclismo di questi ultimi 20 anni sapendo che negli ultimi 10 sono già morti oltre 100 ragazzi tra i 20 ai 35 anni?



Riguardo alle parole del mio d.s., Pierino Gavazzi, egli mi ha confermato esattamente quanto ho dichiarato cioè che i corridori prima di una corsa importante vanno a fare rifornimento di epo. È tutto registrato. In ogni caso, ciò che mi ha riferito Gavazzi non è una novità. Che lui confermi o smentisca quanto ha dichiarato poco importa perché i comportamenti che attuano i corridori oggi li conoscono tutti e da molti anni.



In quanto a Forconi, il corridore dello scambio di provetta con Pantani al Giro del '98, nei suoi primi 11 anni di professionismo al minimo di stipendio di certo non avrebbe potuto permettersi ristrutturare il casolare agricolo del nonno in una villa con tre appartamenti, un parco enorme completo di uliveti e vigneti del valore di oltre un milione di euro. Tanto più se si pensa che ha spesso dichiarato di avere “smenato” tanti soldi quando correva con me (doveva comprarsi “le cure” che ovviamente io non gli passavo). Visto che ha negato lo scambio di provetta con Pantani, gli rinfresco la memoria aggiungendo che lo scambio delle provette me lo venne a raccontare il giorno dopo l'accaduto, nel mio ufficio, alla presenza dell'allora nostro d.s. Oris Salvestrini (che lo accompagnava) e di altre persone. A seguito della mia denuncia, pochi giorni dopo la sua squadra lo sistemò con un sostanzioso “risarcimento danni”. E così da un rapporto paterno (Riccardo è orfano di padre) che durava da sei anni, i contatti si sono interrotti fino al marzo di quest'anno, quando ci siamo incontrati a una gara di dilettanti a Pisa. In questa occasione Forconi mi venne subito incontro rinnovandomi i ringraziamenti per averlo fatto passare professionista. Nel colloquio mi confermò pure, sorridendo, che grazie alla mia denuncia dello scambio di provette gli piovve addosso una fortuna.



A proposito della minaccia di cui ho letto sui giornali, ben vengano. È quello che cerco perché così i giudici potranno avviare le indagini che porteranno ad accertare tutta la verità su casi che sono rimasti ancora in ombra o su quelli che sono finiti in una bolla di sapone. Finché non verranno puniti come meritano corridori, dirigenti e trafficanti del doping, io non smetterò di parlare e di denunciare. Mi rivolgo innanzitutto ad Amedeo Colombo, presidente dell'assocorridori e presidente dei mondiali di Varese. Questi afferma sulla Gazzetta che io ho affiliato la mia squadra in Polonia per non pagare contributi e tasse. Questi motivi possono essere fondati per squadroni con budget milionari. La nostra invece è una piccola squadra e con i nostri budget l'affiliazione in Polonia ha poco senso. Se l'ho fatto, invece, è per poter parlare ed allo stesso tempo evitare sanzioni come avveniva 15 anni fa quando ero affiliato F.C.I. Invece di attaccarmi, i dirigenti italiani si sforzino di fare pulizia con pesanti squalifiche anche a vita e controlli a sorpresa in qualsiasi periodo della stagione, perché i casi scoperti dall'UCI e dalla Francia hanno dimostrato che l'antidoping al Giro d'Italia è una buffonata.

mah.....
6 maggio 2011 20:29 zagana
ma la vogliamo piantare con la storia che non è mai stato trovato positivo! ci sono un sacco di atleti che hanno confermato di essere stati sottoposti a centinaia di controlli risultando puliti nonostante avevano in corpo diverse sostanze!
ma la vogliamo piantare con la storia con la storia dell'ematocrito! dopo 2 sett di giro è fisiologicamente impossibile avere 50 di HCT!
provate x un attimo a riscrivere la storia...se corresse ai giorni d'oggi sarebbe già stato radiato e forse non sarebbe l'eroe che tutti considerano!

