Howman assicura: il caso Contador non è chiuso

| 22/02/2011 | 17:37
«Il caso Contador non è chiuso». Parola di David Howman, direttore generale dell'agenzia mondiale antidoping (Wada). Alberto Contador, stella del ciclismo spagnolo, è stato assolto dalla federazione iberica (Rfec) per la positività al clenbuterolo riscontrata durante il Tour de France 2010.
«Questo caso non è chiuso», dice Howman all'agenzia Dpa. L'agenzia antidoping attende la decisione dell'Unione ciclistica internazionale (Uci). «Ha la possibilità di presentare ricorso al Tribunale d'arbitrato sportivo. È suo diritto. Noi dobbiamo aspettare e vedere cosa succede», dice Howman, senza escludere un'iniziativa congiunta Wada-Uci. «Si può agire in qualsiasi maniera, tutto è possibile», afferma. L'Uci ha a disposizione 30 giorni per presentare ricorso dal momento in cui riceve tutti gli atti del fascicolo. Dopo la decisione dell'Unione ciclistica internazionale, la Wada ha 21 giorni per compiere eventuali passi.
«Le regole dell'Uci vanno bene. Si fanno più controlli che nella maggioranza delle altre federazioni. Bisogna chiedere ai ciclisti per quale motivo continuino a violare le regole», dice Howman. L'iter prevede che, prima della federciclismo internazionale, si esprimano le federazioni nazionali. «Le federazioni hanno l'autorità per fare ciò che vogliono fin quando rispettano il codice mondiale antidoping», dice Howman stigmatizzando le zone grigie e di tolleranza nell'applicazione delle norme.
«Se si adotta un metro tollerante, si finisce per dare il via libera ad una persona che ha assunto la sostanza 3 mesi prima. Non è una decisione nostra, è dei responsabili della politica. Non posso parlare di casi particolari, le regole non me lo consentono», dice rispondendo alle domande specifiche su Contador e sul clenbuterolo, la sostanza incriminata.
«Ciò che posso dire è che il clenbuterolo continua ad essere illegale. Quanto bisogna trovarne per affermare che qualcuno non sta barando? È una decisione politica, non nostra», ribadisce.
«Abbiamo una soglia per il salbutamolo fissato a 10000 (1000 ng/ml, ndr). Si può fare lo stesso con altre sostanze, ma è un lavoro che compete agli scienziati».
Due anni fa, quando Madrid puntava alle Olimpiadi 2016, Howman assestò un duro colpo alla candidatura criticando la carenza della legislazione spagnola in maniera di doping. Adesso, dice il direttore generale della Wada, la situazione è cambiata. «La Spagna ha lavorato molto per adeguare le proprie norme. Le regole di 2 anni fa non erano valide come quelle attuali», dice. «Ogni paese, come ogni sport, ha i suoi problemi con il doping. Puntare il dito contro un paese in particolare non è una buona idea».
 La Spagna, intanto, fa i conti con l'Operacion Galgo, l'inchiesta che ha evidenziato una fitta rete di doping legata soprattutto all'atletica leggera. Rispetto alla gestione dell'Operacion Puerto, che nel recente passato ha acceso i riflettori sul ciclismo, Howman auspica che «il flusso di informazioni sia migliore».
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