McQuaid all'AIGCP: sulle radioline non si torna indietro

| 03/03/2011 | 17:54
Pat McQuaid ha incontrato oggi ad Aigle una delegazione della AIGCP composta da Harold Knebel, Patrick Lefevere e Bjarne Riis. Oggetto dell'incontro: il divieto progressivo di utilizzo delle radioline.
In un comunicato ufficiale, l'Uci rende noto che la riunione si è svolta in un clima di cooperazione e che il presidente ha preso atto delle motivazioni prodotte dall'Associazione dei Gruppi Sportivi e ha rassicurato gli interlocutori in tema di sicurezza, recependo le richieste in materia.  
McQuaid chiederà da subito ad organizzatori e commissari di attivarsi affinché la sicurezza dei corridori diventi elemento assolutamente prioritario delle corse.
Detto questo, McQuaid ha confermato come il principio di divieto progressivo di utilizzo delle radioline resterà in vigore come previsto, pur confermando che la situazione sarà costantemente monitorata.
Il presidente ha anche sottolineato come le recenti rivendicazioni della AIGCP in termini di presenza all'interno della famiglia ciclismo siano immotivate: due membri liberamente eletti dall'associazione fanno parte del CCP, organismo che dibatte tutti i temi del ciclismo professionistico.
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COMMENTI
insopportabile
3 marzo 2011 18:35 ciceinge
La stupida ottusità di questa dirigenza UCI ha prodotto danni ormai superiori alla capacità di sopportazione umana. Bisognerebbe ribellarsi clamorosamente una volta per tutte.

ma..
3 marzo 2011 18:55 enrich84
ma allora è un controsenso!!!
prima si parla di sicurezza, aumentiamo la sicurezza in gruppo..e poi non si torna indietro sul discorso radioline.
Ma per quale motivo sono state effettivamente tolte?
Il sig. McQuaid non ha ancora dato una motivazione valida a tutto ciò.
é veramente redicolo e parlo da corridore poichè le radioline sono veramente fondamentali in gara e non per comunicare le strategie.
Anche nelle categorie minori i rischi sono elevati, lui forse non sa che quando cè un pericolo il primo che può avvisare è il mio direttore sportivo, chi m'informa che alla prossima curva cè un mezzo messo male in sosta, chi m'informa se cè una macchia d'olio e qualcos'altro? "la mia strategia?"
Allora mi domando e dico a questo punto che senso ha utilizzare anche radiocorsa, se la comunicazione o avvertimenti di pericolo si fermano solo all'ammiraglia...
Forse McQuaid ci rifletterà sopra quando avremo altri incidenti e mi auguro di no, ma sarà come sempre troppo tardi..

radioline
3 marzo 2011 19:30 stefanomasetti
certo che se i corridori fossero capaci di farsi sentire realmente..............cominciamo a non partire alla Milano-Sanremo... poi vediamo cosa succede...

Pat McQuaid la cosa piu' scandalosa
3 marzo 2011 19:43 maxspeed2
Pat McQuaid la cosa piu' scandalosa che il ciclismo potesse ritrovarsi come responsabile

3 marzo 2011 19:47 ciceinge
Oltre ai gravi rischi per la sicurezza l'assenza delle radioline determina anche a mio avviso proprio un calo di spettacolarità perchè diventa penoso vedere commettere errori tattici clamorosi da un corridore solo perchè non può essere informato in tempo reale della situazione di gara

Che generaleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
3 marzo 2011 20:33 discesaesalita
Ma volete una volta per tutte fargli vedere chi è la pedina fondamentale del ciclismo? poi voglio vederlo se fa ancora il Generale, se ne approfitta solo perchè nel ciclismo non cè unione.

referendum
4 marzo 2011 00:12 marcuzgirardi
si facesse un referendum fra tifosi, corridori e adetti ai lavori sull'abolizione di McQuaid e non delle radioline, il sig. Pat si ritroverebbe disoccupato in 5 minuti. Mandiamolo a casa, per favore!

parole sante discesaesalita
4 marzo 2011 09:43 ullallerollerolla
nel ciclismo non c'è unione, ognuno guarda al proprio orticello. non dico di arrivare ai grandi sindacati sportivi americani che in occasione del rinnovo contrattuale fermano campionati di livello dell nba o da nfl per mesi e mesi (mi sembra di ricordare che ai tempi si è scioperato addirittura per una stagione intera), però ci vorrebbe sicuramente più determinazione da parte degli atleti nel far valere la propria dignità ,a cominciare dalla reperibilità 24h su 24, cosa impossibile in qualsiasi lavoro al mondo.
certo che fino a quando nella stessa gara si schiereranno alla partenza pseudo-prof di continental a gratis e senza arte ne parte a fianco del più titolato campione di una pro-tour capite benissimo che gli interessi tra i due non coincidono nella maniera più assoluta.

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