Ipocrisie ed imprecisioni
6 maggio 2011 20:55 LampoJet
Berruti è evidentemente uno che non capisce nulla di ciclismo ed è un po' rincitrullito in generele. Primo: In Quella tappa di Oropa PAntani fece una prestazione straordinaria, poi sarà stato anche per via degli "aiuti", ma gli aiuti li avevano tutti in gruppo, compresi quelli che sono stati passati a velocità doppia, caro Berruti. Secondo: Ammira Basso perchè ha confessato??!! Ma Basso ha negato fino all'ultimo, poi davanti alle evidenze ha confessato, non poteva fare altrimenti. Caro Berruti, Pantani è sempre stato coerente, molto più di Basso, che comunque continua ad avere prestazioni eguali e maggiori di quando frequentava Fuentes. Ultimo: Allora perchè Basso si dopava per andare come adesso che non si dopa? perchè spendere così tanti soldi per andare come se non li avesse spesi? Chiudo dicendo che Pantani è stato un grande campione, e non è mai sceso nel ridicolo come altri (Berruti e Basso in primis!)

kbs è Travaglio?
6 maggio 2011 22:04 GRIMPEUR82
La finisca d' incensare il lavoro di magistrati che nella fattispecie hanno prodotto solo danni allo sport, ai tifosi, e al bilancio della giustizia italiana..
Pantani era, è stato e rimarrà il più grande grimpeur di ogni tempo e la cosa è ancora più lampante in un epoca dominata dai rapportoni, dalle tabelline dei santoni, dai ritiri prolungati sul Teide, dalle affermazioni che è impossibile vincere Giro e Tour nello stesso anno, dai filetti contaminati, dalle caramelle peruviane illecie e chi più ne ha più ne metta..
Chapeau al Pirata, unica leggenda sportiva dell' epoca contemporanea!

Rispetto x la memoria ma, non dimentichiamo i fatti
6 maggio 2011 22:52 valentissimo
Alle volte mi viene davvero difficile comprendere tutta questa voglia di negare l'evidenza, forse per pulirsi la coscienza a seguito di chissà quali mancanze. avere un ematocrito oltre i 50 a fine giro, non è un miracolo divino ed essere fermati è stato un giusto obbligo!!!!
Possibile che dobbiamo metterci due fette di salame davanti agli occhi solo perchè si parla di un grandissimo campione? Pantani è stato un grande ed ha fatto cose che, forse tutti facevano ma, se ha esagerato, quella esagerazione va considerata come una positività a tutti gli effetti. Vi ricordo che all'epoca le analisi non erano ancora in grado di cercare l'Epo, pertanto la non positività era figlia solo di un arretratezza nei metodi di ricerca ma, il valore riscontrato non lascia spazio a troppe fantasie.

6 maggio 2011 23:29 dellaMancha
Fanini, come riportato anche nell'intervista a Di Rocco qua su Tuttobici, non ha mai fornito al giudice alcuna prova di quanto afferma. E ha rifiutato, basta vedere l'intervista in home page, qualsiasi confronto con vari pretesti.
Questa storia del 1998 si basa su illazioni mai provate di Fanini e su Squinzi che, nel 1999, avanzò quel sospetto. E perché nell'estate del 1998 offrì a Pantani ponti d'oro per passare alla Mapei? Non era il mostro Pantani?
Quando c'è da immolare il ciclismo si tira fuori Pantani e insulti vari su di lui. Uno spettacolo ributtante.

Squinzi non ha avuto una squadra di santi..
7 maggio 2011 11:30 GRIMPEUR82
Museeuw, Garzelli e qualcun altro mi risulta che qualche guaio col doping lo abbiano avuto, eppure sono stati dei corridori sui cui risultati non c' era nulla da eccepire..finiamola di far finta che i valori di ematocrito di quel fine Giro 99 non fossero sospetti per tutta la top 10 della generale..Savoldelli si salvò per un misero 0,1..avrebbero dovuto tener conto anche di un' altro indicatore chiave come l' emoglobina, e comunque tutta la vicenda di Campiglio non ha mai avuto una spiegazione approfondita limpida ed inequivocabile.

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