Riccò, le indagini puntano su chi lo ha aiutato

| 12/02/2011 | 09:00
Riccardo Riccò è sempre ricoverato nel reparto di neurorianimazione dell'Ospedale Baggiovara, anche se le sue condizioni sono in costante miglioramento. Il modenese, che è stato sospeso con effetto immediato dala Vacansoleil, sraà interrogato la prossima settimana dagli inquirenti modenesi che, al momento, sono impegnatnella ricerca dei "cmplici", vale a dire di coloro che possono averlo aiutato nelle pratiche di autoemotrasfusione. Anche con il metodo "fai da te", infatti, la pratica richiede apparecchiature speciali e una conoscenza professionali che portano ad escludere che il corridore abbia potuto fre tutto da solo. Si cerca quindi, nell'entourage del corridore, qualcuno che abbia conoscenze infermieristiche professionali, un paramedico o comunque un professionista della medicina.
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COMMENTI
visti i risultati...
12 febbraio 2011 10:26 marcuzgirardi
visti i risultati , piu' che un professionista paramedico, cercherei un macellaio.

povericcò
12 febbraio 2011 10:54 mcipo
macellaio mi sembra esagerato ma.......un veterinario ci può stare

Fare pulizia
12 febbraio 2011 10:58 memeo68
Esperti nella pratica? Che ne dite di compagna e cognato?
E per la pulizia della casa Ditta Riccò-Rossi...... e non rimane traccia!

pravda
12 febbraio 2011 12:12 lodz
ma che indagini! per una volta non puo' dire tutto lui?

Primo di fare la morale
12 febbraio 2011 14:58 RM
Questo ottimo articolo, fa capire come è facile dare tutta la colpa a Riccò!!, da parte dei corridori, che secondo me quelli che lo accusano hanno fatto peggio di lui!!! e anche la federazione!!!! che è marcia!!! e corrotta!!! Solo che acerto tutti e consentito
RICCO non ce solo il ciclismo che ambiente non perdi niente chi oggi spara a volonta contro di te domani vedremo dovresti puttanare tutti e dai prova di altri a la procura ce e piu di UNO che adesso non sta bene .
Sei un campione fregatene di questi buffoni
CONTADOR RICCO EL CAMPEON

