Questioni di famiglia, di doping e di polemiche

| 26/02/2011 | 09:35
COLPO SIGNIFICATIVO. A sei mesi dalla sua positività, il Comitato disciplinare spagnolo ha deciso di chiedere un anno di sospensione per Alberto Contador, secondo quanto prevede l’articolo 10.5.2 del regolamento Wada (sanzione ridotta per “colpa non significativa”). La decisione del Comité non è definitiva. La parola ora passa ai legali di Contador, i quali hanno dieci giorni per presentare la memoria difensiva. La decisione definitiva? A metà di questo mese. In ogni caso non sarà la conclusione di questa intricata vicenda: Contador, ma anche Uci e Wada, se non soddisfatti avranno la possibilità di ricorrere al Tas di Losanna. Ma ancora più probabile è che la Wada decida di andare oltre alla “colpa non significativa”, visto che oltre al clembuterolo c’è qualcosa di molto più significativo, come le tracce di DEHP, ovvero di-etilesilftalato, una sostanza utilizzata per confezionare le sacche destinate all’autoemotrasfusione. Vi ricordate? La notizia non è nuova, visto che era già circolata nei mesi scorsi. Ma la novità è che quel test discusso e discutibile, adesso è stato validato dalla Wada, dopo essere stato pubblicato l’8 dicembre scorso sull’autorevole rivista scientifica Analytical and Bioanalytical Chemistry. E siccome i regolamenti prevedono che con i nuovi test si possano analizzare anche vecchi campioni, ecco che sulla testa di Contador si aggirano minacciose nubi. Si tratterebbe, in questo caso, non più di pochi picogrammi di clenbuterolo, attribuiti dal corridore ad una bistecca contaminata, ma di un vero e proprio doping ematico. Ovvio che il fisico umano non produca «ftalati». Ovvio che la loro presenza rappresenti il segnale indiretto di una ben più grave avvenuta manipolazione ematica. Ovvio che con questo nuovo esame la lotta al doping mette a segno un “colpo significativo”. Ovvio che per Contador si mette male. Ovvio che per questioni politiche, tutto questo può essere anche ignorato. E anche in questo caso potrebbe essere “un colpo significativo”: alla credibilità del nostro sport.

APPREZZATO. Manolo Saiz torna a farsi vivo con messaggi sibillini su twitter. In due messaggi il tecnico spagnolo ha scritto: «L’11-11-2011 (scritto 200ONCE, ndr) ci saranno delle novità. Io sono ancora qui, me lo chiedono i miei ciclisti. Al mio ritorno prometto di essere come sono, fedele ai miei principi, quelli che molti hanno apprezzato». Anche all’Uci?

SILENZIO, PLEASE. Lance Armstrong è tornato a parlare dopo un lungo periodo di silenzio. In una intervista concessa al quotidiano The Sydney Morning Herald, il texano ha tuonato: «L’anarchia e la totale mancanza di solidarietà e di unità caratterizzano il ciclismo di oggi. Vedo che in molti altri sport i problemi vengono affrontati in maniera unitaria e i risultati si ottengono, mentre nel ciclismo non succede altrettanto». Sono d’accordissimo con il fuoriclasse di Austin, ma a Lance chiedo solo una cosa: cosa ha fatto nel 2006, per impedire che Ullrich, Basso e compagnia fossero cacciati come appestati dal Tour de France? In quel preciso momento storico di prove certe non ce n’erano, ma la sua voce - al pari di quella degli altri - non si è sentita. Silenzio, please.

TUTTO IN FAMIGLIA. In Italia, comunque la si pensi, sappiamo tutto sul conflitto di interessi. E per questo alziamo la testa, magari preventivamente, quando ne sentiamo parlare. Difatti, non è la prima volta che ne parlo e prevedo che non sarà l’ultima. Accade ora che la famiglia McQuaid si stia “allargando” nel mondo del ciclismo: accanto a Pat, che del ciclismo mondiale è il presidente, ci sono infatti i figli Andrew (procuratore) e David (direttore di organizzazione della Mumbai Cyclothon, corsa indiana che presto potrebbe entrare nel ProTour) ed ora anche il fratello del presidente, Darach, azionista della Shadetree Sports, società che fa consulenza per la candidatura statunitense di Richmond ai mondiali del 2015. Tutto bene, no? Soprattutto tutto in famiglia.

