| 21/08/2010 | 14:19 Il Trofeo Melinda-Val di Non non mente mai. Aveva promesso di regalare al CT Paolo Bettini un nome sicuro a cui affidare i galloni di capitano nel mondiale australiano, e così è stato. Vincenzo Nibali è il diciannovesimo vincitore di questa classica trentina che continua, anno dopo anno, ad emergere tra gli appuntamenti del calendario internazionale nel segno di una cifra tecnica di valore assoluto. E’ la continuità il segreto di una gara che ripropone anno dopo anno un circuito perfetto, e che puntualmente sforna vincitori come questo. “Per me andare alla Vuelta con una vittoria del genere, in una gara così impegnativa, è tutta un’altra cosa. E’ l’ennesimo episodio positivo di una stagione davvero molto importante per me”, ha spiegato Nibali con il garbo e la pacatezza che gli sono propri. Paolo Bettini sa che Nibali non chiederà trattamenti speciali, “anche perché – spiega il CT – sono i fatti che parlano per lui. Basta vederlo in corsa, basta leggere i suoi risultati per capire quale sia l’affidabilità di questo corridore”. Il capitano dunque c’è, il Melinda non ha tradito, anzi: forse di capitani ne ha indicati persino due. Anche il tricolore Giovanni Visconti si è reso infatti protagonista di una gara importante che lo ha visto andare vicinissimo al bersaglio pieno (e quindi al bis della vittoria ottenuta a Fondo nel 2009) con un’azione apparentemente perfetta a due chilometri dall’arrivo, quando si è “bevuto” il suo compagno Sinkewitz (in quel momento solo in testa) lanciandosi verso quel traguardo che sembrava suo. Proprio in quel frangente, invece, un attimo di vuoto ed il colpo di scena: subito ripreso e superato a doppia velocità da Nibali, che rispetto al collega e amico-rivale siciliano ha avuto il merito di sparare la propria cartuccia al momento giusto. Così per Visconti è rimasto il terzo gradino del podio, visto che tra lui e Nibali si è infilato il bravissimo Vladislav Borisov, già campione nazionale russo nel 2007. Corsa bella e selettiva (solo 43 all’arrivo, Ivan Basso si è fermato dopo un centinaio di chilometri, ma non è stata una sorpresa), oltre che estremamente veloce, con molti spunti buoni per Bettini: “Note negative non ce ne sono, e questo è incoraggiante”, ha fatto notare Paolo. Anche i vari Pozzovivo, Baliani, Bailetti non hanno mancato di farsi vedere, al contrario dell’idolo noneso Bertagnolli rimasto leggermente in ombra. D’altro canto il Trofeo Melinda non è corsa in cui si può barare, poca pianura e sempre battaglia: la prima fuga è partita al km 20, da quel momento in poi non c’è più stata requie. E’ sempre così ogni anno e davanti, alla fine, rimangono sempre quelli giusto: ecco perché Paolo Bettini riparte più che contento da Fondo, dove può ben dire di aver colto la prima mela.
Buina sera, cosa ci dice di questo Brisovof, i suoi corridori vanno a pane e acqua? Visto che dice che chi vince è dopato, quindi anche il secondo? si parla bene e si razzola male mi sembra.
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