Perquisizioni al Giro a Davitamon e Saunier: cronaca e reazioni

| 18/05/2005 | 00:00
I Nas sono nuovamente entrati in azione al Giro d’Italia. Una squadra di militari ha perquisito oggi un albergo di Sandrigo, destinato ad ospitare la Davitamon Lotto ed ha proceduto al sequestro di un apparecchio ipossico, che migliora consumo di ossigeno. Ad eseguire l'operazione, che si è svolta in un clima disteso e senza enfasi, sono stati i Nas di Vicenza. L’operazione si è svolta nell’hotel Il Canova di Sandrigo ed è ad attuarla sono stati i militari del Nas del gruppo di Roma al comando del tenente colonnello Marcello Galanzi. L’operazione dei Nas nell’albergo di Sandrigo che ospita la Davitamon-Lotto e la Saunier Duval è scattata sulla base di accertamenti dei Nas di Firenze i cui risultati sono stati messi poi a disposizione della magistratura di Vicenza. Il Pm Paolo Pecori ha quindi disposto l’intervento, inizialmente compiuto da una squadra dei Nas di Padova agli ordini del tenente colonnello Marcello Galanzi che è giunta nell’albergo attorno alle 16,30. Oltre alla macchina, sono stati anche sequestrati alcuni farmaci per fleboclisi, la cui somministrazione, a partire dallo scorso mese di gennaio, è vietata durante la stagione agonistica. Nello stesso albergo i Nas hanno bloccato anche la dottoressa della Saunier-Duval, altra squadra - questa spagnola - che partecipa al Giro. Il medico stava gettando flaconi per fleboclisi. Il sequestro della macchina è avvenuto durante la perquisizione che i carabinieri del Nas del gruppo di Roma hanno eseguito anche nelle camere della squadra spagnola, oltre che in quelle della Davitamon-Lotto. La reazione della Davitamon. «La polizia ha perquisito il nostro albergo e il pullman ma non c’è niente di cui preoccuparsi» ha detto Allan Peiper, direttore sportivo della Davitamon-Lotto mentre accompagnava in macchina il vincitore di tappa nell’albergo di Sandrigo in cui sono entrati in azione i Nas. «Forse è un po’ di fumo negli occhi, magari perchè Petacchi ha perso di nuovo - ha insinuato Peiper -: il nostro medico è uno dei migliori nel mondo dello sport. Ha passato due giorni in riunioni prima della partenza del Giro proprio per controllare tutto». «Lo Alti (così si chiama la macchina sequestrata, che serve in pratica per mantenere costantemente elevato il numero di globuli rossi presenti nel sangue e quindi prolunga i benefici di eventuali cure di Epo, ndr) - ha continuato - è qualcosa che tutte le squadre usano e non è illegale - ha sostenuto il ds - per le regole Uci. Non so se sia illegale per la legge italiana, ma se noi abbiamo un problema lo hanno anche altri». Così McEwen. Robbie McEwen è sorpreso quando, nella conferenza stampa da vincitore, apprende da una domanda di un giornalista che i Nas hanno sequestrato una attrezzature ipobarica nell’albergo della sua squadra Davitamon-Lotto. «Non ne sapevo nulla - dice il campione australiano -. Abbiamo una Alti-trainer. Io non la uso, ma qualche altro compagno sì. E’ una macchina che simula le condizioni di altitudine. Per qualsiasi altra cosa rivolgetevi ai direttori sportivi». Continuerà a restare in corsa fino a Milano, lui che in tutte le altre partecipazioni si è fermato prima delle Alpi? «Domani andrò alla partenza per arrivare fino alla fine. Poi ci penserò giorno per giorno». La RCS. Nessuna presa di posizione, per il momento, da parte di RCS che per bocca di Angelo Zoomegnan, responsabile Eventi, commenta: «Al momento non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione da parte delle autorità giudiziarie, quindi non abbiamo potuto prendere alcuna decisione. Si tratta di capire chi abbia responsabilità, per capire se eventualmente va sanzionato un corridore o l’intera squadra per responsabilità oggettiva. In ogni caso, bisogna ricordare che la legge dello Stato prevarica la legge sportiva e che siste una Carta Etica del ProTour (che i corridori non hanno ancora firmato, rigettandola, ndr), firmata da tutte le 20 squadre e nata proprio per cercare di attenuare i problemi imposti dalle leggi antidoping dei singoli paesi. Attendiamo comunicazioni ufficiali e poi quella Carta Etica intendiamo applicare».
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