| 28/05/2005 | 00:00 Chi ha provato a far saltare il banco è stato Gilberto Simoni: «Quando sul Finestre ho visto che Savoldelli non teneva il passo, ho acceleraato. Speravo che Parra potesse darci una mano, invece siamo andati su in accordo solo io e Di Luca. Quando Danilo ha avuto i crampi, ero al limite anch’io. Forse si poteva risparmiare qualche energia in salita, ma in ballo c’era il Giro d’Italia. Sullo sterrato Danilo è stato splendido, io ci credo che possa tornare a vincere il Giro. Cunego? Da quando è mancato, il mio Giro si è sbilanciato e io ho pagato anche perché ho iniziato a pedalare a gennaio. Ma senza Damiano, avrei giocato diversamente le mie carte».
Da applausi la corsa di Danilo Di Luca: «Mi spiace per questo crampo perché potevo vincere la tappa e salire sul podio. Ho fatto un grande Giro, non mi aspettavo di arrivare fin qui ma ho capito che il Giro prima o poi lo vinco, anche se dovrò forzatamente rivedere la mia preparazione e rinunciare alle classiche. In salita? Ho tirato perché volevo salire del mio passo. Simoni poteva aspettarmi? Forse l’ammiraglia poteva avvisarlo, ma non sarebbe cambiato molto».
Gianni Savio, team manager della Selle Italia: «Credo che oggi la Selle Italia Colombia abbia dimostrato il suo valore e la sua dignità. Non ci siamo alleati con nessuno, abbiamo attaccato quando si poteva, dimostrando tutto il nostro valore. E permettemi di affermare con orgoglio che siamo stati davvero forti. Lo stipendio di Rujano? E’ chiaro che non poteva essere alto, visto che è giovane, ma non prende il minimo ed è chiaro che il prossimo anno stravolgeremo il suo contratto ma è altrettanto sicuro che resterà con noi».
Felice ma non troppo il vincitore di giornata Josè Rujano: «Nel finale sono andato un po’ in crisi di fame, perché sul Finestre e in discesa non ho mangiato come dovevo, altrimenti avrei potuto vincere con maggiore distacco. E’ sicuramente stata una questione di esperienza, ho capito l’errore e tornerò al Giro per vincere».
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