VERDICCHIO. Una granfondo dal "buon sapore"

| 19/04/2011 | 09:12
Il primo traguardo la Gran Fondo Colline del Verdicchio lo taglia ancora prima della partenza. Settecento iscritti era l’obiettivo, inconfessato, degli organizzatori e settecento sono i ciclisti schierati al via. Un traguardo che premia l’impegno del Gruppo sportivo Pianello e la massima cura prestata nell’allestire l’evento da parte di tutti i comuni attraversati dalla manifestazione. Alla terza edizione, dunque, la Gran Fondo Colline del Verdicchio ha mantenuto il trend di crescita e raggiunto un livello di partecipazione ottimale.
Per un giorno Serra de’ Conti, avvolto da un’infinità di bandiere tricolori, diventa la capitale del ciclismo, la manifestazione, infatti, vale come prova di Campionato italiano della Federciclismo e oltre metà gruppo parla i dialetti di tutte le regioni.
La giornata si presenta con un cielo limpido ma con l’aria fresca. In testa alla corsa procede l’ammiraglia di Luigi Bielli, il selezionatore della squadra azzurra alla ricerca di corridori da convocare per il Campionato Europeo e per il Mondiale. Sui due percorsi agonistici si scatena subito la bagarre, mentre i tanti cicloturisti procedono tranquilli e in gruppo per buona parte del tragitto “Gourmet”.
Poco dopo la partenza prendono il largo cinque atleti, alcuni dei principali pretendenti alla vittoria finale: Lattanzi, Miglionico, Mattioli, Bianchi e Pascale. I fuggitivi sprintano al Gpm di Montecarotto, vinto da Lattanzi su Mattioli e Miglionico, e proseguono in perfetto accordo fino alla separazione dei percorsi. Pascale e Miglionico proseguono per il “Lungo”, gli altri tre prendono la strada del “Medio”. A una quarantina di chilometri dal traguardo D’Errico piomba sui tre fuggitivi al termine di uno straordinario inseguimento. Nel finale cede Bianchi, mentre nel terzetto rimasto al comando l’indomito Lattanzi tenta ripetutamente, ma senza esito, di sorprendere i rivali, prima di venire appiedato da un guasto meccanico a tre chilometri dal traguardo. Sul lungo vialone d’arrivo si presentano D’Errico e Mattioli per uno sprint senza storia, D’Errico è uno dei migliori velocista sulla piazza e non si lascia scappare la ghiotta occasione di alzare le braccia.
Fra le ragazze vince Michela Gorini (Coppi Fermignano), al traguardo meno di 12’ dopo il vincitore.
Nel “Lungo” la fuga dei due superstiti viene annullata poco dopo la lunga ascesa verso Arcevia, (Gpm vinto da Miglionico) grazie al forcing imposto dalla Melania. Poco dopo il ricongiungimento evadono Calcagni, D’Ascenzo e D’Aniello: manca poco meno di metà gara e la corsa è praticamente decisa. I tre proseguono senza tentennamenti e guadagnano progressivamente terreno sugli inseguitori che, invece, si rimescolano continuamente alle loro spalle. I fuggitivi si presentano appaiati a 300 metri dalla linea d’arrivo, è di D’Aniello, il più veloce del lotto, lo scatto che dà inizio alla volata. Ma lo sprint è meno scontato del previsto, mentre D’Ascenzo si arrende quasi subito, Calcagni contrasta con un entusiasmante testa a testa l’ex enfat prodige del ciclismo italiano e si arrende solo a dieci metri dal traguardo, dopo un contatto della pedaliera con il campano. Il gruppetto dei sette inseguitori arriva dopo quasi due minuti ed è preceduto dall’allungo di Krys, mentre Pierfelici batte il resto del drappello. Poco lontano da qui, a Saltara otto anni fa, D’Aniello vinse il Campionato italiano dei dilettanti elite.
Fra le ragazze la regina incontrastata resta Barbara Lancioni, giunta al traguardo con meno di 9’ di ritardo dal vincitore assoluto.
 
I percorsi non sono durissimi, i continui saliscendi aprono il pronostico ad ogni tipo corridore e di soluzione. Emerge chi riesce a salvare le gambe, a gestire con la “testa” energie e squadra. Per vincere, oltre alla forza, un corridore deve possedere grandi doti tattiche.
Tre i percorsi pensati per soddisfare tutte le esigenze dei ciclisti, tre anche i ristori “ufficiali”, molti di più i ristori volanti, con frutta, acqua e Sali, offerti quasi in ogni paese. Due tracciati agonistici e uno cicloturistico-Gourmet. Il Lungo è di 137 chilometri, con 1.950 metri di dislivello e due Gpm; 108 chilometri per il Medio, con un dislivello di 1.450 metri e un Gpm; il Cicloturistico è di 43 chilometri (dislivello 850 metri).
 
I corridori hanno gradito molto il centro massaggi allestito nel quartier generale della manifestazione. I tre massaggiatori del Centro di medicina specialistica Futur hanno iniziato a lavorare già prima della partenza, per riscaldare i muscoli di chi voleva essere già pronto a scatenare la bagarre subito dopo il via. Ma è soprattutto dopo l’arrivo che i corridori hanno sfruttato a “piene gambe” il servizio, completamente gratuito, offerto dalla “Colline del Verdicchio”. E nell’attesa dell’arrivo della Fondo e della Gran Fondo sui lettini dei “masseur” si sono accomodati anche i cicloturisti.
Purtroppo un piccolo inconveniente tecnico ha creato un po’ di scompiglio subito dopo la partenza: una staffetta ha sbagliato strada appena un chilometro dopo la partenza, durante il tratto turistico di trasferimento, prima del via ufficiale. L’inconveniente non ha provocato grandi disagi se non quello di dover allungare di un paio di chilometri i percorsi per correggere la rotta. Una piccola sbavatura rimediata rapidamente grazie alla particolare attenzione degli organizzatori verso il tema della sicurezza. Il Gruppo sportivo Pianello, infatti, allestisce abitualmente, da 35 anni, gare per ragazzi, dai Giovanissimi agli Juniores. E ai giovani è rivolta gran parte della sua attività.
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