D'Onofrio: «Credetemi, le trasfusioni sono un'epidemia diffusa»

| 11/02/2011 | 16:36
«Stavo solo aspettando che si verificasse una cosa del genere...» . Il professor Giuseppe D’Onofrio parla del caso di Riccardo Riccò con il tono pacato dell’ematologo, non certo con quello magari un po’ cinico del tifoso da bar: «E infatti adesso spero che questo episodio così grave valga più di cento perizie: dovrebbe costringere gli atleti a fare un passo indietro. Perché quella delle trasfusioni è un’‘‘ epidemia’’. Una pratica diffusissima» . I risultati dei primi test clinici effettuati sul modenese avvalorano l’ipotesi della trasfusione. Ma se Riccò per alcuni è una specie di kamikaze (fu il primo positivo all’Epo Cera, al Tour 2008) e per altri un «ragazzo malato dentro» , di sicuro non è l’unico ad aver fatto ricorso all’autotrasfusione. Anche se in 25 anni di premiato servizio della pratica dopante più diffusa i casi limite come quello del modenese sono stati rari: «Quello che colpisce — continua D’Onofrio — è la dimensione molto artigianale di quello che ha fatto Riccò. Non mi riferisco alla reinfusione, che è una pratica tutto sommato banale. Ma alla conservazione del sangue nel frigorifero di casa. Altre vicende ci avevano abituato a un grado di organizzazione ben diverso» . Nel laboratorio madrileno di Eufemiano Fuentes nel maggio 2006 furono trovati macchinari per il trattamento del sangue disponibili all’epoca solo negli Stati Uniti. Le immagini della «fabbrica» di Eufemiano, che fatturava fino a quattro milioni in nero all’anno, sono eloquenti: decine di sacche piene, ciascuna col suo nome in codice. Da riutilizzare, nel caso dei ciclisti, durante Giro e Tour. Nei verbali dell’inchiesta Coni (una squalifica di 18 mesi), Michele Scarponi, tra i favoriti al prossimo Giro d’Italia, racconta come funzionava il sistema, quando i prelievi non venivano effettuati alla casa madre: «Nell’aprile 2006, avendo accettato di sottopormi al trattamento emotrasfusionale, il Kalc (l’assistente di Fuentes, ndr) mi diede appuntamento in una località vicino a Trieste. (...) Ci siamo incontrati in un parcheggio (...). Sulla sua auto mi accompagnò oltre il confine sloveno in una località di cui non so il nome, a un’ora e mezza dal confine. Lì salimmo nell’abitazione di un medico sloveno, di cui mi fa fatto anche il nome, anzi mi fu mostrato, dietro mia richiesta, il tesserino medico. (...). Rimanendo nel salotto della sua abitazione mi fece un prelievo di sangue che fu immesso in una sacca di plastica che il dottore stesso mise in un contenitore termico. Non so cosa fu fatto di questo sangue» . Il passaggio successivo, quello dell’utilizzo delle sacche in gara, lo ha spiegato bene Bernard Kohl, terzo al Tour 2008, positivo al Cera come Riccò e tra i grandi pentiti del ciclismo. Lui faceva capo al laboratorio austriaco Humanplasma: «Il mio manager ha fatto tre viaggi dall’Austria, mettendo le sacche di sangue ogni volta nel bagaglio registrato, già scongelato. Le trasfusioni si facevano tra le 18 e le 20, per massimo 20 minuti. Le facevo sempre 48 ore prima delle tappe cruciali. In quel Tour ne ho fatte tre da mezzo litro» . Da allora la battaglia dell’antidoping si è evoluta: il radar del passaporto biologico (l’insieme dei dati raccolti dopo i controlli del sangue) «vede» le manipolazioni. E al Tas sono in discussione diversi casi, tra cui quelli degli italiani Caucchioli e Pellizotti, incentrati proprio su presunte trasfusioni. Il fronte però non è solo quello del ciclismo o dello sport agonistico. Nelle ore in cui Riccò combatteva contro i danni quasi mortali di una trasfusione sbagliata, a Este (Padova) andava in scena il processo a carico del dottor Enrico Lazzaro: tra i suoi assistiti è implicata (assieme ai genitori) anche S. G., nuotatrice minorenne all’epoca dei presunti interventi dopanti, sottoposta all’ozonoterapia nel laboratorio del medico. La cosa importante è che il Tribunale del Coni si sia già pronunciato sul caso, creando un precedente fondamentale: Lazzaro, «imputato della pratica di metodi proibiti previsti dalle Lettere M1, M2 della Lista allegata al codice Wada» è stato inibito a vita. Il dottor Alberto Lugli della Carife Volley, già medico della Federazione hockey e pattinaggio (sezione rotelle artistico) della Spal, verrà invece giudicato dall’antidoping del Coni nelle prossime settimane. Nel frattempo la federazione dei medici sportivi lo ha squalificato per sei anni per violazione del codice etico, dopo che il medico aveva proposto una trasfusione (ed effettuato un’infusione per flebo) a un tesserato, poi rivelatosi anche un giornalista molto sensibile al problema. Sul suo sito il dottore (che non è certo l’unico su piazza) pubblicizza ancora le sue «specialità» , tra cui ozonoterapia e autoemoinfusione. Perché di Riccò ce n’è uno. Ma l’emergenza-sangue è molto più ampia.

da «Il Corriere della Sera» del 11 febbraio 2011 a firma Paolo Tomaselli
Copyright © TBW
COMMENTI
niente di nuovo sotto il sole.
11 febbraio 2011 18:24 fbandini
non è una novità. e più vomitevole della vicenda riccò è la reazione del gruppo...