Questo Si che una notizia
12 febbraio 2011 15:16 RM
6. NOI NON FACEMMO MINACCE, NOI DIVINAMMO PROFEZIE
Dalle storie a cui tutti credono nascono le profezie. Cavendish si mette a dire un annetto fa che Riccò è un parassita e che l’avrebbe preso a pugni. Anche solo questo gennaio, prima degli ultimi fatti, Richie Porte riteneva di sentirsi obbligato – in maniera del tutto inconsulta – ad esprimere un parere poco lusinghiero sul modenese. Bettini aveva già dichiarato, sempre prima degli ultimi fatti, che non lo considerava per la Nazionale perché anche se le gambe c’erano, non c’era l’uomo. Andy Schleck si era già premurato di mitragliare dichiarazioni al curaro prima durante e dopo la scorsa squalifica. L’imparzialissimo presidente dell’UCI Pat McQuaid aveva informato il mondo che “la squadra che avrebbe preso Riccò si sarebbe pentita molto amaramente”.
Il ciclismo è spesso sport assai imprevedibile, il mondo del ciclismo lo sta diventando sempre meno (in molti bar l’anno scorso si diceva già fin dall’inizio della stagione che nessun corridore sarebbe stato in grado di battere Contador al Tour, ma che ad ogni modo il Tour 2010 sarebbe stato in qualche maniera scippato al madrileno. Dopodiché…).
E così anche su Riccò tutti sapevano in che direzione tirava il vento, sentivano l’odore elettrico della tempesta che si addensava, solo non si sapeva il modo in cui sarebbe caduto il fulmine: Riccò, dal canto suo, è andato in giro con un’antenna in testa.
Perché mai un presidente dell’UCI dovrebbe fare dichiarazioni su un singolo atleta che ha finito di scontare la sua pena? E un Richie Porte qualsiasi, che forse Riccò nemmeno l’ha mai visto, che cosa mai lo spinge a esprimersi con parole pesanti prima ancora di questi sviluppi, l’amore per l’ordine, la disciplina e la pulizia nel ciclismo o magari il fatto che il suo procuratore sia proprio il figlio dello stesso McQuaid?
Troppe dichiarazioni mirate, telecomandate, missili a ricerca termica che oltre a colpire avvisavano tutti gli altri: quando qui cascherà l’asino, tutti gli avvoltoi si lancino al banchetto.
Di dopati rientrati dopo le squalifiche ce ne sono stati parecchi, qualcuno – come Basso – direttamente in una grande squadra e ammesso senza tante storie a Giro e Vuelta, anzi incensato senza remore. Vinokourov ha ricevuto un bel po’ di improperi, ma nessuno ha minacciato “amari pentimenti” a nessuno. Di Luca, facendo muso duro in faccia alle polemiche, rientra in una squadra Pro Tour. La vicenda doping del simpatico Scarponi è rimossa del tutto, non ne restano nemmeno vaghi echi o allusioni. Riccò non è certo il solo a ricevere un trattamento a muso duro, anche Rasmussen ad esempio non ha vita facile.
Il punto però è che al di là delle squalifiche, spesso già di per sé poco chiare, sussistono dei comportamenti del tutto estranei alla legittimità delle regole che rendono alcuni atleti perennemente sospetti, perennemente banditi. Se per caso salta fuori qualche altro “problema”, è solo una facile profezia che si realizza.

x rm
12 febbraio 2011 15:25 The rider
Caro/a (non si capisce chi scrive...) amico di Zapatero, nella lista dei CAMPEON, ci metterei anche Valverde, l'amico di Birillo, i calciatori di Barcellona e Real Madrid e un famoso tennista spagnolo!!!!
VERGOGNA !!!!

Ponti M.

x rm
12 febbraio 2011 16:14 scatto
rm sei una povera sciocca che si aggrappa ai vetri come quelli che ci girano intorno e vanno domandando agli avvocati come se ne puo' uscire fuori,sono proprio degli ottusi ,non gli e' bastata la lezione quanto agli altri che ci sta girando tutto liscio e' logico che tremano anche loro prima o poi li beccano tutti pero' col contagoccie e non e' giusto si dovrebbero fermare tutti e fra 3 anni si riparte con regole ferree.....ma non sta bene a nessuno allora aspettiamoci altri morti..a fra poco

RM ci sei o ci fai?
12 febbraio 2011 17:54 memeo68
Mi pare che quasi tutti dicano che i colleghi di riccò debbano stare zitti, che la federazione se si guardasse dentro.....,che l'anbiente ciclismo sia diventato un gran marciume, che nessuno abbia la voglia di sporcarsi le mani per ripulirlo MA........ caro/a RM, oltre ad un corso di italiano hai bisogno di uno che ti apra gli occhi e le orecchie perchè il tuo Riccò è si un campione ma solo di scorrettezza!
P.S. come mai nella tua seconda non c’è nemmeno un errore di grammatica? Chi te l’ha scritta?

X THE RIDER. SCATTO
12 febbraio 2011 18:50 RM
Ma SCATTO sei sempre pronto per scattare e sparare imbecilita ,The rider te proprio livelo 0 non comment tempo perso .Comunque Fatte parte di questo sistema ma piu passa tempo e piu non siete credibile il tempo da sempre le riposta alle tue domanda.
La lotta al doping e falsa Si sei tutelato bene ai I soldi non ce problema poi farlo tutto ok .
Qui non a Capito questo e un sciocco .
CONTADOR FORZA EL CAMPEON VERO
RICCO SEI FORTE NON CE SOLO QUESTO AMBIENTE DI BUFFONI PENSA ALLA TUA FAMIGLIA TUO FIGLIO NON CE SOLO IL CICLISMO CORRAGIO CHE TANTI SONO CON TE

