| 09/11/2010 | 08:58 «È un passaggio normale, ce lo aspettavamo». Ostenta tranquillità Jacinto Vidarte, portavoce di Alberto Contador, commentando la notizia dell'apertura di una procedura a carico del corridore madrileno. «Ora tocca alla Federazione Spagnola decidere, ma questo procedimento permetterà ad Alberto di presentare tutti i documenti che provano come sia stato vittima di una contaminazione alimentare». Non sarà comunque un'impresa semplice, visto che l'Uci ha lasciato aperta la porta ad altre quattro ipotetiche soluzioni: assunzione di un integratore contaminato, assunzione di microdosi di clenbuterolo, assunzione di cibo contaminati, trasfusione. Proprio su quest'ultima ipotesi e sulla presenza di ftalati (piccole particelle di plastica) nel sangue di Contador si giocherà una delle battaglie più importanti di questo caso.
L'importante è che si arrivi in breve tempo alla colpevolezza o all'assoluzione senza che ci siano dubbi
CERTEZZA
9 novembre 2010 14:21foxmulder
Certezza: molecole di clenbuterolo nelle urine. Un nostro corridore, mi pare Colò, per questo si è beccato un anno di squalifica. Punto. E lui la carne l'ha mangiata in Messico dove l'utilizzo del clenbuterolo in zootecnia è consentito. Ripunto.
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