C’È MA NON C’È.  «Ritenuto che il dottor Ettore Torri, procuratore capo della procura antidoping del CONI, nello svolgimento delle funzioni non fa parte dell’organico del CONI, né riveste la qualifica di tesserato, il Garante del Codice di Comportamento Sportivo dispone il non luogo a procedere». È questa la testuale risposta che l’ente deputato a giudicare il comportamento di tutti coloro che fanno parte dell’ordinamento sportivo ha recapitato alle associazioni dei corridori (ACCPI), dei direttori sportivi (ADISPRO), dei gruppi sportivi (ASSOGRUPPI) e dei medici del ciclismo (AIMEC), che avevano richiesto il suo intervento in seguito alla frase pronunciata nel mese di ottobre dal dottor Ettore Torri: «Tutti i ciclisti sono dei dopati».
Non vorrei tediare nessuno con codici e codicilli, ma questa vicenda merita una brevissima riflessione. È naturale che Torri non faccia parte del Coni: è una figura super partes e come tale deve rimanere ed essere considerata. È altrettanto vero, però, che non siamo al bar, e Torri ricoprendo un ruolo e una posizione di assoluta responsabilità, non può di conseguenza lasciarsi andare a commenti da Processo del Lunedì. L’articolo 13 bis dello Statuto del Coni prevede che sono tenuti all’osservanza del Codice del comportamento sportivo non soltanto i tesserati, «ma qualsiasi soggetto dell’ordinamento sportivo che ricopra altre qualifiche da quelle predette, compresi i componenti degli organi centrali e periferici del Coni». Insomma, un richiamino al dottor Ettore Torri ci stava anche. Ad ogni modo, a tutelare l’Accpi e le altre associazioni di categoria che hanno chiesto a gran voce di avere soddisfazione dopo le dichiarazioni del capo della Procura, ci penserà la giustizia ordinaria che già oggi evidenzia tutti i limiti di quella sportiva: una giustizia che c’è, ma non c’è. Proprio come Torri.

di Pier Augusto Stagi
Editoriale, da tuttoBICI di Febbraio

Copyright © TBW
COMMENTI
PRECISAZIONI E COMMENTI
26 febbraio 2011 15:55 jaguar
Il signor Armstrong parla in questo modo perchè ora che non è più nessuno e quindi non serve a chi conta (vedi UCI che si prendeva senza battere ciglio anche i famosi 100.000 dollari e gli organizzatori del Tour). Il signor Armstrong è anche quello che con una spocchia che di più non si può dichiarava ai quattro venti che in quel famoso Tour aveva fatto vincere la tappa a Pantani.Inoltre, il sig. Armstrong dimentica quell'aggressione incredibile fatta al povero Simeoni durante quella tappa sempre al Tour ( si parla sempre di Tour perchè faceva solo una corsa all'anno appunto il Tour) e con che faccia ora può parlare di solidarietà....Caro Armstrong queste sono le cose della vita e quel detto che paragonava la vita alle scale con chi scende e con chi sale ora tocca a te scendere e buonanotte ai suonatori. Per il Dott. Torri non bisogna dimenticare che riferiva le confessioni fatte da ciclisti caduti nella rete dei controlli antidoping e questo non è un dettaglio trascurabile perchè cambia il significato di tutto. Tutte queste associazioni, compresa la federazione che hanno reagito verso il Dott. Torri perché di fronte a quella scandalosa sentenza di assoluzione di Contador non hanno battuto ciglio e se ne sono state zitte zitte?Perchè non si chiedono se assoluzioni di quel tipo fanno più bene o male al ciclismo? L’ipocrisia impera!!!!!!Dell'UCI arrogante e padrona preferisco non parlarne...se ai corridori sta bene così se la tengano!!!!!!

