Cortiana risponde a Pescante: no a depenalizzazione atleti

| 14/07/2005 | 00:00
- ''Se il commento di Pescante sulla legge antidoping fosse la rilevazione di un'oggettivita' sarebbe un conto, ma se fosse un giudizio di merito su una delle norme piu' avanzate di Europa e del mondo, volto magari a depenalizzare gli atleti, sarebbe gravissimo''. E' il commento del senatore dei Verdi Fiorello Cortiana, padre della legge antidoping, alle dichiarazioni rilasciate oggi dal Sottosegretario ai Beni e alle Attivita' culturali, Mario Pescante, secondo il quale ''siamo l'unico Paese al mondo ad avere aggiunto una sanzione penale a quella sportiva''. ''La legge, votata all'unanimita' da parlamento, e' stata e resta uno strumento indispensabile e fondamentale, anche se e' necessario intervenire per migliorare le condizioni di tutela della salute di tutti gli sportivi, non solo quelli 'agonisti''', ha osservato Cortiana, aggiungendo che ''depenalizzare l'atleta significherebbe svuotare la legge di ogni efficacia nel contrastare il fenomeno 'doping' perche' non solo non si avrebbero a disposizione importanti strumenti di indagine, ma cambierebbe pure l'autorita' di riferimento, non piu' il giudice penale, rendendo i processi interminabili e le sanzioni assolutamente piu' blande. ''Oggi condanniamo i reiterati comportamenti di Dario Frigo'', ha aggiunto riferendosi al caso del ciclista della Fassa Bortolo che ha scosso il Tour de France, ''ma non possiamo dimenticare, ad esempio, chi siede alla vicepresidenza del Coni. Infatti, la recente nomina di Manuela Di Centa non e' certo buon esempio, dal momento che ha ampiamente usufruito delle cure di Conconi e che ha fatto ricorso all'Epo. Di fronte all'imminente impegno delle Olimpiadi sulla neve - conclude Cortiana -abbiamo bisogno di strumenti che rafforzino la difesa della salute degli atleti dalle tante mafie che vivono all'ombra del doping''.
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