Di Rocco: vogliamo un ciclismo pulito da insegnare ai giovani

| 18/03/2011 | 16:28
Un ciclismo sicuro,  pulito, rivolto in particolare ai giovani talenti. Così, la Federazione  Ciclistica Italiana, alla vigilia del “Mondiale di Primavera” e nell’ormai  tradizionale incontro con la stampa, con uno sguardo all’anno passato, si  rivolge all’immediato futuro attraverso iniziative e programmi per il continuo  sviluppo e la continua diffusione del ciclismo nel mondo. Tra  questi, il Progetto Azzurro voluto, in particolare, dal Commissario  Tecnico Paolo Bettini, per dare continuità alla Nazionale durante l’arco della  stagione attraverso raduni e partecipazioni a gare per valorizzare ancora di  più la Maglia Azzurra.

Ciò che quindi esprime la forza della  Federazione Ciclistica Italiana è la sostanziale tenuta del trend  registrato negli ultimi anni, nonostante la difficile congiuntura. “I  podi internazionali conquistati dagli azzurri nella scorsa stagione nelle  diverse discipline e in tutti i settori, in particolare al livello  giovanile, confermano l'accresciuta competitività del nostro movimento” -  dice il Presidente della Federazione Ciclistica Italiana Renato Di Rocco. Dal  punto di vista numerico, i giovanissimi restano oltre quota 14  mila, cresce ancora il settore femminile in ambito agonistico (da  1111 del 2009 a 1147 nel 2010 contro il 915 del 2006), con particolare  riguardo alle categorie esordienti, allieve e juniores, mentre  nel settore maschile si evidenzia anche la ripresa dei  professionisti (da 184 a 197): “Numeri sorprendenti – commenta il  Presidente Di Rocco – alla luce della generale crisi, delle grandi energie  spese e che ancora stiamo spendendo per fronteggiare il pregresso ereditato e  dei contraccolpi subiti per contrastare il doping. Eppure, nonostante i  sacrifici richiesti, le società, i comitati, tutto il nostro movimento hanno  avuto il coraggio e l'entusiasmo per crescere”. Una maturazione  che procede di pari passo con le iniziative di formazione,  prevenzione e informazione rivolte alle nuove generazioni, perché fare  ciclismo in modo pulito è possibile: “Abbiamo avviato una vera e  propria svolta culturale che coinvolge, attraverso progetti pilota,  tutte le figure che interagiscono con l’atleta” - sottolinea Di Rocco.

Come  il GiroBio che, ponendo al centro la tutela della salute dell’atleta,  ha offerto dati importanti al convegno di Montichiari “Fare  Ciclismo da Juniores ad Elite” ed è diventato il modello per altre  manifestazioni, quali l’Eroica, la Coppa delle Nazioni U23 in Toscana e la  Five Stars League delle Gran Fondo. E’ una svolta. Ed è storica. Così  come la sentenza della Commissione Disciplinare della Federciclismo,  che ha introdotto, per la prima volta nel mondo sportivo, l’abuso  arbitrario dei farmaci tra i comportamenti dolosi passibili di sanzioni.  
“Il nostro impegno di contrasto e prevenzione non trova paragoni  in ambito sportivo” - afferma il Presidente della Federciclismo, anche per  l’estensione dei controlli alla categoria juniores, al fuoristrada ed ai  master.

