Inchiesta di Bergamo: Mazzoleni patteggia, Paolini invece no
| 08/06/2010 | 19:05 Due richieste di patteggiamento sono state presentate al tribunale di Bergamo da parte dell'ex ciclista professionista bergamasco Eddy Mazzoleni (terzo al Giro d'Italia 2007) e dalla moglie Elisa Basso (sorella del vincitore del Giro d'Italia Ivan) nell'ambito del processo che li vede imputati per traffico di anabolizzanti e doping. Nei loro confronti il Coni, ammesso come parte civile nel processo, ha chiesto una provvisionale di 20.000 euro. La decisione del giudice è prevista per il 17 giugno. La terza persona rinviata a giudizio, il ciclista professionista Luca Paolini, sosterrà invece il rito ordinario. Erano 29 le persone per le quali il gup Maria Cristina Rota aveva chiesto il rinvio a giudizio, al termine di un'inchiesta nata contro il doping tra i culturisti, ma che ha finito per risucchiare qualche bel nome del mondo del ciclismo. Fra questi anche il corridore azzurro Luca Paolini. Per lui e Mazzoleni l'accusa è la stessa: il pm contesta, a vario titolo, l'acquisto e l'utilizzo di sostanze dopanti, tra cui l'Epo. L'indagine riguardava un traffico di anabolizzanti tra gli appassionati di body building e aveva raggiunto il suo culmine nell'autunno del 2006, con perquisizioni e arresti in tutta Italia. Otto persone erano finite in carcere, altre 14 ai domiciliari. Per cinque palestre, tra cui l'Athena di Gorle, erano scattati i sigillli della magistratura, mentre in un box di Milano erano state sequestrate decine di migliaia di confezioni di doping, per un valore di 65 mila euro. L'ipotesi del pm Rota è che le sostanze arrivassero dall'estero (Spagna, Marocco, Nord Europa, Sudamerica), ordinate tramite internet o per telefono. Sostanze come nandrolone, testosterone, ormoni della crescita, efedrina, Epo, amfetamina. E pure Viagra e Cialis, gli stimolanti chimici che facilitano le prestazioni sessuali, ma che, per le loro qualità di vasodilatatori, in certi sport sono utilizzati per ossigenare il sangue e combattere così la fatica. In precedenza erano stati in tre a patteggiare la pena: R. C., 40 anni, di Azzano San Paolo, legale rappresentante della palestra Athena, che il pm reputava il perno del traffico illecito, G. C., 47 anni, di Milano. Altri bergamaschi, rischiano il rinvio a giudizio. Si tratta di G. F., 30 anni, ex istruttore di body building, attualmente tatuatore e buttafuori per alcuni locali, e di P. G. C., 42 anni, culturista di Calusco, che devono rispondere del commercio abusivo di anabolizzanti. C'è anche una donna, V. S., 28 anni, accusata di ricettazione.
Se dovessimo usare la stessa logica di tutti quelli che parlano a vanvera giornalisti ed organizzatori compresi per Ricco ( Vedi pseudo positività della sua compagna) che si dovrebbe dire di Basso visto il coinvolgimento della sorella nel doping del marito Mazzoleni? Aspetto una rispoasta.
BASSO...si chiama IVAN......la sorella Elisa, basta cosi?
9 giugno 2010 08:03lorianoclubbasso
Le persone e i fatti vanno conosciuti,altrimenti è meglio stare zitti e muti.OK?
Daccordo con Loriano
9 giugno 2010 10:01Bartoli64
Sono completamente daccordo con quanto scritto da Loriano nel precedente post.
La responsabilità penale è PERSONALE (almeno così dice la Legge).
Tutto il resto sono chiacchere da bar!
Sono daccordo anche con la decisione presa da Paolini sul NON pattegiare perchè voglio credere alla buona fede di questo corridore e professionista esemplare.
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