McEwen, richiesta audizione. Sviluppi e reazioni dell'inchiesta
| 19/05/2005 | 00:00 La Procura di Vicenza ha disposto una serie di audizioni per il campione australiano Robbie McEwen e i medici delle squadre Davitamon-Lotto e Saunier-Duval. Secondo quanto si è appreso, i colloqui dovrebbero avvenire tra stasera e domani mattina. La decisione dei magistrati sarebbe in relazione ai risultati del blitz dei Nas avvenuto ieri in un albergo di Rossano Veneto (Vicenza) e alle dichiarazioni fatte in conferenza stampa da McEwen, vincitore della tappa di ieri. McEwen aveva detto, a proposito della macchina che simula le condizioni di altitudine, «Io non la uso, ma qualche altro compagno sì».
MINACCIA DI SCIOPERO. L’ associazione dei gruppi sportivi di ciclismo, il sindacato internazionale e l’associazione dei medici non escludono «l’astensione dalla gara, in caso di ulteriore, ingiustificato turbamento dell’ attività medica e sportiva durante il Giro d’Italia». Lo hanno scritto a conclusione di un comunicato congiunto preparato dopo la riunione fatta stamani prima della partenza della tappa in relazione alla operazione dei Nas di ieri nell’ albergo della Davitamon-Lotto e della Saunier Duval a Sandrigo.
LA LEGGE NON SI TOCCA. «C’è una sola giustizia che è quella ordinaria; mi auguro che si facciano ulteriori passi avanti per proteggere lo sport, ma in particolare i giovani e giovanissimi e gli sport minori, anche amatoriali, che non hanno molte possibilità di essere difesi». Lo ha ricordato il sottosegretario alla salute Cesare Cursi, che esercita la delega del ministro in materia di doping. Cursi ha detto che la legge antidoping di 5 anni fa non si tocca e soprattutto non ci sarà nessuna depenalizzazione per le sanzioni previste». «Finalmente - ha detto Cursi - posso con soddisfazione verificare che avevo ragione quando chiedevo l’applicazione della legge 376 del 2000, che è stata praticamente inattuata fino ad ora». «In questi giorni - ha aggiunto il sottosegretario - sono state lamentate difficoltà, ma ricordo che i punti fermi sono due: non accetteremo mai depenalizzazioni; in secondo luogo abbiamo deciso che negli organismi internazionali ci sarà la rappresentanza del governo tramite il ministero della salute». «Proprio recentemente - ha aggiunto Cursi - è stata rinominata la Commissione nazionale antidoping e la prima cosa che ha fatto è stato sollecitare palazzo Chigi affinchè all’interno della commissione internazionale ci fosse una rappresentanza politica attraverso il ministero».
ALPI TRAINER E’ DOPING. L’aggiornamento della lista nazionale del decreto interministeriale del 13 aprile 2005, in via di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale prevede che l’uso dei macchinari che aumentano la quantità di ossigeno nel sangue è da considerare una pratica dopante. Lo ricorda in una nota il ministero della salute aggiungendo che «il divieto di pratiche ipossiche - quelle, appunto, che aumentano l’ossigeno nel sangue - è espressamente previsto».
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