12 febbraio 2011 19:00 RM
9. DUE SUPPOSIZIONI SCOMODE
Partendo da questo panorama inquietante, in cui si inserisce la singola tristissima vicenda, dobbiamo avanzare due ipotesi molto scomode.
La prima è che il passaporto biologico funziona dannatamente male, e/o che il Centro Mapei non garantisce un bel nulla: si ha un bel dire che il passaporto non trova perché i corridori si tengono “sempre su” di sangue, quindi con valori stabilmente alti; ma in tal caso avrebbe dovuto allertarsi il Centro Mapei che controllò Riccò (con il metodo della massa di emoglobina) prima della trasfusione, e che invece si giustifica dicendo che Riccò non aveva “ancora” elevato i valori. Senza dire del fatto che Riccò è “passaportato” da un bel pezzo, e che lo strumento si vorrebbe ben più sofisticato che un “su o giù” generale. Così come nel caso di Contador possiamo dire che o Contador è moralmente innocente, e crediamo alla bistecca (ipotesi non meramente peregrina); oppure ci affidiamo all’altra più plausibile via, di una rinfusione ematica con clenbuterolo residuale, implicante però la totale inefficacia del passaporto. Se a ciò si assomma la vicenda di Pellizotti, lo scenario presenta più ombre che luci.
La seconda ipotesi, non alternativa ma anzi aggiuntiva alla prima, è che Riccò oltretutto non sia il dopato perfetto, ma viceversa un dopato imperfetto. Un dopato di basso livello. Anche ammesso che non abbia fatto tutto da solo – il che sarebbe letteralmente il colmo dell’artigianato, un bricolage dagli esiti inevitabilmente infimi – evidentemente i suoi referenti non devono essere poi così fenomenali. Riccò non è povero, ma a quanto pare i suoi soldi non bastano per assicurarsi un’assistenza al doping di alto livello, o chissà non vuole investirci tanto denaro quanto fanno altri, supportati magari dai team, o ancora Riccò è troppo fuori dai giri giusti, è un personaggio sospetto, già noto ai poteri giudiziari ma soprattutto inviso alle alte sfere del ciclismo federale e internazionale. Di fatto, in queste medesime condizioni di rischio, sospetto e ostracismo Riccò lo è da una vita: quindi questo brutto finale di partita dovrebbe paradossalmente suggerirci che confrontandolo con il livello del doping “che conta” il dopato Riccò è… meno dopato degli altri. Non certo per scarso impegno da parte sua in quella direzione, evidentemente, ma proprio perché la sua posizione non doveva essere poi tanto vantaggiosa nemmeno da questo punto di vista.
Se ci pensiamo solo per un attimo ci rendiamo conto che – tornando ai grandi casi eclatanti che hanno segnato gli ultimi due decenni – gran parte delle verità emerse sui metodi di dopaggio più strutturati, avanzati e capillari (e dunque in ultima analisi quelli più determinanti) non sono state frutto dell’antidoping, bensì di altri filoni di indagine esterni al ciclismo, o al più da eventi infausti che però, a differenza di quanto accaduto a Riccò, sono stati tacitati pur nella loro maggiore evidenza. Solo dopo, molto dopo, e per altre strade, ci arrivano le abnormi verità su Moser e su Conconi (per fare nomi simbolici, non per segnare a dito le persone), sulla PDM, sulla Telekom, sulle squadre di Armstrong. Incredibile veder cadere come pere cotte i gregari del texano appena avevano l’ardire di uscire dal magico scudo per farsi capitani. Festina e OP smascherate non certo dai controlli, ma dalle polizie.
Il dottor Del Moral che secondo i testimoni dell’epoca scriveva prescrizioni retrodatate per Armstrong possiede un’intera clinica, se qualcosa va storto i suoi pazienti non finiscono in un pronto soccorso a Pavullo. Saiz collaborava con fior di ematologi che si servivano delle strutture ospedaliere pubbliche, per cui se qualcosa fosse accaduto anche al pronto soccorso stesso, c’era una buona chance che non finisse a referto. Grandi campioni non solo del ciclismo afflitti d’un tratto da malanni inspiegabili sono stati aviotrasportati da una parte all’altra d’Europa per essere curati in ospedali compiacenti.
Perché mai oggi dovrebbe essere diverso? Se come si dice il doping al top level fosse calato, i grandi medici di altissimo livello avrebbero meno clienti, meno fila alla porta, tariffe più accessibili. Non ci sarebbe bisogno di servirsi presso i faccendieri, i farmacisti, i dottorucoli della mutua rintanati nella provincia più provinciale, negli anfratti collinari d’Abruzzo, a Gorgo, tra i capannoni padovani, sull’Appennino.
A quanto pare la favola non dev’essere proprio come ce la raccontano, e – come è sempre stato – nel controllo antidoping o nell’evento infausto finisce per incappare chi vola basso, chi razzola come un pollo nell’aia di campagna, non certo chi si può permettere le ali a reazione, quelle che fan decollare gli asini e scavalcare tanto i colli come i controlli.
Non a caso il succitato Del Moral lavorava fino all’altroieri per la severissima e pulitissima Garmin-Cervélo. Adesso, solo adesso, Vaughters sostiene di aver infine liquidato il corridore Lowe e il dirigente White compromessi con costui non appena scoperto il fatto, ma le pieghe della vicenda suggeriscono semmai che quel corridore – in odore di esser scaricato per motivi di età – abbia provato il ricatto, rivelando la continuità tra l’ormai notorio sudiciume USPostal e il candore a rombi del “nuovo corso”: a quel punto Vaughters avrebbe deciso di salvarsi in corner atteggiandosi a sdegno (incredibile come questi dirigenti altrimenti così attenti siano sempre inconsapevoli di…), e scaricando anche Matt White, colpevole del legame proibito ma soprattutto in trattative con un’altra formazione. Proprio White si è subito consolato, in meno di dieci giorni, con la nomina a responsabile del settore “Professionisti su Strada” dell’Australia, nazione vergine, fiorente di meravigliosi intonsi talenti: non male per uno licenziato sulla base di un motivo siffatto.

