Antidoping, l'incredibile disavventura di Murilo Fischer
| 25/05/2010 | 09:12 Da tempo chiediamo, noi e buona parte del mondo del ciclismo, che i controlli antidoping vengano affidati ad un unico ente super partes. E lo chiediamo anche per evitare che accadono fatti grotteschi come quello che ieri ha avuto come protagonista il brasiliano Murilo Fischer della Garmin-Transitions. È lui stesso a raccontare su Twitter: «Ci sono idioti che non hanno alcun rispetto per noi corridori. Ieri era il giorno di riposo al Giro, dopo due settimane durissime, avrei voluto dormire e invece alle 8 del mattino si sono presentati per il controllo antidoping. Mi chiedo: non era possibile venire un paio d’ore più tardi e lasciarmi riposare? Ma questo è niente, perché alle 9 sono venuti altri ispettori e mi hanno fatto un altro controllo! Due controlli diversi in un’ora: non è che stiamo esagerando?»
Cari miei professionisti, siete stati voi a voler concedere troppo potere a questo gruppo di ignoranti politici che vogliono solamente "lucrare" sulla vostra pelle... Per cosa poi? Per dimostrare che siete "puliti"...Secondo le regole di CHI????
Quanta ipocrisia... Ora è troppo tardi, vi tenete il sistema. E vi conviene anche stare zitti, altrimenti qualcuno vi fa fuori quando vuole...
mah...
25 maggio 2010 12:31scratch
Ma anni fa non erano stati i corridori a chiedere controlli sempre più seri e severi?
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