Con uguale intensità la Federazione affronta l'aspetto  cruciale della sicurezza, in corsa e al di fuori delle manifestazioni  organizzate. Su questo tema, l'iniziativa si è tradotta nel protocollo di  collaborazione con la Consulta Nazionale della Sicurezza Stradale. E’ nato  infatti il progetto TANDEM, finalizzato allo sviluppo di un programma di  azioni a favore della sicurezza stradale e della mobilità in bicicletta, oggi  di “buona pratica europea”.
Non soltanto. La Federciclismo, in  collaborazione con ITERALIA, fondazione per la prevenzione e la sicurezza  nelle strade italiane, attraverso attività di ricerca e sviluppo, vuole  mettere a punto un piano di ricerca che sia di sostegno effettivo alla  richiesta di soccorso in caso di incidenti e che consenta di intervenire  rapidamente.
Per sensibilizzare ulteriormente le istituzioni e l’opinione  pubblica sarà realizzata dalla RAI una sigla a forte impatto, messa in onda  durante il Giro d’Italia, ed uno spot sarà realizzato da ANCMA, da distribuire  a tutte le televisioni private.  Per quanto riguarda la sicurezza  nelle gare ciclistiche, la Federazione ha raggiunto una buona intesa  con l’Associazione delle Motostaffette e sta interessando il Ministero  competente affinché sia ribadito il suo ruolo fondamentale nella  formazione e nell'accredito di questi volontari dell’assistenza in  corsa.

Ma c’è dell’altro. C’è il ciclismo come promozione della  bicicletta e del territorio attraverso i Grandi Eventi. Anche quest’anno,  sono numerosi gli appuntamenti internazionali ospitati dall’Italia. A  partire dagli appena conclusi Campionati del Mondo di Paraciclismo su pista a  Montichiari, che hanno visto la conquista dell’argento nell’inseguimento da  parte dell’azzurro Fabrizio Macchi, passando per la Coppa del Mondo Strada  Donne a Cittiglio, al Mondiale Marathon a Montebelluna, ai Campionati Europei  Trial a Biella, quelli ciclocross a Lucca e quelli Master Pista e Derny Elite ancora a Montichiari fino  ad arrivare, nel 2012 al Campionato Europeo Master Strada a Fasano e, nel 2013  i Mondiali Assoluti in Toscana.
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COMMENTI
MA PER FAVORE
18 marzo 2011 17:55 jaguar
Presidente ma per favore stia zitto!!!!!!

Pagliaccio
19 marzo 2011 00:25 AndreaTino
Dalle mie parti si dice: "Facile fare i finocchi con il sedere degli altri".

Alla fine dei giochi è salito sul carro dei vincitori in seguito alla vicenda Bani quando c'erano altri che veramente si erano dedicati anima e corpo per risolvere la vicenda, ed erano SOLI!! Dov\'era lei quando Bani e Fanini combattevano e venivano attaccati da tutti?

Bravo Andrea Tino
19 marzo 2011 10:33 pietrogiuliani
Mi rivolgo al direttore Stagi. Non le devo insegnare niente ma una notizia importante come questa e come quella della positività di Sinkewitz, devono stare nell'arena perchè tutti possano leggerla e commentarla.
Bravo andreatino, il presidente è proprio un pagliaccio. Basta guardarlo in questa foto dove porta regge la maglia del team che proprio ieri ha "sfornato" un recidivo con il gh addosso.
Si dovrebbero tutti vergognare ed avere il buon senso di sparire per sempre.
Di Rocco dovrebbe stendere il tappeto rosso a Fanini per quello che ha fatto nel caso Bani.

Notizia da mettere in Arena
19 marzo 2011 12:51 libero2
Ho letto sul sito sportpro.it di Capodacqua che Di Rocco si è permesso di dire che Sinkewitz è vittima di un complotto, e che, guarda caso, questi casi vengono fuori prima dei grandi appuntamenti. E' proprio vero che la dirigenza attuale non vuole cambiare.
Siamo veramente all'assurdo. Il presidente della FCI difende un corridore tedesco solo perchè fa parte della squadra che lui considera una delle migliori, quando invece i suoi rappresentanti sono stati nella loro storia, al centro di casi di doping o morti sospette.
Allo stesso tempo Di Rocco, critica le posizioni di Fanini ed anche qui prende un abbaglio perchè poi i fatti danno ragione a quest'ultimo.
Ciliegina sulla torta, si prenderebbe gli onori della giustizia fatta con Bani, quando lui l'avrebbe squalificato e basta. Povero ciclismo, soprattutto italiano!

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