Corriere della Sera. Non solo ciclismo, setacciate ogni sport

| 07/10/2010 | 14:29
Ma perché solo il ciclismo? Ancora e solo il ciclismo? È veramente tutto lì, il «male assoluto», dentro questo sport che non è più uno sport da tre lustri almeno? E il resto? E gli altri? Un mondo di anime candide? Sparare addosso a un animale morente è l’esercizio più agevole, e con l’esternazione dell’altro giorno Ettore Torri, procuratore antidoping del Coni, ha scoperto l’acqua calda. La questione è un’altra, enormemente più vasta. E sulla quale lo stesso magistrato dovrebbe ficcare bene il naso, come ha fatto per le infinite storie del ciclismo: cosa succede negli altri sport. Quanto doping esiste nel calcio, nel nuoto, nell’atletica leggera, nello sci, nel rugby, nel basket, nel volley. Insomma nelle discipline più popolari e importanti. Ma non solo. Il ciclismo è la punta di un iceberg dietro il quale si nascondono in troppi. In tutto il mondo. Sono quelli che - a ogni livello - sanno e fanno finta di niente. Che fingono di avere dimenticato il passato. Che negano, minimizzano, coprono, dopano nell’ombra, «bravi» da un lato a non farsi beccare e «protetti» dall’altro dal sistema sportivo e dai controlli antidoping che così come strutturati non servono più a nulla. Calcio, nuoto, atletica leggera, sci, rugby, basket, volley sono quasi come il ciclismo. La distanza che due decenni fa sembrava forse sostanziale, oggi si è ridotta ai minimi termini ed è diventata impalpabile. Perché allora non se ne parla? Perché solo il ciclismo? In Italia abbiamo avuto il «doping di Stato» del centro di Ferrara e il processo al professor Conconi e ai suoi collaboratori; il processo alla Juventus di Giraudo e Agricola; lo scandalo Gh ai Giochi di Sydney; le positività a raffica nel calcio tra il 2000 e il 2003. Fuori dai nostri confini - per citare appena qualche «chicca» - lo scandalo Balco negli Stati Uniti; le inchieste e i processi nei paesi dell’Est un tempo sotto il controllo sovietico (ex Ddr in primis); lo scandalo Festina in Francia e Kenteris-Thanou in Grecia per finire al caso più clamoroso dell’ultimo decennio: l’Operacion Puerto in Spagna. Dove voci e sospetti non hanno risparmiato i più grandi campioni di quel paese e i più potenti club calcistici, prima che l’inchiesta venisse insabbiata dietro il paravento di «vuoti legislativi». È proprio la Spagna oggi la nuova centrale del doping in Europa. Ed è anche grazie a questa realtà che in pochissimi anni, all’improvviso, un nazione sportivamente quasi inesistente ha cominciato a vincere tutto. Dappertutto. Il doping è diventato «risorsa» universale, strumento ormai imprescindibile. Sfruttato senza il minimo scrupolo etico ai massimi livelli in ogni disciplina e in ogni angolo del mondo. Nel calcio da tempo girano voci di controlli antidoping «autonomi», effettuati ciclicamente dai club più importanti e ricchi per tenere sotto controllo i loro giocatori, stopparli quando sono «borderline» o già oltre i limiti. Quadro verosimile? Molto più che verosimile.

Giuseppe Toti
dal Corriere della Sera
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COMMENTI
7 ottobre 2010 18:59 ciceinge
Era ora che qualcuno dell'informazione dicesse come stanno le cose grazie per la chiarezza

Non solo ciclismo
7 ottobre 2010 20:19 padre58
Mi fa piacere che se ne parli anche degli altri sport,ma perchè sui giornali,meno che meno in TV, non si parla dei nostri giovani che in modo pulito praticano ciclismo dalla tenera età di7/8 anni sognando di diventare dei campioni.Se togliamo i sogni ai giovani cosa ci si può aspettare del futuro?

solita storia
7 ottobre 2010 23:16 workman
come se tutte le ditte produttrici di sostanze dopanti,si basassero sulla vendita a quei pochi ciclisti che ci sono al mondo...la verita e che hanno sponsor sulle maglie che investono e fanno gola ad ambienti come il calcio,che sono in mano a dei ladri...come è stato dimostrato dal famoso dirigente juventino che è stato fatto fuori dalla famiglia,prima che gli mangiava anche la fiat...aloba !

valori anomali
7 ottobre 2010 23:44 workman
ma se anni fa c\'erano dei limiti per emoglobina e ematocrito,per fare un favore a tanti li hanno alzati in modo che tutti potessero farsi quelo che volevano.
poi qualche XXXXXXXX ha passato anche quelli....oggi per troncare tutto bisogna radiare a vita tutti i corridori di qualsiasi categoria,che vengono beccati al controllo antidoping...oppure fermare l\'attività professionistica almeno tre anni...con uno screening che parta dalla cat allievi..fatto questo procedere senza pietà!!questo vale anche per i ds..!

Alcuni sport sono intoccabili!!!!!
9 ottobre 2010 10:02 Gianni64
Il grande Marco Pantani diceva: "che calcio e formula 1, avevano gli stessi problemi del ciclismo", per queste sue dichiarazioni, venne messo in croce. Diciamo la verita. Alcuni sport sono intoccabili, perché, c'é un enorme giro di soldi, che riesce a coprire tutto. Negli atri sport, i controlli antidoping, non vengono nemmeno effettuati.

Incredibile...........
11 ottobre 2010 21:29 fido113
Qualcuno ne parla! era ora, ma non servirà a niente perchè con il ciclismo le istituzione fanno finta di combattere il doping invece lo nascondono.
Quano durerà non lo so, ma credo finchè il ciclismo non farà più notizia cosi a quel punto sotto un altro sport da screditare.

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