RM
12 febbraio 2011 20:39 stargate
Lei è diventato ormai una sorta di superstar di questo sito: scrive, scrive, scrive, come è suo diritto, e molti di noi si prendono la briga di risponderLe, puntualizzare, criticare. Tutto legittimo, finanche interessante, se non proprio bello, ma non si possono supportare le proprie tesi di complotto ricorrendo pedissequamente agli articoli di siti specializzati (il ciclismo.it, nel caso). Lei ha riportato il punto 6., io ho letto tutto l’articolo, che non mi è piaciuto. E’ drammaticamente vero, infatti, che nel ciclismo il doping è ancora diffuso; risponde a criteri di opportunità ed equilibrio la critica a McQuaid che non poteva esprimersi in quei termini nei confronti di un affiliato che aveva scontato la colpa per la quale era stato condannato. E’ vero, ancora, che troppe persone attendevano Riccò al varco, quasi sperando ci cascasse di nuovo, ma ciò che non va è che l’articolo dia la stura a qualche ingenuo o sprovveduto per ipotizzare complotti.
Non sono tra coloro che attendevano il modenese col fucile puntato, anzi: ho polemizzato civilmente con altri lettori che non credevano nella sua “redenzione”, ho criticato l’organizzazione del Giro per non averlo invitato, attribuendosi, al contrario di quanto accaduto con altri, il potere di comminare di fatto un’altra ingiustificata sanzione, una sorta di ostracismo ingiusto. Altresì, non ho apprezzato per niente il comportamento umano di Riccò e del suo procuratore in relazione alla rescissione del contratto con la Flaminia. Detto ciò, siccome non vivo sulla luna, non posso non prendere atto di ciò che è accaduto, e non sminuisce certo le responsabilità di Riccò l’aiuto fornitogli da terze persone. L’ipotesi contenuta nell’articolo del sito succitato, cioè che la notizia possa essere non precisa, in altri termini che la confessione di Riccò al medico (ma lì c’era da salvare la pelle, non fronteggiare un inquirente!) non sia avvenuta, mi pare fantascienza. Se così fosse, sarò il primo a cospargermi il capo di cenere e a chiedergli ufficialmente scusa. Scenario che, però, credo non realizzabile. Chi scrive è garantista, non giustizialista o forcaiolo, ma il jamon lo mangio, non lo uso per foderarmi gli occhi.
Un ultimissimo appunto: chi vive con Riccò non ha ritenuto di porsi domande sul perché di quella sacca di sangue in frigo? Mi pare strano…. (Alberto Pionca – Cagliari)

