L'Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani è stata fondata nel 1946 e da allora tutela e valorizza l'atleta professionista. Da 80 anni è volta al rispetto, all’integrazione, alla partecipazione di una categoria che è stata la prima in assoluto in Italia a riconoscersi in un sindacato, modello da cui hanno preso forma tutte le altre associazioni di lavoratori dello sport nazionale.
Per celebrare un traguardo così importante, ACCPI ha raccontato la sua storia e il suo presente con un libricino da collezione che domani gli appassionati potranno avere tra le mani alla Milano-Sanremo, la prima classica Monumento della stagione. Presentata come da tradizione alla vigilia della Classicissima, la preziosa pubblicazione realizzata con la direzione artistica e il supporto grafico dell'agenzia Jonny Mole, è ancora più ricca del solito proprio per festeggiare questo compleanno speciale.
Il Vademecum ACCPI 2026 in copertina presenta i volti delle campionesse e dei campioni che hanno fatto la storia del ciclismo italiano e di coloro che sono stati protagonisti di tante lotte sindacali, che hanno portato al riconoscimento di diritti una volta non garantiti ai lavoratori del mondo delle due ruote. Da pionieri come Gino Bartali, Fausto Coppi e Alfonsina Strada agli attuali protagonisti del ciclismo mondiale su strada come Elisa Longo Borghini, Filippo Ganna e Jonathan Milan passando per i presidenti che hanno guidato l'assocorridori fino a oggi, non manca nessuno dei simboli di una storia che compie 80 anni ma è ancora tutta da scrivere.
«Leggere il mio nome dopo quello di Cino Cinelli, Fiorenzo Magni, Ercole Baldini, Angelo Lavarda, Alcide Cerato, Alvaro Crespi, Marco Cattaneo, Enrico Ingrillì e Amedeo Colombo mi fa sempre un certo effetto. Ripercorrere la storia del sindacato, ammirare foto in bianco e nero in cui compaiono i miti del nostro sport e vederle a fianco a eccellenze che sono ancora tra noi e si danno da fare per i nostri associati è una vera emozione - commenta il presidente ACCPI Cristian Salvato. - Il Vademecum di quest'anno è unico: vuole rendere grazie a chi ha reso l'associazione quello che è oggi e spronarci a fare sempre meglio per i corridori di domani. Sulla quarta di copertina c'è un appello alla sicurezza stradale che invita al rispetto del codice della strada e del metro e mezzo per il sorpasso sicuro del ciclista. I rischi in allenamento sono l'urgenza più sentita da tutti noi e chiunque usa la bicicletta».
Oltre a una sezione celebrativa, in cui compaiono foto di riunioni a cui hanno partecipato fuoriclasse come Felice Gimondi, Marco Pantani, Alessandra Cappellotto, Giorgia Bronzini e Vincenzo Nibali, il Vademecum ACCPI di quest'anno colleziona tutto quello che c’è da sapere sul movimento tricolore, a partire dai faccini dei singoli ciclisti e cicliste della massima categoria, accanto ai quali è riservato uno spazio per il loro autografo. Utili per addetti ai lavori e tifosi le sezioni dedicate a squadre, calendari, regolamenti, organizzatori, istituzioni nazionali e internazionali.
L'unico testo ufficiale del mondo del ciclismo italiano è già sfogliabile sul sito www.accpi.it. Domani potrete riceverne una copia in formato cartaceo a Pavia alla partenza della Milano-Sanremo o a Genova, dove scatterà la Sanremo Women. Buona lettura e lunga vita ACCPI.
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