Donoratico, le voci dei protagonisti

| 05/02/2011 | 21:51
Sul traguardo del 16°Gran Premio Costa degli Etruschi è accaduto qualcosa che inevitabilmente porta a meditare circa le stranezze (??) del destino. Lo scorso anno la classica di Donoratico fu l’ultima gara seguita in vita da Franco Ballerini, che il giorno dopo, il 7 febbraio, trovò la morte nel rally di Larciano. Ebbene a vincere il GP Costa degli Etruschi, giusto 12 mesi dopo la scomparsa dell’indimenticabile CT dei record, è stato il veronese Elia Viviani nato – ed è una circostanza che fa davvero rabbrividire – il 7 febbraio del 1989…
Il giovane campioncino in erba della Liquigas si gode comunque la prima vittoria dell’anno: «Dopo il Tour Down Under, dove il mio migliore piazzamento è stato un quarto posto nonostante il gran lavoro svolto in mio favore da Fabio Sabatini nelle volate, non ho più gareggiato ma con la pista mi sono tenuto in allenamento e oggi ho finalizzato al meglio il grande lavoro svolto da Sagan e dai miei meravigliosi compagni di squadra».
Uno scattista puro, che viene dalla pista e che ha come traguardo le Olimpiadi di Londra 2012: «Sono un velocista un po’ atipico, non mi piacciono troppo le volate a ranghi compatti e ritengo di assomigliare a Tom Boonen anche perché le corse belghe mi piacciono parecchio: peccato che nel 2011 probabilmente disputerò soltanto la Tre Giorni di La Panne, da quelle parti. Vinco su strada ma devo molto alla pista, alla quale mi sono dedicato fin da Esordiente. Gli australiani ci hanno dimostrato come la pista sia l’ABC del ciclismo e credo che questo importante messaggio cominci ad essere recepito anche in Italia, poiché vedo in netto aumento il numero degli stradisti che frequentano con assiduità il velodromo di Montichiari. Da 1 a 10 do il voto di 8 alla pista nella formazione tecnica di un ciclista. La mia specialità prediletta è l’omnium e le Olimpiadi di Londra 2012 sono il mio obiettivo più stimolante».
Dopo le due imminenti gare indiane su strada di Mombay, Viviani gareggerà a Manchester nella tappa di Coppa del Mondo su pista, quindi nel Tour della California, mentre nel suo carnet stagionale non figura il Giro d’Italia. Tornando alla corsa di Donoratico ecco le altre interessanti considerazioni della freccia di Isola della Scala: «Ho sviluppato una velocità pari a 1320 watt, ma al Tour Down Under avevo raggiunto anche i 1520 watt. Temevo Belletti e Ferarri, che ho visto andare molto bene in salita, ma grazie a Sagan e nonostante una sua piccola indecisione, ho vinto nettamente». Sono solo due i suoi hobbies: il cinema e il tennis (praticato).
Sul podio di Donoratico appare molto soddisfatto anche l’idolo locale (è di Venturina, un paese distante soltanto una quindicina di chilometri da Donoratico) Elia Favilli, che con il 3° posto odierno ha regalato un sorriso a patron Giuliano Baronti e allo staff del team Farnese Vini-Neri Sottoli.it, in primis ad Angelo Citracca e a Leonardo Scarselli. A festeggiarlo anche la compagna Chiara (che sposerà il 23 ottobre di quest’anno) e il figlioletto di due anni, Emanuele: «E’ stato un piazzamento del tutto inatteso, anche perché a poco più di mille metri dall’arrivo ho imboccato l’ultima curva in una penalizzante trentesima posizione…Non so nemmeno io come ho fatto a rimontare, anzi, senza il mio compagno di squadra De Negri forse non sarei riuscito ad arrivare terzo…E’ stato un finale difficile, tutti volevano prendere le ruote degli atleti della Liquigas e io volevo curare Viviani ma non mi è stato possibile».
Nel derby con il conterraneo e rivale Diego Ulissi, Favilli ha dunque segnato un primo punto a suo favore: «Devo però dire che tra noi non esiste più quella rivalità accanita che c’era nelle categorie inferiori, anzi, spesso ci alleniamo insieme…».
Qualcuno dice che questo ragazzo estroverso e determinato assomigli molto al suo capitano, Giovanni Visconti: «Magari…Mi basterebbe riuscire a fare anche soltanto la metà di quello che ha fatto finora Giovanni. Lo ammiro parecchio e paragonarmi a lui è un complimento che apprezzo moltissimo».
Stefano Fiori
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