X RM
12 febbraio 2011 21:24 Vincent
Ho letto quello article sito ciclismo .it ce un Bon travail et bien expliquer tres clair .
E molto chiaro ma purtroppo il sistema e marcio da l interno cosa fare non e facile anche io sono d accordo con te CONTADOR e un campione ma la spagna non e che a fatto bene per la lotta al doping anche Si non e una lotta Vera pero anno un po tropo proteto il sistema loro .

Si continua cosi il ciclismo non ci Sara piu .

RM....qualcosa di inesatto
13 febbraio 2011 08:44 lluca
Quando parli del periodo di "Moser e Conconi", l'emotrasfusione veniva fatta alla luce del sole, dichiarata e tutti ne erano a conoscenza........negli anni a seguire fù vietata.... Quindi il tuo accostamento con le altre vicende mi sembra alquanto inopportuno. "Avresti fatto un bel fiore, ma ci hai c.....o sopra. Scusa ehhh !!!!. Luca Luman

X stargate
13 febbraio 2011 10:59 RM
La TUA analisa del problem non e del tutto sbagliato ma di dire che io Vivo Sula Luna stai esagerando non io Vivo su la Luna come dice te e per questo che dico e confermo che il sistema e marcio e corroti .
Il jam on e ottimo va bene per la saluta ,parliamo di cose serie perche tanta gente sono stuffi che il ciclismo deve pagare per tutti altri sport che ridono e il sport il piu controli bisogna dirlo anche questo vorrei vedere il calcio con ADANS pasaporto biologico ,ritornamo al ciclismo questo e un sito che parla di bici ,per me e non sono unico di pens are cosi RICCO e il sospeto ideal da Suo ritorno non anno smeso di dire che non era possibile e tante altri imbecility del genere tutti BETTINI contro UCI che facevano minacia a chi voleva lavorare con RICCO organizzatore del GIRO che non convoca la squadra Flaminia per ce RICCO sono tante exempio contro.
Cancellara che ce crede il boss del gruppo e parla contro fa la morale ma chi e lui chi Si crede di essere il gruppo che condana e fan no peggio di lui e contro questo che io non ci sto io come tante voce che oggi dicono bast a di questo gruppo di buffoni .

Facciamo un exempio Alberto .
Adesso commincia il GIRO TOUR VUELTA 
Al posto di una festa tappa di montagna gli organizzatore trovano 
Tifosi fans gente incazzate contro il gruppo di buffoni 
Cosa sucede ?

E credimi che po sucedere questo.
Vedrai bello spetacolo ci saremo noi contro questo sistema marcio 
La protesta crece ogni giorno in piu questa Volta non faremo come niente e success in memoria al GRANDE PANTANI .

