Il profunoi di corsa rosa nell'aria, la voglia di grande ciclismo e di conoscere più da vicino la storia di un territorio e della sua epopea a due ruote. Sabato scorso nel teatro Gian Giacomo Arrigoni di San Vito al Tagliamento (PN) è stato presentato il libro “La campana dell’ultimo giro – 1897-1947 cinquant’anni di ciclismo eroico a San Vito al Tagliamento” a cura di Severino Danelon coadiuvato da Cesare Benvenuto e da Marcello Bolletti.
Nel corso della presentazione anno preso la parola il vice sindaco Giacomo Collarile, l’assessore alla cultura Andrea Bruscia, il referente Gruppo FAI di San Vito al Tagliamento Giacomo Matarrese, il presidente del Pedale Sanvitese Lorena Paola Zancan. La presentazione a cura dello storico dell’arte, nonché ciclista amatoriale, Giancarlo Pauletto.
Una proiezione di immagini d’epoca ha sintetizzato il contenuto del libro.
Erano presenti in sala la signora Liliana Bernava figlia del corridore Corrado morto nel 1941 per ferite riportate in Grecia, e Corradino Corradini figlio del corridore Cesare e nipote dell’omonimo Corradino, promessa del ciclismo friulano, morto nel 1934 a soli diciotto anni.
Teatro gremito, serata riuscita
IL LIBRO. LA CAMPANA DELL’ULTIMO GIRO con il sottotitolo 1897-1947 Cinquant’anni di ciclismo eroico a San Vito al Tagliamento, è la ricostruzione dettagliata, ricca e fedele a cura di Severino Danelon, appassionato ricercatore di realtà della zona, sanvitese doc, che si è avvalso della paziente e competente collaborazione di un gruppo d’appassionati locali con il loro fattivo apporto.
È sì un racconto ciclistico, ricco di capitoli d’interesse soprattutto locale ma – è da sottolineare – la rappresentazione – con parole e molteplici immagini suggestive – della storia di primordine, usi e costumi di San Vito al Tagliamento
Non solo pedali ma rappresentazioni di realtà storiche in un territorio di specifica passione per le due ruote. E l’immagine di copertina e controcopertina raffigura sanvitesi e friulani DOC, corridori di buon valore con la carriera stroncata da incidenti, malattie ed eventi bellici. Per loro e per il movimento ciclistico Sanvitese la campana suona ancora e suonerà sempre nel ricordo.
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