27 febbraio 2011 14:58 vampiro
Il signor Armstrong parla in questo modo perchè ora che non è più nessuno e quindi non serve a chi conta (vedi UCI che si prendeva senza battere ciglio anche i famosi 100.000 dollari e gli organizzatori del Tour).

Ma voi pensate che una donazione pubblica di 100'000 dollari (70'000€) possa servire da ''tangente''?
Per non prendere positivo uno che finchè ha corso ha smosso capitali di soldi,milioni,non migliaia?...

E' UN TUO DIRITTO
27 febbraio 2011 16:57 jaguar
Armstrong ha dato 100.000 dollari all'UCI per collaborare alla lotta al doping!!!!!!
Già la motivazione non solo è imbarazzante ma non compete al corridore fare alcunchè per la lotta al doping se non quello di essere onesto!!!!!!è come se l'imputato collaborasse con il PM per fare l'arringa!!!!!!Questo fatto ha lasciato a bocca aperta tantissimi addetti ai lavori gli unici che non hanno battuto ciglio sono stati: l'UCI che i soldi se li è presi ed ora vampiro....ne prendo atto perchè è un tuo diritto ( credere alle favolette)

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Paul Seixas è stato la rivelazione di questa Strade Bianche. Non ha vinto, il giovane francese, ma è stato quello che meglio di altri, è riuscito a stare alla ruota di Pogacar che per la quarta volta ha conquistato la...


Isaac Del Toro abbiamo già imparato a conoscerlo e non era un mistero per nessuno che oggi a Strade Bianche, oltre ad essere un uomo valido per Pogacar, avrebbe anche cercato di ottenere il miglior risultato per se stesso. Il...


Cosa s'era detto? Mai e poi mai affrontare una grande corsa senza aver gareggiato prima. Bisogna fare fondo, mettere chilometri veri nelle gambe, soprattutto ricalarsi nei ritmi e nel clima da gara. Amico, puoi allenarti quanto e come vuoi, ma...


Tadej POGACAR. 10 e lode. Ai meno 80 chilometri apre il gas. Il bimbo transalpino, Paul Seixas, illude il mondo che si può fare, tenendo la ruota del campione del mondo, ma allo sloveno sono sufficienti due chilometri per portarlo...


Come Tadej nessuno mai. Piazza del Campo applaude Tadej Pogačar, vincitore de La Strade Bianche per la quarta volta in carriera. Il campionissimo della UAE Team Emirates, fasciato nella maglia iridata, si è lanciato al comando solitario quando mancavano 77...


È arrivata la vittoria più importante della carriera per Elise Chabbey, svizzera di 32 anni della squadra francese FdJ United-Suez. L’attacco sullo strappo di Santa Caterina, la capacità di allargare i gomiti nelle due curve del finale prima di entrare...


Letizia Borghesi (27 anni) portacolori dell’AG Insurance - Soudal Team, dopo un buon inizio di stagione oggi a Siena voleva lasciare un segno importante, ma la ragazza di Cles non ha potuto festeggiare ed essere contenta per la sua corsa,...


Tanta Italia al Rhodes Grand Prix in Grecia, ma la vittoria resta nelle mani del padrone di casa Nikiforos Arvanitou. Alle spalle del greco del Team United Shipping chiude infatti il neoprofessionista Marco Manenti della Bardiani Csf 7 Saber, al...


Derby d’Italia nella seconda tappa della Vuelta a Extremadura Femenina, la  Pueblo Nuevo del Guadina - Fuente del Maestre di 132, 8 km: nella volata finale Chiara Consonni ha preceduto Elisa Balsamo con la neozelandese Ally Wollaston ha  conquistato la...


Elisa Longo Borghini oggi voleva vincere e fino all'ultima rampa di via Santa Caterina è rimasta nel quartetto con le migliori. L'azzurra, però, non è riuscita a conquistare per la seconda volta in carriera la classica toscana e si è...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024