CONTADOR EL CAMPEON VIVA 
Sistema marcio e false non gruppo di falsi 

x RM
13 febbraio 2011 13:11 Andy77
Senza parole. Risparmiaci.
Vorrei un commento ufficiale del Signor Procuratore e del Signor Addetto stampa.

X RM "PATETICO"
13 febbraio 2011 14:45 ale63
STAI DAVVERO FARNETICANDO, TI CONSIGLIO DI CONSULTARE UN MEDICO MA DI QUELLI BRAVI.... ALE

Fine dei giochi
13 febbraio 2011 14:57 memeo68
Una vecchia canzone di Bobby Solo diceva: Non c'è più niente da fare........ ma è stato bello sognare........
Ecco, per me il sogno è stato sperare che questo mondo si guardasse dentro e si ripulisse per davvero. Anch'io guardavo agli altri sport con disprezzo, ece ne sarebbe tanto da dire, ma è il nostro che oggi non se ne vuol tirare fuori.
E allora basta, questi signori che si bevono una sacca di sangue come fosse coca cola, quelli che fanno i "soloni" paladini della pulizia solo a parole per non parlare di UCI,FCI ecc. ecc., non si meritano più il mio tempo.
Buon giro in bici a tutti

ULTIMAMENTE I MIEI INTERVENTI NON VENGONO PUBBLICATI.......SARA' LA VOLTA BUONA?
13 febbraio 2011 15:09 jaguar
X stargate….ed anche per RM
Sono d’accordo con tutto quello che tu dici, anche io ho combattuto aspramente contro i giustizialisti di questo blog che ironia della sorte erano più accaniti prima che ora che il patatrac è stato fatto.Ho difeso non Riccò, del quale non me ne frega nulla, ma il suo diritto, dopo la giustissima e sacrosanta squalifica, ad essere trattato come tutti gli altri ciclisti incappati nel doping.Ma ahimè così non è stato per cui gli altri, anche sui giornali, erano trattati in guanti bianchi Basso in primis e per i quali sembra che la colpa sia stata rimossa e che ora siano loro le vittime. Riccò, invece, ha avuto un trattamento molto ma molto diverso ed è stato bastonato in ogni momento da tutti ed anche addirittura da Mc Quaid ( che mandava messaggi in codice ovvero allusivi tanto è vero che un giornalista ha risposto alle sue argomentazioni dicendo se lei sa dica tutto chiaramente e non faccia il mafioso), da Bettini e da Di Rocco che avrebbero dovuto assumere un altro atteggiamento proprio in virtù del loro ruolo. Ora tanti corridori si sono espressi contro di lui, tutti santi ma Cancellara nella passata primavera mi pare che anche lui era stato chiacchierato un bel po’, e Pozzato tanto moralista perché non si indigna anche con Di Luca che ora corre nella sua stessa squadra?Alla tua chiara e serena disamina bisogna aggiungere doverosamente che Riccò è un immenso “ imbecille” perché sapeva benissimo che era nel mirino ed atteso al varco e non aver fatto tesoro dell’allucinante esperienza francese è la chiara dimostrazione che qualche “rotellina” nel suo cervello non è proprio al posto giusto.E la cosa è ancora più grave perché, e questo lo ha certificato il povero e grandissimo Aldo Sassi, i suoi mezzi fisici sono eccezionali tali da farlo considerare da lui stesso, che di campioni se ne intendeva, un campione eccezionale nel vero senso della parola…….ma si sa che madre natura dona a questa gente tanto ma poi gli toglie la cosa più importante ovvero “il cervello”. Detto questo consideriamo proprio questo aspetto ed i conti non tornano e qui devo dire che forse RM tutti i torti non li ha nel sostenere le sue tesi. Sicuramente è vero che chi ha i soldi ha tutto quello che può avere a disposizione, mezzi sofisticatissimi,avvocati di grido, amicizie e complicità ad altissimo livello.Non mi spiego, inoltre, perché beccano ai controlli sempre corridori di fascia medio bassa se non bassissima e perché quando qualche corridore vuota il sacco ( vedi Landis, Khol, Simeoni, lo attaccano fino a distruggerli? Eppure questi signori parlano e dicono particolari talmente precisi che dovrebbe essere un gioco da bambini verificare…… e perché tutti fanno finta di nulla? E perché Mc Quaid ha preso in regalo 100.000 dollari da Armostrong quale contributo per la lotta al doping ? E’ come se il capo dei capi della mafia regali qualche milione di euro al nostro governo per far fare una lotta senza quartiere alla mafia .!!!!Ma per favore!!!!! E perché il figlio di Mc Quaid fa il manager di importantissimi ciclisti?Se qualcuno ha la possibilità di parlare con addetti ai lavori dell’ambiente il loro argomentare è perentorio: “lo fanno tutti” ed infatti il povero Anquetil diceva fare il ciclista è durissimo e senza un aiuto non si possono fare tutte queste gare ed i grandi giri e chi afferma il contrario è in malafede….questo lo diceva Anquetil. Il giro di affari del doping è enorme e chi si mette contro il sistema è un uomo morto così è successo a Pantani che denunciava la pratica del doping di tutti i corridori del gruppo e gli rodeva che lui ,che già da bambino era stato sempre uno scalatore eccezionale, era staccato da gente che senza l’aiuto erano delle emerite mozzarelle!!!! E vogliamo considerare che Riccò è stato non solo uno dei pochi corridori che ha confessato le sue colpe ma, e questo è un particolare importantissimo , ha collaborato ed ha fatto i nomi ( tanto che gli hanno ridotto la pena) e questo “la gentaccia” del doping non lo può accettare altrimenti la festa finisce.Ed infine , e con questo non voglio giustificare nessuno, ma tu hai visto mai un moribondo che parla? Io no!!!!!! Ed ammesso che il moribondo caso unico ha parlato ma perché il medico non ha applicato la legge sulla privacy? Ti voglio anche far notare che i giornalisti mai e poi mai svelano la fonte ed il prete non divulga i peccati detti in confessione.Ed inoltre mi pare che fino ad ora hanno parlato tutti ma proprio tutti è stato fatto già il processo e la sentenza di morte ma non ho ancora sentito una parola detta da Riccò. Che non poteva non sapere ed immaginare che era nel mirino.Come vedi di argomentazioni ce ne sono fermo restando che quello che ha fatto è gravissimo e senza spiegazione e dimostra ancora una volta che la mamma degli imbecilli è sempre incinta.E non mi trattate male RM che è straniero e non sa la nostra lingua.


