Per i Verdi è allarme doping, e Cortiana attacca Manu Di Centa
| 22/06/2005 | 00:00 Ventitremilaseicento confezioni di anabolizzanti sequestrate dai Nas nel 2000, oltre 988 mila nel 2004. Numeri indicativi per illustrare un fenomeno in crescita esponenziale, quello del doping nello sport. Fenomeno che non investe solo il mondo del professionismo, ma che si allarga a macchia d'olio a quanti praticano l'attivita' sportiva a livello amatoriale. Per questo, dai Verdi giunge un disegno di legge di modifica alla cosiddetta 'legge antidoping', la 376 del 2000. ''Una legge fondamentale - ha sottolineato il Senatore Fiorello Cortiana, segretario della VII Commissione Cultura e Sport del Senato e primo firmatario del ddl - che ha avuto il merito di trasformare il doping da truffa sportiva in illecito penale e quindi reato, Ma una normativa che va opportunamente integrata con lo specifico riferimento al termine 'amatoriale', per tutelare la salute non solo degli atleti professionisti, ma anche dei dilettanti che praticano sport per pura passione e divertimento. E obiettivo della modifica sara' anche quello di regolamentare, oltre allo spaccio e all'utilizzo, anche la detenzione di sostanze vietate''. Che il doping nel mondo del professionismo sia solo la punta dell'iceberg e' convinto anche il comandante dei Nas, il generale Emilio Borghini. ''Dal 2001 al 2005 i nostri interventi si sono moltiplicati - ha detto Borghini - Merito dell'introduzione della legge 376, che favorisce il lavoro delle forze dell'ordine, ma segno anche di una preoccupante diffusione del doping che investe sempre piu' il mondo delle palestre e coinvolge nei traffici di sostanze dopanti professionisti del settore farmaceutico''. In chiusura, il senatore Cortiana ha lanciato una frecciata al Coni, per la nomina a vicepresidente di Manuela Di Centa (nella foto), coinvolta nell'inchiesta sul laboratorio di Ferrara del professor Conconi. ''La recente nomina di Manuela Di Centa a vicepresidente Coni non e' buon esempio - ha detto Cortiana -. L'avrei accettata se avesse detto 'ero parte di un sistema sbagliato', ma non l'ha fatto. Il contributo dell'atleta nella lotta a questa piaga e' fondamentale''.
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