Federciclismo e Procura Antidoping del Coni lavorano insieme

| 16/11/2010 | 18:36
Il Presidente della Federazione Ciclistica Italiana Renato Di Rocco e il Procuratore della Federciclismo Gianluca Santilli,  hanno incontrato oggi il Procuratore capo antidoping del CONI Ettore Torri, come concordato tra i vertici del CONI e la FCI nella riunione del 7 ottobre u.s.. Nel corso dell'incontro sono state analizzate diverse problematiche legate all’attività antidoping alla luce della vigente normativa nazionale ed internazionale, individuando alcune possibili soluzioni delle quali si faranno portatori nei confronti degli Organi competenti. Allo stesso tempo, pur nel rispetto dei ruoli e delle competenze tra i diversi soggetti, si intensificherà  l’attività di collaborazione per contrastare il fenomeno del doping. Da parte sua il Presidente Di Rocco ha confermato il pieno impegno della  Federciclismo e suo personale per favorire la lotta agli illeciti sportivi e l'educazione, in particolare dei giovani atleti, e di continuare,  in accordo, con il CONI l'azione per uniformare le procedure antidoping in tutto il mondo sportivo.
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COMMENTI
16 novembre 2010 23:01 froome
Di Rocco si è già dimenticato di quanto ha detto il santo procuratore Torri sui ciclisti? Il ciclismo è messo male, con questo presidente è messo peggio.

NOTIZIA FERALE.......
16 novembre 2010 23:40 renzobarde
...perchè è pia illusione pensare che con Di Rocco di mezzo si possano fare i veri interessi del ciclismo . Con lui solo apparenza, vuotezza di idee, esibizionismo, specchi per le allodole ovvero per i creduloni che abboccano....E antidoping all'acqua di rose. Auspico che Torri vada per la sua strada con la fermezza che ha finora avuto e la serietà che lo contraddistingue. Renzo Bardelli

Cosa vuole il mondo del ciclismo.
17 novembre 2010 12:15 cyrano
Il presidente di Rocco dovrebbe governare il ciclismo e rappresentare verso l’esterno le richieste delle varie componenti del movimento ciclistico nazionale.
Dalla lettura di questo comunicato, emerge chiaramente che il Presidente non ha ben chiaro quanto chiedono i suoi rappresentati, mi sembra quindi necessario ricordarglielo:

1 – Siamo ancora in attesa delle scuse del Procuratore Torri per le sue dichiarazioni infamanti.

2 – Vogliamo che qualcuno (perché non lei che ci dovrebbe rappresentare?) solleciti il Prof. Annnibale Marini, affinché verifichi se le dichiarazioni di Torri siano in contrasto con il Codice di Comportamento Sportivo, ed eventualmente lo sanzioni, in maniera adeguata alla gravità delle affermazioni, ed al ruolo ricoperto.

3 – Vogliamo sapere perché il Procuratore Torri sul caso Pellizotti ha nominato come suo perito il Prof D’onofrio, ponendolo in palese conflitto d’interesse.

4 – Attendiamo impazientemente il giorno in cui:
un ciclista convocato dalla PNA sia tranquillo, perché certo di essere trattato come Cannavaro;
o un calciatore sia preoccupato perché può essere trattato come Caucchioli. (si chiama equità)

5 – Pretendiamo che la Procura non si opponga ulteriormente alle richieste di chi, nel suo pieno diritto, chiede una pubblica udienza davanti al TNA, perché vogliamo una Procura che non abbia nulla da nascondere.

6 – Pretendiamo il rispetto della privacy degli atleti, e vogliamo sapere da dove vengono fuori i valori del passaporto biologico di alcuni atleti, che sono stati pubblicati da organi di stampa.

7 – In sostanza vogliamo una PNA onesta ed imparziale, e riteniamo di poterla avere solo con un nuovo Procuratore.

8 – Vorremmo infine un Presidente Federale che si impegni per quelle che sono le priorità del ciclismo, e ponga per un momento le sue personali in secondo piano.

Non pretendiamo che Di Rocco faccia ciò che il ciclismo gli chiede, è legittimo che lui abbia un punto di vista diverso e non se la senta di rappresentare queste richieste.
In questo caso, non ha che da rassegnare le proprie dimissioni:
nessuno gliene vorrà.

Cyrano

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