Semplice giornalismo? O dichiarazioni importanti?
11 febbraio 2011 18:56 trentiguido
Dopo queste dichiarazioni mi sembra di capire che ci sono sospetti o prove di altri atleti che utilizzano queste pratiche in gruppo?......Ma stiamo parlando del gruppo che ha condannato lo stesso Riccò? Vuole dirci che fra i corridori che l'hanno criticato aspramente, quasi insultato ci sono possibili sospettati che usano gli stessi metodi?......Le faccio una domanda che a dire il vero poteva fare il giornalista che l'ha intervistata, e che non è poi così difficile rispondere. Può provare le sue dichiarazioni Dott. D'Onofrio?..... O è SI....e ci prova questa teoria!!!!! O è NO e deve dire che può solo Immaginare o fare una sua personale supposizione della situazione attuale del ciclismo?! Quale delle due risposte è quella VERA?....Sà per molti genitori la sua risposta è molto importante!!!....Anche le sue dichiarazioni lo sono, perchè possono essere un danno all'immagine del CICLISMO se non PROVATE. Vediamo se la F.C.I prenderà provvedimenti, o una posizione in merito. Attendo una risposta concreta!!!.......Grazie buona serata. guidotrenti.it

sig. trenti, su...
11 febbraio 2011 19:31 fbandini
basta leggere i vari siti, talvolta tra le righe, le confessioni di chi è fuori, un po' di immaginazione, l'indizio matematico per cui, siccome la differenza che fa il doping "moderno" è abissale, certe positività non colpiscono solo l'imputato ma si estendono giocoforza a quelli che gli stanno attorno (in classifica, dico.) Questo su un piano generale. E' un'idea che chi segue questo sport dovrebbe farsi, credo. Indizi, non prove, ma indizi forti. Solo che sulla base di indizi non si può condannare nessuno.

Quindi.....
11 febbraio 2011 20:08 trentiguido
Bene quindi sulla base di SOLI INDIZI non scoraggiamo quei pochi giovanissimi e quelle società, già in difficoltà, che cercano di insegnare che si può fare CICLISMO in maniera SANA!!!! Gli INDIZI lasciamoli per le riunioni fra Dott. e presunti Dirigenti ed ESPERTI di questo SPORT!!!!!! E qui cerchiamo di raccontare fatti concreti e il CICLISMO PEDALATO!!!!!!! Giusto per non creare confusione.!!!!! guidotrenti.it

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Un lungo e appassionante braccio di ferro tra i battistrada e il gruppo: è stato questo il filo conduttore dell’edizione 2026 della Bredene Koksijde Classic, corsa belga di categoria 1.Pro disputata su 203, 4 km da Oostende a Koksijde. A...


Nel ciclismo moderno, la sicurezza resta uno dei nodi più complessi e controversi. Nonostante i progressi tecnologici e organizzativi, un problema continua a emergere con preoccupante frequenza: il tempo che intercorre tra una caduta e l’intervento dei soccorsi. Un gap...


La stagione di Mathieu Van der Poel è iniziata nel migliore dei modi ma l'olandese è pronto a migliorare ancora. La Milano-Sanremo per l’olandese è una corsa unica e straordinaria e domani potrebbe conquistare per la terza volta la Classicissima...


Corsi e ricorsi parlando di corse. Franco Polti è lì, con la sua energia bambina, con gli occhi sognanti che brillano per l’emozione. Al suo fianco la moglie Teresa e Francesca, la figlia nonché Ceo dell’azienda del vapore e del...


Ieri, 19 marzo, presso la sede di Mapei in viale Jenner a Milano si è tenuta l’anteprima de “Il cuore della corsa”, il film di Paolo Bettini prodotto da Rai Documentari e diretto dal regista Francesco Castellani. Un racconto di...


Non sono esattamente ore tranquille quelle che sta vivendo Remco Evenepoel. Volato sul Teide a inizio marzo per svolgere un ritiro in quota, il belga della Red Bull-BORA-hansgrohe si trova infatti attualmente bloccato sul vulcano delle Canarie a causa...


Elisa Longo Borghini non sarà al via della Milano-Sanremo Women. UAE Team ADQ annuncia che, a causa di una malattia virale con infezione delle vie respiratorie superiori sviluppatasi durante la notte, la campionessa italiana Elisa Longo Borghini non potrà prendere il...


Una splendida giornata di sole a Lazise, sulle sponde del Lago di Garda, ha fatto da cornice allo shooting della Autozai Contri. Guidati da patron Nicola Vighini, dal presidente Filippo Padovani e dal team manager Fausto Boreggio, i ragazzi del team...


È un forfait non di poco conto quello che la Visma Lease a Bike si trova costretta a mandar giù a poche ore dalla Milano-Sanremo 2026. La formazione giallonera, infatti, nella Classicissima di domani dovrà fare a meno di...


L'Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani è stata fondata nel 1946 e da allora tutela e valorizza l'atleta professionista. Da 80 anni è volta al rispetto, all’integrazione, alla partecipazione di una categoria che è stata la prima in assoluto in Italia...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024