| 09/07/2010 | 09:01 Giornata calda, molto calda, ma tutto sommato tranquilla: quando si porta in albergo la pelle è già una vittoria. Giornata calda e risveglio non propriamente felice: nulla di grave, ma non è piacevole leggere su L’Equipe che il sottoscritto tratta le tariffe per le connessioni internet. Mi hanno fatto passare per essere un poveretto, che non può permettersi di pagare una linea wireless e per questa ragione si mette a trattare alla reception la tariffa più conveniente. La verità è un’altra, e la prima cosa che ho fatto ieri mattina è stata proprio quella di chiarire la cosa direttamente con l’estensore dell’articolo in questione. È vero che io ogni sera, appena giungo in albergo, mi precipito a chiedere se c’è la connessione internet nelle camere. È vero anche che quando c’è mi faccio dare le parole chiave per la connessione veloce. Nel caso specifico dell’altra sera, la questione era semplicemente di lingua: io parlo molto meglio l’inglese del francese e la ragazza della reception parlava solo francese. Abbiamo fatto entrambi un po’ di fatica per arrivare alla soluzione del problema: la linea wireless c’era, le parole chiave poi me le ha fornite e la cosa più divertente di tutta questa storia è che io non ho mercanteggiato nessuna cifra semplicemente perché la linea era gratuita. Piccoli problemi di comunicazione. Più che altro il giornalista de L’Equipe, che era lì nelle vicinanze e aveva origliato il nostro dialogo, ha capito male. Anche per lui c’è stato un problema di connessione. E nel suo caso, come per la mia wireless, anche la sua polemica è stata del tutto gratuita.
«Dentro Il Gruppo», rubrica di Ivan Basso tratta da «Il Giornale» del 9 luglio 2010
dentro il gruppo? Ma guardate che dentro il gruppo non c'è solo ivan basso... Parlate solo di lui.
a fraccaro...
9 luglio 2010 12:09limatore
hai ragione non c'è solo lui.......... ma pochi come lui.
vai ivan
9 luglio 2010 12:13fabri77
ivan sei un grande... punto e basta!le chiacchiere stanno a zero! e certo che tuttobici parla di ivan basso!di chi altro dovrebbe parlare?????? ivan facci sognare sulle montagne!
mah
9 luglio 2010 12:15teoottico
la cosa piu assurda che la ragazza della reception sappia parlare solo il francese
9 luglio 2010 12:37superandy
Ma questo articolo lo ha scritto veramente Ivan?
Se è cosi complimenti, è molto bravo a scrivere e può avere un futuro da giornalista.
i francesi
9 luglio 2010 13:32batt62
caro ivan, rassegnati questo è il tipico attegiamento del giornalismo francese, non possono sopportare che ci sia un italiano più bravo di loro e quindi ogni questione è buona per screditarti. non oso pensare a che attacchi sarai soggetto qualora dovessi vincere una tappa o peggio conquistare la maglia gialla. fa parte del loro essere snob!!!!
per la cronaca in ogni albergo, dalle 3 stelle in su, la connessione internet e quasi sempre gratuita, e quindi non si capisce cosa avrebbe dovuto trattare il povero ivan.
9 luglio 2010 14:11fracarro
mi avete frainteso... Non ho nulla da dire contro il campione che è ivan, sono un suo grande tifoso... Quello che si legge in questa rubrica sono storie di vita, quindi apriamo a tutti i ciclisti, soprattutto a tutti gli italiani al tour... Ognuno ha la sua grande piccola storia nel gruppo da raccontare... Forza ivan, vinci per noi!
ivan
9 luglio 2010 23:42fedex
ora dopo carla bruni c è ivan! gli faremo la canzone meno male che c è ivan...ci sono tanti altri corridori italiani nuovi anche da valorizzare...solo in italia è così, in francia qualsiasi professionista è valorizzato per il suo lavoro che fà,non ci sono solo i campioni ma anche altri corridori che tirano tutto il giorno, portano le borraccie.ecc....
il mio nonno...
10 luglio 2010 11:43Cada
Il mio povero nonno, quand'ero piccolo, mi raccontava di Coppi e Bartali...poi, cresciuto un pò, il mio papà mi raccontava di Moser e Saronni...quando ho iniziato a correre, tifavo per Argentin e poi per Cipollini...ai miei figli, racconterò di Da Dalto e Reda? (solo x fare i nomi di 1 che mi stà simpatico e 1 che mi stà antipatico)... E comunque, tanto per commentare la notizia del giornalista fenomeno francese (pùah), chi lo conosce sà che gli italiani non gli stanno proprio simpatici. Saluti. Simone Cadamuro
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