X jaguar parole VERO
13 febbraio 2011 20:11 RM
Andy e company e vostro diritto di non avere la stesa idea di me e di replicare e normal e questa la democrazia ma dove state al paese republica DELLE banana e tutti devono essere in accord con il sistema ma non serve e tempo perso .e meglio parlare di ciclismo VERO .
RICCO E SCOMMODO AL SISTEMA MA NON IDIOTA COME VUOLE FARE CREDERE IL CANCELLARA CHE SI CREDE IL BOSS E PARLA AL NOME DEI BUFFONI E FALSE COME LUI

Non serve fare scritte avete Capito come la penso e dico e confermo che noi perche non sono solo vedrete perche la protesta piu fa piu diventa grande Apuntamento nelle tappa di montagna .
FORZA RICCO NON SEI SOLO FORZA CONTADOR NON SEI SOLO SIAMO CON TE

X RM AI RAGIONE
13 febbraio 2011 21:46 Vincent
Si e VERO la protesta arriva a dirritura in FRANCIA Si parle di tifosi Italiani e Spagnolo che vorebbero disturbare le tappa di montagna in protesta al gruppo doveva arrivare dopo anni di scandali e ipocrezia e dopo le dichiarazione di ex pro anno meso olio sul Fuoco .
Vedremo .
E vedere come anno sparato su RICCO il gruppo e una vergogna che falsi .

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